lunedì, ottobre 23

Siffredi e il riscatto di Casini field_506ffbaa4a8d4

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Avvertenza. Anche se potrebbe risultare inizialmente ostico, il presente pezzo ha un senso elevato ed una propria intima coerenza. Assimilata e superata la pur apparentemente vieta (ma assai significativa) parte introduttiva, se ne ricava gran giovamento per la mente e l’anima. In ogni caso almeno pari, e probabilmente superiore, a quello che deriva dalle solite menate.

L’Unione di Centro ha organizzato e poi addirittura tenuto, a Roma, il fondamentale incontro-assemblea dal titolo ‘Referendum Costituzionale, è davvero la giusta Riforma?‘. In questo modo ha ufficializzato la partecipazione al ‘Comitato per la Costituzione e le Riforme‘, presentato in questa occasione. L’introduzione è stata affidata a Giuseppe De Mita, deputato dal 2013, Vice Segretario nazionale della stessa Udc e, naturalmente, nipote di Ciriaco, già Segretario della Democrazia Cristiana e pure Presidente del Consiglio dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989, oltre a tanti altri incarichi di partito, parlamentari e di governo precedenti e successivi, ora in carica come Sindaco di Nusco eletto il 25 maggio 2014 con il 77,36% dei voti, attualmente ottantotto anni e con la prospettiva, dopo che sarà terminato il mandato in corso a novantuno anni già compiuti, di riprendere la scalata ad altri e più nazionali incarichi. Lui non ha mancato di parlare nel pomeriggio, mentre nella Prima sessione in mattinata, dal titolo ‘L’avevamo detto prima?’, coordinata da Luigi Melica, avevano portato il loro fondante contributo Stelio Mangiameli, Piergiorgio Portaluri e Vincenzo Tondi Delle Mura. Nella Seconda sessione coordinata dal Senatore Antonio De Poli, gli interventi di Lorenzo Cesa (Segretario nazionale dell’Udc), Giovanni Palladino, Raffaele Fitto, Lorenzo Dellai, Marco Follini, Gaetano Quagliariello, Lucio D’Ubaldo. Palpitanti interrogativi se e cosa effettivamente avessero detto prima, e pure sul perché l’appuntamento pomeridiano risulti orfano di titolo. Quanto al contenuto, a parte la possibile rilevanza dottrinale, è certamente di quasi totale irrilevanza politica. (Per completezza è intervenuto pure il Professor Alessandro Pace, illustre e vero costituzionalista, nonché Presidente del ‘Comitato per il No’ al Referendum Costituzionale. Essendo una persona seria era evidentemente lì di passaggio, o per educazione).

In ogni caso il tutto riporta alla mente la fondamentale rubrica ‘E chi se ne frega’ del ‘Cuore’, settimanale autodefinitosi ‘di Resistenza Umana’ di Michele Serra e poi Claudio Sabelli Fioretti. Stesso effetto dato dallo spostamento che sta più o meno emergendo dell’UdC verso il No, o forse per ora solo il Nì, al Referendum sulla Riforma Costituzionale e Istituzionale di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. E qui rasenteremmo pur sempre un ‘Chi se ne rifrega’ al cubo non fosse che l’occasione, seppur faticosamente, ci porta ad una fondamentale domanda su un tema che avevamo tutti sotto gli occhi, ma di cui colpevolmente non ci accorgevamo. Insomma, se non c’è in questa occasione, che fine ha fatto Pier Ferdinando Casini? Ed eccoci, dunque, al dunque. E alla notizia che diamo con cautela, per i cuori deboli. Ha lasciato l’Udc. L’abbiamo impavidamente detto. La dolorosa scelta di ‘papà Casini’ era in realtà già emersa a inizio giugno con il rifiuto di riprendere la tessera, quasi traendo ispirazione da Groucho Marx: «Mi sono stufato di far parte di un partito che accetta tra i suoi iscritti uno come me». Aveva quindi liquidato la questione con un minimalista «Dopo tanti anni è giusto che ognuno vada avanti con i piedi suoi. Io poi ormai sono tutto concentrato sulla politica estera». Ma si impone così l’ancor più palpitante interrogativo. E adesso cosa farà Pierferdy, come lo chiama affettuosamente ‘Dagospia’? Non si sarà mica messo a lavorare. Rassicuriamo familiari ed amici: no. Continua sempre a fare il Senatore ed il Presidente della Commissione Affari Esteri della Camera alta. Ma avendo più tempo, ed essendo stata ufficialmente comunicata a dicembre 2015 anche la separazione dalla moglie in carica, Azzurra Caltagirone vicepresidente della Caltagirone Editore spa, il nostro si potrebbe finalmente dedicare professionalmente e quasi a tempo pieno a quello in cui aveva sinora eccelso come dilettante di talento. ‘Dilettante’ nello stesso senso in cui Leonardo Sciascia si definiva «scrittore dilettante», cioè che trae diletto dallo scrivere. Casini, da altro. E quindi può finalmente scendere a confrontarsi con Rocco Siffredi in attività di pubblica utilità. Come politico può risultare obsoleto, nell’altro campo vanta straordinarie e incontestabili referenze. In fondo tra Buttiglione e Siffredi è sempre stato chiaro quale fosse il Rocco cui era più vicino. Una commovente ascesi umana e professionale, che oltre a rimettere le persone al giusto posto, porta al riscatto e rendendo le cose pubbliche allontana il rischio del ricatto.

Sottrarre le persone alla loro autentica vocazione, rubar braccia ed altre membra all’agricoltura e ad ancor più nobili impieghi per darle inutilmente e spesso perniciosamente alla politica, dovrebbe essere anche penalmente perseguibile. L’occasione di segnalare l’auspicata redenzione di Casini e la sua nuova e ben più proficua vita, ci porta ad esaminare meno felici casi. Nello stesso giorno si registra altro. L’illustrazione della proposta di nuova legge elettorale della sedicente sinistra del Partito Democratico. Renata Polverini che si occupa di femminicidio. L’ennesimo agitarsi del molto ex segretario Radicale Giovanni Negri alla ricerca di uno spazio nella triste epopea della lotta per l’’eredità’ postpannelliana. I festeggiamenti ‘Le avventure della sinistra’ per i novanta anni di Aldo Tortorella con Maria Luisa Boccia, Luciana Castellina, Paolo Ciofi, Gianni Cuperlo, Piero Di Siena, Gianni Ferrara, Eleonora Forenza, Marco Fumagalli, Alfiero Grandi, Maurizio Landini, Alberto Leiss, Guido Liguori, Giorgio Mele, Fabio Mussi, Bianca Pomeranzi, Stefano Rodotà, Cesare Salvi, Arturo Scotto, Vincenzo Vita. Con presenza di qualche meraviglioso grande vecchio e numerosi cronici nullafacenti. Intanto procede il processo a Roberto Formigoni per associazione per delinquere e corruzione nel ‘Caso Maugeri’, si tiene l’ennesima udienza Parmalat-Deutsche Bank Morganstanley. Il reimpiego in lavori socialmente utili sarebbe più che auspicabile per molti. Anche se ben pochi hanno qualità adatte ad una proposta da Siffredi, e dovrebbero accontentarsi di collocazioni assai meno ambite.

 

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