lunedì, ottobre 23

Spagna: la lotta della Catalogna per l’indipendenza field_506ffbaa4a8d4

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La regione della Catalogna ha annunciato che si sta preparando per cercare l’indipendenza, con o senza l’appoggio di Madrid. Infatti, già nel mese di dicembre dello scorso anno, la Corte Costituzionale spagnola aveva bloccato una risoluzione da parte del Parlamento della Catalogna richiedente un processo di secessione dalla Spagna.

Il governo della regione dice che preferirebbe condurre cordiali trattative circa una scissione, ma che la mancanza di risposta da parte della capitale spagnola sta forzando la mano: infatti, parlando esclusivamente al Guardian, il Presidente del Parlamento della Catalogna, Carme Forcadell, e il Ministro degli Esteri, Raul Romeva, hanno detto che la presa di posizione di Madrid non ha lasciato alla regione altra scelta. Indipendenza che anche la popolazione desidera, infatti con un sondaggio effettuato il 22 luglio -effettuato da parte del sondaggista ufficiale della regione- è emerso che il 47,7 per cento dei catalani vuole l’indipendenza dal governo di Madrid.

Così, le associazioni pro-indipendenza hanno annunciato l’intenzione di scendere di nuovo in piazza per celebrare la Giornata Nazionale della Catalogna e recuperare l’indipendenza della regione l’11 settembre, così com’è successo negli ultimi cinque anni. Le due principali organizzazioni civili che stanno dietro queste mobilitazioni di massa, l’Assemblea Nazionale Catalana (ANC) e l’Omnium Culturale, hanno presentato questo martedì il loro programma per il prossimo 11 settembre, con l’intenzione di prendere posto in cinque diverse città di tutto il territorio: Barcellona; Sale, Berga, Lleida e Tarragona.

Le città non sono state scelte in modo casuale, ma secondo i valori che la nuova Repubblica dovrebbe rappresentare:
Salt sarà il simbolo di solidarietà e diversità. Infatti è una delle città con il più alto tasso di immigrazione e finora è stato un esempio di convivenza.
Berga, situata in Catalogna Centrale, è la città dove si tiene ‘La Patum’, ovvero un festival culturale che affonda le sue radici nel periodo medievale e che è stata dichiarata ‘Orale e Immateriale Patrimonio dell’Umanità’ dall’UNESCO nel 2005. In tal modo, la Berga rappresenterà ‘la cultura e le radici di un’identità vivace, che è varia e sempre in costruzione’.
Tarragona simboleggerà la necessità di ‘networking, futuro e processi economici, che la collega alla sua mancanza di investimenti e al suo storico deficit per quanto riguarda le infrastrutture’.
Lleida rappresenterà ‘l’equilibrio territoriale, il paesaggio e l’agricoltura’.
Infine, Barcellona sarà il simbolo della libertà, e ‘la sede storica della sovranità e del futuro della città capitale della Repubblica catalana’.

 

 

 

(video tratto dal canale YouTube di Catalan News Agency)

 

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