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Sierra Leone ancora in ginocchio dopo il virus Ebola

A un anno dalla fine dell'emergenza, il Paese non riesce a vedere la luce in fondo al tunnel

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A un anno dalla fine dell’epidemia di Ebola, la Sierra Leone prova a ripartire ma con fatica. Secondo un reportage de ‘La Repubblica‘, a Freetown l’economia tenta di riaccendersi: hanno riaperto negozi, ristoranti, bancarelle, scuole e mercati. Secondo il medico italiano, da 37 anni in Africa Enzo Pisani, «è cambiata la mentalità e sono state adottate misure fondamentali, come l’uso dei guanti negli ospedali, ma se nelle bidonville dovesse riesplodere un focolaio, il virus provocherebbe altri morti perché la gente è ancora terrorizzata e scapperebbe verso le campagne aumentando il rischio di nuovi contagi».

Massicce campagne di vaccinazioni sono state rilanciate in Sierra Leone dopo anni in cui tutto era stato bloccato per Ebola e il rischio di assembramenti. Ma il tasso di crescita della popolazione, che prima mostrava un +15%, ora vede un calo deciso. Merito anche di una situazione economica ormai davvero critica. 7 milioni le persone che vivono in povertà, il 40% di essi non ha accesso all’acqua potabile. L’inflazione galoppa, con la benzina che ha avuto un aumento del 62%,così come i prezzi di beni primari come il riso. A livelli record anche le imposte. Insomma una situazione in Sierra Leone che rischia di precipitare in maniera irreversibile: ma la comunità internazionale dov’è?

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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