lunedì, ottobre 23

Indipendenza della Sardegna: da Cossiga a Pili, obiettivo ricostruire i rapporti tra l’isola e la terraferma Mauro Pili ha presentato oggi la proposta di legge costituzionale per il riconoscimento del principio di autodeterminazione del popolo sardo in linea con quella che nel 2006 presentò Francesco Cossiga

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Nel mese di maggio dell’anno 2006, al Senato della Repubblica, è stata depositato un Disegno di Legge costituzionale, recante nel suo titolo ‘Costituzione della Comunità Autonoma di Sardegna‘. Tale proposta di legge mira sostanzialmente a riscrivere totalmente lo statuto speciale sardo, connotandolo in un senso fortemente autonomista. Anzi, diciamo decisamente federalista, se non di più.

Nella lettura dei primi articoli si legge della Sardegna come «Nazione individuale e distinta nell’ambito della Nazione italiana» e della Comunità Autonoma di Sardegna quale «organismo politico di autogoverno della Nazione Sarda, attraverso il quale essa esprime istituzionalmente la propria identità […]». Il lettore potrà giustamente pensare che il proponente di questo Disegno di legge fosse un senatore del Partito Sardo d’Azione (pure presente in quel momento perché appena eletto) o un esponente di qualche altra ‘minoranza nazionale’ italiana che prende a prestito tale proposta di legge arrivatagli, vista la mancanza di sensibilità politiche in tal senso in quel periodo, direttamente dall’isola. E invece no. Quel testo appartiene a una personalità sarda. Ma non conosciuta solo in Sardegna, quando invece a Roma perfetta sconosciuta. È proprio a Roma che la conoscono e conoscevano bene. Non foss’altro perché nella capitale d’Italia ha svolto buona parte dei ruoli politici della sua carriera. Fino a ricoprire la massima autorità istituzionale l’ordinamento italiano prevede. Stiamo parlando di Francesco Cossiga, è lui ad aver presentato quel Disegno di Legge costituzionale.
L’ex Presidente della Repubblica, più volte parlamentare e membro di diversi esecutivi, proprio lui ha presentato una proposta la cui analisi, in alcuni punti, fa davvero presupporre la possibilità per la Sardegna di staccarsi, o comunque di ridefinire costantemente il proprio rapporto, dall’Italia. Sono note le simpatie dell’ex Presidente per la causa basca, ma solo negli ultimi anni della sua attività parlamentare, e della sua vita, Cossiga non nascondeva le sue simpatie per laquestione sarda‘, arrivando, come la proposta di legge richiamata, a prevedere scenari inimmaginabili per la sua storia politica e personale. Non che abbia mai dismesso la sua sardità, ma ovviamente spingersi così in fondo richiedeva tanto coraggio. Non sono stati pochi, infatti, quelli che, all’atto del deposito di tale proposta al Senato, ritenevano la sua sanità mentale compromessa. O, i più buoni, una provocazione tipica del ‘picconatore’. Invece, la proposta di legge era vera, così come le convinzioni che c’erano dentro.

A distanza di 11 anni, nei quali nessun’altra iniziativa parlamentare si muoveva in tal senso, spetta a un deputato sardo, già in passato Presidente della Regione Sardegna, ex pupillo di Silvio Berlusconi nell’isola, eletto nelle liste di Forza Italia (veramente, Popolo della Libertà) ma ben presto allontanatosene, riprovare a ridisegnare i rapporti tra la Sardegna e l’Italia. Mauro Pili, questo il suo nome, è attivo nell’attuale legislatura quale voce della Sardegna più identitaria, quasi indipendentista, in un certo senso.  Pili, infatti, questa mattina ha  illustrato, nella sala stampa di Montecitorio, la Proposta di legge costituzionale per il referendum per l’autodeterminazione della Sardegna, che L’Indro‘ l’aveva anticipata ieri intervistando proprio il parlamentare.

È assolutamente innegabile l’impegno del parlamentare a favore di tutto ciò che riguarda l’isola. Proposte di legge, interrogazioni, mozioni, visite a sorpresa, denunce di scandali, anticipazioni di temi legati all’isola, sono numerosissimi e denotano una grande attività del parlamentare sardo a Roma. Evidentemente il giudizio politico va lasciato agli elettori, ma l’impegno dell’Onorevole Pili in una determinata direzione è, ripetiamo, innegabile. La sua militanza per la Sardegna in quanto ‘Nazione’, poi, fa il resto.  Sommando tutti questi aspetti potrebbe non sorprendere la presentazione di questa proposta di legge mirante a riconoscere il principio di autodeterminazione del popolo sardo.
Potrebbe sembrare un elemento non casuale la presentazione di tale proposta qualche giorno dopo del referendum catalano. Così come potrebbe esserlo anche la decisione secondo cui, in caso di mancata ammissibilità della proposta di legge da parte della Presidente Laura Boldrini, il deputato sardo, facendosi coadiuvare non a caso da una squadra di avvocati sardo-catalani, paventa il ricorso alla corte di Giustizia europea e alle Nazioni Unite.

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Sull'autore

Politologo docente presso l'Università di Sassari, esperto di indipendentismo, di partiti etnoregionalisti europei, soprattutto sardo e bretone, anche in prospettiva comparata, autore di svariate pubblicazioni con attenzione particolare per l'indipendentismo sardo.