venerdì, settembre 22

Sorelle d’Italia, mandanti morali e le altre donne Ogni anno circa 4 mila donne vengono stuprate in Italia, ma alla Sorella d’Italia interessano solo i circa 1.500 casi di cui sono colpevoli gli stranieri

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Solo un cittadino distratto o credulone potrebbe mettere sullo stesso piano la storia e la personalità della Presidente della Camera, Laura Boldrini, con quella dei numerosi protoplasmi (maschi e femmine) che popolano la destra italiana, lo abbiamo toccato con mano, ma non ce n’era bisogno, nel corso della discussione da stadio seguita allo stupro di Rimini. Non mi riferisco solo alla Sorella d’Italia Giorgia Meloni, tanto più che ci vuole poco per digerirla, basta chiudere gli occhi e pensare a Fabiola Gianotti, uno dei geni femminili che danno all’Italia un lustro senza eguali. La direttrice del Cern di Ginevra è stata una figura fondamentale nell’impresa che un paio di anni fa condusse alla scoperta del Bosone di Higgs. È consolante sapere che esiste, la sua presenza, insieme a quella di donne come la Presidente della Camera, che non si sono abbassate fino al pavimento nell’illusione di contare qualcosa nella vita, bastano a riscattare questo ed altro. L’ultima volta che un politico di destra si era cimentato con la Fisica, ancora una donna, avevamo fatto ridere il mondo intero, con la storia del tunnel lunghissimo, dal Gran Sasso a Ginevra.

Era il tempo delle menzogne. Si fantasticava di neutrini che andavano più veloci della luce, si diceva che Ruby fosse maggiorenne e nipote di Hosni Mubarak, Gheddafi era di casa e distribuiva copie del Corano urbi et orbi, gli avvocati di corte erano strapagati per trasformare dei maiali in ‘utilizzatori finali’, mentre la realtà era solo uno dei tanti universi paralleli, che si potevano narrare a piacere. Anni ruggenti, che purtroppo sono di nuovo alle porte.

Ogni anno circa 4 mila donne vengono stuprate in Italia, ma alla Sorella d’Italia interessano solo i circa 1.500 casi di cui sono colpevoli gli stranieri, come se i maschi italiani fossero stati provocati da donne troppo procaci oppure si erano trovati solo di passaggio. Sarebbe interessante effettuare un’indagine sulle preferenze politiche degli stupratori nostrani, chissà che sorprese potrebbero emergere.

Non è il reato, ignobile, che interessa alla signora, bensì chi lo commette. I suoi connazionali non sporcano, forse perché sono di pelle bianca e si cambiano le mutande prima di eseguire il lavoro. Forse arriverà una proposta di legge, sarebbe logico visto il clima, che trasforma in aggravante la condizione di straniero.

Alla signora non interessa neppure, ad esempio, domandarsi quante bambine e bambini sono stati e vengono abusati all’estero dai pedofili italiani, assidui frequentatori delle mete in cui il turismo sessuale semina scempi. Questi nessi non valgono, conta prendere l’ultimo fotogramma e farne uno spauracchio. I fascisti, in genere, sono privi di idee, ma sono bravi nella propaganda.

I barbari subirono secoli di crudeltà da parte dei romani, prima di mettere a ferro e a fuoco la Penisola, passando alla storia come distruttori rapaci e ignoranti. Chi racconta la storia si riserva qualche comprensibile vantaggio.

Molti politici di destra riaffermano quotidianamente che per fare politica non è necessario essere intelligenti e neppure attenti a quello che succede. Infatti, sempre la Sorella d’Italia, non ricorda ciò che successe sette anni fa a Roma, alla fine di agosto. Erano i giorni di Muammar Gheddafi che, mentre il Governo di centrodestra stava genuflesso, a volere essere gentili, raccontava a 500 ragazze gentilmente offerte dall’esecutivo, le virtù dell’Islam, augurandosi che diventasse ‘la religione di tutta l’Europa’. Sarei curioso di sapere cosa accadrebbe se le signore della destra italiana, cattolicissimi baluardi delle radici cristiane, si recassero a Tripoli auspicando nella piazza principale la conversione al cristianesimo di tutta la Libia, regalando copie della Bibbia agli astanti, come fece Gheddafi col Corano in quella fatidica giornata. Ma purtroppo non ci andranno, sono sempre così impegnate a tutelare le donne italiane dallo straniero. Spiace pure che non possa accompagnarle il buzzurro padano di cui sembrano invaghite. Davvero una bella compagnia.

Ma tant’è, siamo alla vigilia di elezioni delicate, che speriamo non siano vinte da questa destra. Se accadesse, l’Ungheria di Viktor Orbán finirebbe per apparirci un modello di democrazia avveniristico e la Turchia di Recep Tayyip Erdogan il paradiso del pluralismo.

Dunque, godiamoci fino a quando possiamo Laura Boldrini e tutte quelle donne non si stancano di parlare al cervello dei cittadini e non ai loro istinti più bassi. Un privilegio che rimpiangeremmo amaramente se prevalesse la coalizione guidata da un uomo condannato per reati che avevano a che fare con la dignità della donna e popolata di individui nostalgici di un mondo cattivo, razzista e senza futuro.

Ciò che succedeva in quelle stanze brianzole, zeppe di uomini inqualificabili e da femmine in cerca di promozione sociale in cambio del proprio corpo, rappresenta esattamente la concezione della donna che gira in quella parte dello schieramento politico italiano, oggi così impegnata a discriminare tra stupri cattivi e veniali peccatucci di amici, tra questi ultimi ci mettiamo pure i militanti di Forza Nuova, che attaccano manifesti in cui sono raffigurate donne bianche insidiate da uomini neri. ‘Le difendiamo noi’, è lo slogan che campeggia vicino all’immagine.

Come se un pedofilo offrisse protezione ai bambini di un asilo nido.

Queste bravate razziste sono ispirate e legittimate dalle intemperanze verbali e comportamentali di politici di destra, di ambo i sessi, che da ora in avanti dovremo considerare a tutti gli effetti mandanti morali delle violenze che si consumeranno contro stranieri e italiani di pelle scura. Complicità aggravate dall’ignoranza, perché, come si diceva prima, basterebbe dare un’occhiata al passato per capire come vanno a finire certe cose, ma viene il dubbio che queste anime nere vogliono proprio la fine della civiltà, inferociti dall’elementare constatazione che in un mondo progredito non c’è posto per loro. Quindi il loro sogno è quello di potersi issare solitari sopra una montagna di macerie, per potere esaltare il proprio Io, liberandolo dall’angoscia di essere esattamente quello che tutti vedono. Niente.

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