mercoledì, gennaio 17

Sigaretta elettronica: dove gli altri vedono un’opportunità, l’Italia vede soldi Sigaretta elettronica: creato il mercato, te lo porto via. Continua l’intervista a il ‘Santone dello Svapo’

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Non è solo questione di salute. Quando si parla di sigaretta elettronica, non si parla solo di un metodo per sconfiggere il vizio del fumo. E’ un mondo, quello dello ‘svapo’, un mercato, una via d’uscita, un settore su cui molti Paesi stanno puntando. Ma non l’Italia. Tanta amarezza per la ridefinizione della disciplina appena entrata in vigore, per un emendamento passato ad una velocità supersonica. Si parlava di regolamentare un settore: quella tassa, oggi, raddoppia il costo dei liquidi dando una grossa stangata a chi non se li potrà più permettere. In più, monopolio di Stato, vendita dei prodotti sotto determinate condizioni, azzerata la vendita online ed equiparati i prodotti con e senza nicotina. Ma perché l’Italia va al contrario rispetto all’Europa? Si tratta di un’occasione sprecata? Continua la nostra intervista a ‘Il Santone dello Svapo’.

In Inghilterra va tutto al contrario: cosa accade lì e negli altri Paesi?

In Inghilterra se vuoi smettere di fumare hai agevolazioni; lì sono avanti su questo. Ti danno dei ticket se vuoi dire stop al fumo con cui puoi andare a prendere la sigaretta elettronica senza pagarla. Questo succede a due ore di aereo circa da noi. E mentre qui la politica si impegna come stiamo vedendo, Folosa, invece, viene chiamato in Inghilterra per parlare al Parlamento, per insegnare agli inglesi ed ai parlamentari stessi come funziona la sigaretta elettronica. Ci tengo a sottolineare che noi eravamo, se non il primo, il secondo mercato in Europa. Tutto ciò è contro la salute pubblica! In Svizzera dove era vietata la vendita di nicotina, hanno liberalizzato l’importazione controllata di liquidi contenenti nicotina con una tassa ben inferiore rispetto a quella che abbiamo noi. Nel resto d’Europa va così mentre nel nel nostro Paese è tutto bloccato! Eravamo il mercato più florido in assoluto.

Cosa c’è dietro tutto questo?

Sicuramente molta ignoranza. Se si vuole regolamentare qualcosa che non si conosce, sicuramente lo si fa nel modo sbagliato. Ho cercato di essere propositivo, ma a questo punto mi viene da pensare che non ci sia buona fede.

Nessuna persona ‘competente’ ha detto niente in proposito?

Fino a quando Veronesi era in vita, per quanto non sia stato sempre d’accordo con alcune sue affermazioni, una roba del genere non si sarebbero mai permessi di farla. Lui era rimasto uno dei pochi che poteva battere i pugni sul tavolo con certe persone. Non era un leader per noi, ma era comunque la ‘parte medica’ autorevole a favore. Lo diceva anche lui: ‘è solo vapore’, non è paragonabile alle sigarette classiche nemmeno lontanamente. Ad un certo punto sembra che ci abbiano veramente voluto fregare.

In che senso?

In Italia ci sono un milione e 500 mila svapatori. Pensate a questo, io solamente fumavo 3 pacchetti al giorno di sigarette: quanti soldi sono? Fatelo per un milione?! Loro l’hanno detto… altrimenti perché l’avrebbero inserito nella manovra finanziaria? Perché ci vedono come un posto da dove prendere semplicemente dei soldi. Attenzione, io non dico che il settore non debba essere regolamentato, dico solo che se devono tassare, devono farlo in modo che il contribuente possa, appunto, contribuire. Così, però, non è più una questione di contribuzione, così chiudono i negozi. Noi siamo aziende, le tasse le abbiamo sempre pagate e abbiamo una pressione fiscale del 70%.

Secondo quale studio hanno imposto questa modulazione della tassa?

Ricordo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dava addosso qualche anno fa; ci sono ricerche a sfavore, ma se vai in fondo alla cosa, vedi che le ricerche sono state fatte con dei mezzi non opportuni. Come hanno fatto a mettere la tassa? L’hanno messa cercando di capire a quanto corrisponde un ml di liquido di sigaretta elettronica, cosa che non è assolutamente paragonabile, uno, perché nelle sigarette chi fa i test ha la macchina che fa i tiri finti e ti dice tirando come tira la macchina quanta nicotina inali, quanto catrame ecc. Hanno fatto test analoghi con sigarette elettroniche che non vengono più usate da anni ed è venuto fuori che un ml di liquido corrisponde a 45 sigarette. Sono sistemi ormai vecchi, adesso un ml di liquido te lo fai fuori in due tiri; sistemi che avevano emissioni più dannose di quelle che usiamo adesso. Ora abbiamo sistemi tecnologici all’interno dei nostri vaporizzatori che sono anni luce avanti a quelli che può proporre una multinazionale. E ce li siamo inventati noi! Abbiamo creato il mercato e tutta sta roba vola via in un mese per la seconda volta in 5 anni.

Il settore ‘svapo’, quindi, è anche un’occasione sprecata?

Questo era un settore in espansione a dei livelli mostruosi, con fatturati allucinanti ed è veramente difficile per un settore. Stavamo iniziando a crescere quasi tutti e sembra che ci abbiano fatto creare il mercato per poi prendercelo! Una delle aziende più grandi d’Italia, prima della crisi, fatturava una roba come 25 milioni di euro; in un anno, sono passati a 4. Non hanno la conoscenza che abbiamo noi, quindi, questa cosa andrà male perché non sanno come funziona, non sono vaper, vedono soldi, solo soldi. Il mio è un lavoro, per carità, ma io vivo informando le persone, lottando con le persone. Ci segano, senza neanche dirci grazie, abbiamo fatto più noi per la salute pubblica che chiunque altro! Siamo l’unico vero strumento esistente funzionale a impatto infinitesimale per la lotta contro al fumo, non esiste nessun’altra tecnologia. Anche io mi sono fatto da zero come tutti gli altri, abbiamo inventato lo svapo che si conosce oggi e ce lo stanno portando via così.

Cosa cambierà ora per i negozi online, per le aziende, per i consumatori?

I negozi online non possono più vendere liquidi in nessun modo; con o senza nicotina, sarà illegale. Inoltre, se dovessi trasportare fuori dalla frontiera italiana glicole o glicerolo aromatizzato, stai commettendo contrabbando. Significa, in altre parole, che se hai dietro una comune saponetta che per qualche motivo si dovesse sciogliere, paradossalmente potresti essere condannato per contrabbando di glicole aromatizzato. La grande ricaduta sarà su quelli che stavano provando a smettere di fumare ed erano alla ricerca di alternative. Inoltre, probabilmente chiuderanno un sacco di negozi perché c’è gente che non riesce a sopravvivere se non vende i liquidi. Tieni conto che i negozi non guadagnano molto dall’’hardware’, perché, gran parte viene dalla Cina. Questo accade poiché se lo fai con produzione italiana, produci costi talmente alti da non essere più concorrenziale sul mercato. Quindi, sei segato. Qualcuno, sì, ce la fa ma sono pochi casi. Il problema sarà dei negozi che chiudono tenendo conto, ad esempio, che io nell’ultimo anno ho fatto una media di 2 eventi a settimana in giro per l’Italia ho girato i negozi, ne ho visti tantissimi. Da quando è partito tutto questo, gli eventi sono finiti, i negozi hanno paura e guadagneranno sicuramente di meno. Stanno facendo già dei ricorsi ma ci hanno dilaniato, non si può continuare a lavorare così. Mi vuoi tassare il liquido, ok, un euro ogni 10 ml va bene, ma non 4/5 euro più IVA! O è pazzia o mi vuoi far chiudere ma non me lo stai dicendo. D’altronde, in Italia hanno chiuso quasi 500.000 aziende, ci sono stati quasi 400.000 suicidi ma non ne parlano! Lo svapo e solo uno dei problemi. Viviamo in uno dei Paesi più belli del mondo, ma ci stanno mandando in malora!

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