giovedì, agosto 24
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Come sopravvivere a un attacco nucleare

Tempo, distanza e protezione i fattori chiave
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Forse in ricordo dell’attacco americano sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, 72 anni fa; forse in preparazione a una nuova emergenza, visto lo scambio di minacce tra Stati Uniti e Corea del Nord di questi giorni, il ‘Daily Telegraph’ – quotidiano britannico – ha pubblicato un video che illustra come sopravvivere a un attacco nucleare.

Il video si basa sulle linee guida del Governo americano, che parlano di 3 fattori cruciali nella reazione a un attacco atomico: distanza, protezione, tempo. Il primo punto, abbastanza intuitivo, indica la necessità di «mettere quanta più distanza possibile tra te e le particelle post-esplosione»: il vento più trasportare le particelle ad alta velocità, e anche trovarsi a centinaia di miglia dal sito dell’esplosione non garantisce la sicurezza.

Per quanto riguarda la protezione, muri spessi di cemento e mattoni, terra, e libri sono «ottimi esempi di difesa». I luoghi migliori sono tunnel, cantine, metropolitane, e persino le rampe di scale dei palazzi, di solito prive di finestre e schermate dagli appartamenti. La protezione ideale, naturalmente, restano i bunker e i rifugi antiatomici.

Per quanto riguarda il terzo fattore, il tempo, sono critiche le prime due settimane, quanto la pioggia radioattiva è più pericolosa. Ovviamente più si è vicini al luogo dell’impatto, più tempo si dovrà aspettare: l’area dell’esplosione può restare inagibile per un mese. Nella sfortunata ipotesi di trovarsi nelle vicinanze dell’esplosione, il Governo raccomanda di non guardare il fungo atomico: la luce emanata è così forte da poter acciecare gli ‘spettatori’. Meglio stendersi a terra, proteggere la testa e lavarsi il prima possibile, senza però strofinarsi la pelle. Sconsigliato anche l’uso degli shampoo sulla testa: potrebbero impregnare i capelli di scorie nucleari.

Video tratto dal canale Youtube ‘Daily Telegraph

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