mercoledì, settembre 19

Stati Uniti Vs Iran: Donald Trump dice no all’accordo sul nucleare iraniano La strategia del Presidente americano contro la Repubblica Islamica

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Il presidente ha maturato la conclusione che non può certificare, nel quadro dell’accordo sul nucleare, che il sollevamento delle sanzioni introdotto è proporzionale ai benefici osservati in seguito a tale accordo” è l’annuncio che sta rimbalzato da diversi media americani.

«È giunto il momento per l’intero mondo di unirsi a noi nel chiedere che il governo dell’Iran ponga fine alla sua ricerca di morte e distruzione» è stata l’ anticipazione diffusa dalla Casa Bianca in mattinata. «Incorporeremo la Comunità internazionale a condannare le violente violazioni dei diritti umani da parte dell’IRGC e l’ingiusta detenzione di cittadini americani e di altri stranieri per accuse capziose» e «negare al regime iraniano tutti i percorsi per un’arma nucleare».

Donald Trump rinnova le accuse contro la Repubblica Islamica, rea, a detta del Presidente americano, di essere una delle principali fonti di destabilizzazione non solo su scala regionale, ma anche a livello mondiale: l’ appoggio al regime di Bashar al Assad nel contesto della guerra siriana, il sostegno al terrorismo, ma anche la rivalità con Israele e Arabia Saudita, le minacce cyber e alla navigazione nel Golfo Persico. Non ultimo, il progressivo riarmo dal punto di vista missilistico, di cui si è avuta dimostrazione non più tardi di due settimane fa, con il test del “Khorramshahr”, in occasione della ‘Settimana della Difesa Sacra’ in ricordo della guerra con l’Iraq degli anni Ottanta.

E’ stata dunque presentata dal Capo della Casa Bianca una sorta di road map per combattere l’ Iran. Sei i punti anticipati. Innanzitutto, per quanto riguarda il JCPOA, Trump non lo decertificherà. Come ribadito più volte, la Casa Bianca non rileva la violazione dell’ accordo, bensì il venir meno dello «spirito», proprio sulla scorta di quelle azioni anti-occidente che non favoriscono l’ armonia. La Repubblica islamica si sarebbe dunque profittata dell’ intesa con Washington per vedersi alleggerite le sanzioni che da quasi quattro decenni gravavano sulla sua economia e la isolavano dal mondo.

«La nuova strategia Usa per l’Iran punta a neutralizzare l’influenza destabilizzante del governo iraniano e a contenere la sua aggressione, in particolare il suo supporto per il terrorismo e i militanti». Un elemento affermato dal Comandante in capo è la lotta contro la Guardia repubblicana, alle dirette dipendenze della Guida Suprema e responsabile di numerose attività di squilibrio regionale. «Negare al regime iraniano, e specialmente al Corpo della guardia rivoluzionaria islamica, i fondi per le sue attività maligne, e per opporsi alle attività dell’Irgc che sottrae la ricchezza del popolo iraniano» ha annunciato il Presidente.

Come affermato da Mattis la settimana scorsa, la prospettiva non dovrebbe essere la decertificazione, o meglio, se anche ci fosse, non dovrebbe dare luogo alla re-imposizione delle sanzioni a Teheran. Ma sarebbe necessario, nell’ ottica di Trump, una revisione della legge da parte dei parlamentari americani. L’ auspicio di Trump sarebbe quello di inserire dispositivi automatici di imposizione delle sanzioni all’ Iran nel caso di violazione, magari allungando la durata dai 15 anni previsti all’ indeterminato. La palla, dunque, verrebbe passata al Congresso.

«La risposta della Repubblica Islamica iraniana, ai propositi di Trump, sarà con “misure appropriate”, per fare fronte a qualsiasi cambiamento nelle posizioni degli Stati Uniti». Sono state le parole del presidente del parlamento iraniano Ali Larijani che ha proseguito: «L’Iran ha programmato tutte le variabili riguardo quanto possa succedere all’accordo nucleare. Tra i responsabili iraniani non c’è nessuna preoccupazione riguardo a questa materia ed abbiamo approntato misure appropriate per fare fronte a tutte le eventualità». «Sembra che gli Stati Uniti abbiano iniziato movimenti che nel lungo periodo faranno venire meno l’ordine sullo scacchiere internazionale. La prova di questo sono le sanzioni, che hanno annunciato contro Iran e Russia, così come le misure che di recente hanno iniziato ad adottare in relazione all’intesa sul nucleare con l’Iran».

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