sabato, gennaio 20

Siria: Russia accusa gli Stati Uniti, scarso impegno nella lotta all’ISIS le accuse arrivano dal Ministero della Difesa russo

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Il Generale Maggiore Igor Konashenkov, portavoce del Ministero della Difesa russo, ha dichiarato che le truppe del Califfato controllano al momento meno del 10% del territorio siriano. La campagna congiunta delle forze di Mosca e Damasco sta finalmente riportando alla normalità decine di aree della Siria.

«Le forze aeree russe hanno distrutto le infrastrutture economiche dell’ISIS in Siria e vanificato tutti i tentativi dei terroristi di ristabilire la produzione e la vendita illegale di idrocarburi in Siria», ha affermato Konashenkov, aggiungendo che «l’ISIS non ha più le risorse per finanziare l’acquisto di armi e munizioni e il reclutamento di mercenari». Konashenkov ha sottolineato che l’unico flusso di terroristi e risorse di cui l’ISIS può godere in Siria arriva ora dall’Iraq, di fatto mettendo in dubbio la condotta delle truppe NATO  e irachene nella guerra al Califfato a est del confine.

Altro duro colpo da parte dell’aviazione russa è stato inferto stamattina, riporta ‘Sputnik’: un centro di comando del Daesh nella zona di Deir ez-Zor è stato distrutto, e 34 militari jihadisti hanno perso la vita. Si tratta di uno dei 182 attacchi aerei portati avanti da Mosca nelle ultime 24 ore. Anche in questo caso Konashekov ha affermato che tre gruppi di terroristi nel centro di comando «sono arrivati dall’Iraq».

«Tutti sanno che la coalizione guidata dagli americani sta fingendo di combattere lo Stato Islamico, soprattutto in Iraq», ha affermato il portavoce della difesa russa, suggerendo che la politica americana in Iraq possa essere quella di «muovere i terroristi islamici fuori dall’Iraq, spingendoli in Siria sotto le bombe dell’aviazione russa».

Stando al Ministero della Difesa del Cremlino, i terroristi riescono a mantenere i pochi territori grazie a movimenti di truppe che provengono dalle zone operative sotto l’ombrello della difesa USA. Le aree islamiste nelle zone sotto responsabilità statunitense sarebbe diverse volte più grandi di quelle in Siria sotto controllo russo.

La diminuzione delle attività delle forze aeree americane, dichiara Konashekov, «stranamente ha coinciso con il trasferimento dei militanti islamisti verso Deir ez-Zor dall’area del confine iracheno, che stanno ora cercando di guadagnare terreno sulla sponda orientale dell’Eufrate».

I russi accusano anche gli americani di aver fermato le operazioni a Raqqa, nonostante questa fosse considerata una città chiave nella strategia di entrambi gli schieramenti nella lotta contro il terrorismo islamico e la Jihad del Califfato.

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