lunedì, novembre 20

Somaliland: al voto con il sistema di registrazione più sofisticato al mondo Somaliland è il primo Paese al mondo a utilizzare il sistema del riconoscimento dell'iride

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Ieri circa 700.000 individui, su di una popolazione di circa 3.5 milioni di persone, sono stati chiamati a votare per eleggere il nuovo Presidente dell’autoproclamato Stato del Somaliland. Uno Stato, Somaliland, che esiste per la sua gente dal 1991, ma che nessun Paese al mondo ha fino ad ora riconosciuto, definito dagli osservatori regionali come ‘unoasi di pace e di democrazia in una regione di solito associata all’autoritarismo e al conflitto’ nella zona nord occidentale della Somalia, in mezzo all’Africa violenta. Un voto, quello di ieri, condotto con modalità particolarmente avanzate. I 700mila, infatti, sono stati registrati attraverso un sistema di riconoscimento biometrico per evitare frodi. «La sofisticata attrezzatura usata per registrare gli elettori legge l’occhio dell’individuo ed è la prima volta che viene usata nelle elezioni», ha detto il portavoce della Commissione elettorale, Said Ali Muse.

Tre i candidati alla massima carica dello Stato: Muse Bihi, esponente del partito di Governo Kulmiye, e Abdirahman Iro e Faysal Ali Warabe, entrambi dell’opposizione, l’ultimo sconfitto alle precendenti elezioni del 2010. Le elezioni sono previste ogni cinque anni, ma le consultazioni sono state rinviate di due anni -il mandato dell’attuale Presidente è scaduto il 26 giugno 2015- a causa della siccità e di altri problemi tecnici. Il Presidente uscente Ahmed Mohamud Silaanyo -soprannominato ‘Silanyo’, ovvero ‘lucertola magra’- non si è ricandidato dopo 5 anni di Governo contestato causa i problemi economico-sociali che si sono venuti a creare con la siccità. Kulmiye e Iro, secondo alcuni osservatori, sembrano leggermente favoriti.
Una delle questioni più spinose affrontate durante la campagna elettorale è stato l’accordo siglato con gli Emirati Arabi Uniti per la costruzione di una base militare nella città portuale di Berbera. Faisal Ali Warabe e Muse Bihi Abdi sostengono l’accordo, ritenuto nell’interesse del Paese, mentre Abdirahman Mohamed Irro si è detto contrario, accusando i suoi avversari di aver preso tangenti da Abu Dhabi.

Per tutto il tempo dello spoglio delle schede a partire da ieri pomeriggio alla chiusura dei seggi, resterà sospeso l’uso dei social media: «E’ molto difficile controllare i social media e i media in generale, ma abbiamo chiesto alle aziende di comunicazione di sospendere in via temporanea le piattaforme dei social media», affermano dalla Commissione elettorale. Il nuovo Presidente avrà un mandato di cinque anni che può essere rinnovato una sola volta. Il voto è stato monitorato da 60 osservatori internazionali provenienti da 27 Paesi.

Ex protettorato britannico, dopo anni di guerra con il Governo di Mogadiscio, la zona settentrionale della Somalia, più omogenea per composizione clanica e più stabile, dichiarò nel 1991 la propria indipendenza da Mogadiscio, si proclamò Stato del Somaliland. Con l’elezione del quinto Presidente della sua breve storia deve affrontare due questioni spinose alla base della sua stessa natura: il superamento dell’impostazione clanica del Paese e l’ottenimento del riconoscimento internazionale, almeno da parte di Paesi già vicini, come possono essere gli Emirati -che potrebbero avere un effetto domino sul resto del Golfo- e forse la Gran Bretagna, che ha relazioni stabili con il Paese e che in queste elezioni ha investito fondi proprio sul sistema di riconoscimento biometrico, e forse la UE -che da svariati anni sostiene lo sviluppo economico, l’istruzione e la governance del Paese.

Definito dagli osservatori politici locali come la buona notizia del Corno d’Africa, dimostrazione che la stabilità, lo sviluppo e la governance relativamente buona sono possibili nella regione’, successi che contrastano notevolmente con l’instabilità della Somalia, di cui il Somaliland è tecnicamente parte, il Paese deve provare ottenere velocemente un riconoscimento internazionale in grado di rispondere alle istanze dei somalilandri, che stanno diventando impazienti, e bloccare le minacce che vengono dalla Somalia. «La più grande minaccia è che la Somalia pensa ancora che Somaliland gli appartenga. La Somalia può provare a riprendersi il Somaliland con la forza una volta che sia più forte e questa sarebbe una decisione popolare per qualsiasi governo a Mogadiscio», secondo Guleid Ahmed Jama, avvocato del gruppo di lavoro di Human Rights Center. La risoluzione della controversia con la Somalia è essenziale perché Somaliland continui essere la ‘buona notizia’ dell’area.

In questo percorso di eccellenza è tutt’altro secondario quanto andato in scena ieri in oltre 1.300 seggi sparsi su tutto il piccolo territorio nazionale, ovvero, il voto garantito attraverso la registrazione con uso del sistema di riconoscimento biometrico.

L’Africa è diventata da anni terreno di sperimentazione di tecnologie avanzate, terra di nuove frontiere dell’innovazione, sottolinea Juma Calestous, docente di sviluppo internazionale presso la Harvard Kennedy School della Harvard University. Ora in questa tornata elettorale «Somaliland è diventato il primo Paese al mondo a utilizzare il sistema del riconoscimento dell’iride in una elezione presidenziale. Ciò significa che una Repubblica separatista che cerca il riconoscimento internazionale avrà il registro di voto più sofisticato al mondo». Secondo Calestous, questo significa che «Somaliland è destinata a diventare una potenza regionale nella produzione e nello sfruttamento del know-how tecnologico per il voto elettronico».

Questo voto, insomma, da diversi punti di vista, significa molto per il Somaliland. Dal punto di vista politico, uno dei suoi obiettivi principali è proprio ottenere quel tanto desiderato riconoscimento internazionale come Stato sovrano e dimostrare di poter condurre democraticamente delle elezioni libere, giuste e credibili è senz’altro il primo passo avanti per raggiungere questo fine. Se poi in una simile occasione si riesce a far percepire il grado di preparazione tecnologica e di capacità della risoluzione dei problemi, la strada è ancor più lineare. Il Somaliland vuole ridurre i voti ‘duplici’ e lo fa appunto comparando le più accurate tecnologie di riconoscimento, un riconoscimento che, per l’appunto, avrà tutte le carte in regola per essere considerato di livello ’superiore’. A maggior ragione se si pensa a come questo si pone in forte contrasto con il clima elettorale di quest’anno in Kenya; lì nonostante l’uso di sistemi tradizionali di monitoraggio, non si è comunque riusciti ad evitare l’annullamento del voto.

Certo è che l’uso della tecnologia potrà incidere anche in altri campi. Uno fra tanti è quello delle infrastrutture e del trasporto in generale: l’uso di droni per le strutture sanitarie, ad esempio, permette di raggiungere in una ottima tempistica i più bisognosi. La tecnologia ha il suo rilievo anche se si parla di comunicazione. Dall’introduzione del Mpesa, il sistema di trasferimento monetario ormai noto, i consumatori stanno cambiando il proprio modo di vedere le cose.

Per ora, l’Africa sembra più che aperta al futuro; la voglia di cambiare attraverso la tecnologia sta esplodendo in più di una direzione. Questa del voto è solo una parte del progetto.

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