sabato, luglio 21

Shabunda, la patria dell’oro illegale del Congo L’Interpol indaga sul traffico d’oro illegale di fatto gestito dalle autorità locali insieme al network mafioso che interessa alla famiglia Kabila

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Anche la Ong Global Witness si è interessata del caso Kun Hou – Raia Mutomboki fornendo preziose informazioni all’Interpol.
Secondo le indagini svolte dalla Ong, il traffico illegale dell’oro di Shabunda viene gestito dalle autorità di Bukavu (capoluogo della provincia del Sud Kivu). Funzionari pubblici assicurano certificati originali di esportazione che certificano che l’oro proviene da miniere registrate e non da quelle artigianali, illegali. «Le autorità provinciali del Sud Kivu sono corresponsabili del boom di traffico illegale d’oro da Shabunda da almeno due anni, contribuendo così a finanziare pericolosi gruppi armati eversivi responsabili della morte di migliaia di persone. La complicità delle autorità del Sud Kivu è il principale ostacolo per l’attuazione delle leggi internazionali contro il traffico d’oro proveniente da zone di conflitto», spiega un report pubblicato da Global Witness.

I Raja Mutomboki (RM. Cittadini Indignati) sono forze create nel 2005, a un anno dalla  fine della Seconda Guerra Pan Africana, attraverso iniziative di auto-difesa della popolazione locale contro le violenze attuate nella zona di Shabunda dai terroristi ruandesi delle FDRL. Ben presto l‘iniziativa di auto-difesa sfugge al controllo degli abitanti, e il RM si trasforma in un vero e proprio gruppo armato che sfrutta le risorse naturali, in particolare gli abbondanti giacimenti auriferi.
Supportati dal Rwanda, i RM diventano il principale gruppo guerrigliero della regione, e nel 2011 estendono il loro controllo in altre aree minerarie di Walikale, Masisi, Kaleh e Mwenga. In cambio del supporto ruandese le RM combattono i terroristi delle FDLR e favoriscono il traffico illegale di coltan dal Congo al Rwanda.

Le operazioni illegali della Kun Huo Mining sembrano non essere state concordate con la Famiglia Kabila, che gestisce gran parte dei traffici minerari illegali all’est del Congo in collaborazione con le FDLR e altri gruppi armati.
Le autorità centrali di Kinshasa, dall’agosto 2016, hanno più volte ordinato alla ditta cinese di sospendere le sue attività in Congo, queste, però, continuano, in quanto protette dalle autorità provinciali del Sud Kivu.
Questa è l’ennesima dimostrazione che il controllo del territorio nazionale da parte delle autorità centrali è assai labile, e della tendenza delle varie province di un Paese esteso quanto l’Europa occidentale di gestirsi in una pericolosa semi-autonomia che potrebbe sfociare in rivendicazioni indipendentistiche e conflitti armati con l’aggravarsi dell’attuale crisi politica dettata dal piano di Joseph Kabila di ottenere la Presidenza a vita.

Le indagini di Global Witness portano alla pista francese. Frank Menard, cittadino francese che lavora presso la Kin Hou Mining con l’incarico di ufficiale di collegamento con i Raja Mutomboki, ha reso possibile l’accordo per il riciclaggio dell’oro illegale con la raffineria Alfa Gold Corp DMCC con sede a Dubai, e si occupa dell’approvvigionamento dell’oro di Shabunda al di fuori dei circuiti legali e della sorveglianza internazionale sull’oro proveniente da zone di conflitto. A sua volta la Alfa Gold, controlla una ditta regolarmente registrata in Gran Bretagna con sede ad Hatton Garden  -la zona londinese del commercio d’oro. Grazie a Menard il Bloody Gold (l’oro insanguinato) di Shabunda giunge nella ricca Londra, completamente pulito e pronto per essere trasformato in bellissimi gioielli e  rafforzare le fortune finanziarie della City.

L’indagine dell’Interpol è tutt’ora in corso, ma difficilmente riuscirà a interrompere il traffico illegale dal Congo agli altri Paesi della regione, Dubai, Hong Kong e Londra in quanto è totalmente assente la volontà politica del Governo congolese. Il Presidente Kabila non è intenzionato a fermare questo traffico che favorisce i gruppi armati e danneggia la popolazione congolese. Al contrario, Kabila  è intenzionato a prendere il controllo delle aree di estrazione di oro e coltan gestite da gruppi armati non sotto il suo controllo. Non ci sarebbe da meravigliarsi se tra qualche mese le forze regolari congolesi decideranno di lanciare  offensive militari in Shabunda per distruggere i Raja Mutomboki in nome della pace, della sicurezza e della difesa dei cittadini. Se ciò dovesse avvenire sapremo già quali le motivazioni effettive di una discesa sul terreno di tali forze.

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