sabato, dicembre 16

Salvini al Governo? la nuova Lega è sul bilico di diventare l’armata Brancaleone o un partito senza identità, ma pieno di fascisti

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Che gioco sta facendo Matteo Salvini? Imbarca fascisti e moderati, nordisti e sudisti, arrabbiati e scontenti, imprenditori e operai…insomma, la nuova Lega è sul bilico di diventare l’armata Brancaleone o un partito senza identità, lei che vantava di averla un’identità e che per la Lega Nord rappresentò sempre la sua forza negli anni in cui morivano vecchi partiti e nuovi ne nascevano. Ora, quando cerca l’identità, la Lega di Salvini la trova più nella parte estrema della destra, là dove c’è un vuoto di partiti istituzionali per rappresentare l’illegalità dell’ideologia fascista. Ma come fa, allora, Salvini a mettere insieme fascisti e moderati? Come fa a rappresentare i rigurgiti fascisti del Nord e volere i voti del Sud se al Sud quel fenomeno è assente? E come fa ad attaccare i migranti quando al Nord ci sono associazioni che li gestiscono e che non nascondono le loro simpatie leghiste? Pare un’identità schizofrenica, perché anche la schizofrenia ha la sua identità.
Per come parla Salvini e per i suoi riferimenti, la sua Lega somiglia davvero alla versione politica della versione cinematografica dell’armata Brancaleone.

Pare, però, difficile che una tal armata possa essere un credibile partito di Governo, soprattutto di centro-destra, visto che Salvini l’ha schierato non solo a destra, ma all’estrema destra. Infatti, Salvini appare troppo concentrato a prendersi i voti di tutti gli scontenti, ma ha scelto di prendersi i voti dei più frustrati tra gli scontenti, i fascisti. Quando poi tenta l’avventura prestigiosa, il suo candidato all’ambrogino milanese è Povia il risentito, quello che, non accettando di essere musicalmente mediocre, se la prende con i comunisti che tramano contro di lui….

Silvio Berlusconi ha un bel da fare a portare Salvini su strade meno inquinate di quelle che percorre il leader leghista, tra l’altro uno che ha blindato i vertici della Lega mettendoci i suoi amici, un’altra edizione del circo magico e rendendosi poco gradito ai pezzi grossi della Lega, Roberto Maroni innanzitutto.

Salvini è refrattario a seguire l’invito di Berlusconi; anzi, rilancia ogni volta sempre più a destra, con uno scopo che non è lontano da intuire: la colazione del centro-destra non è detto che riesca a raggiungere la percentuale necessaria per formare il Governo. Più facile che la percentuale venga fuori tra i voti dell’M5S e la Lega di Salvini. Salvini è a quella alleanza che mira, per formare un Governo programmatico: individuare tre punti cari anche all’M5S, il quale se avrà più voti avrà l’onere e l’onore di farli pur valere solo alleandosi con un’altra formazione che, per finalità e amorose corrispondenze, può proprio essere la Lega. M5s e Lega si impegnerebbero per realizzare i tre punti, e poi portare il Paese alle urne. Sarebbe un Governo programmatico, che nasce per mettere mano alle urgenze italiane e poi andare poco dopo al voto. Questa volta per giocare la carta ambiziosa del risultato pieno sulla scia dei risultati raggiunti per rinforzare il bottino.

Questa è con ogni probabilità la via politica che più acconterebbe Salvini, altro che unirsi in alleanza con Berlusconi e quei partiti di centro che stanno sul gozzo all’estremista Salvini. Che non ha mai nascosto la sua collocazione: sta con la Marine Le Pen, sta con i polacchi, gli ungheresi, gli austriaci e i croati di estrema destra, e in Italia è l’unico a parlare di ‘quattro ragazzi’ che fanno irruzione durante la riunione di un’associazione per leggere il loro volantino della frustrazione. Tra l’altro, una irruzione in perfetto stile fascista : entrano dove ci sono quattro attempati signori e cinque signore, non proprio un temibile nemico. Ma fanno così i fascisti vecchi e nuovi: sbulloneggiano quando sanno che non rischiano, perché i primi ad aver paura sono loro con quelle teste rapate alla Mussolini, che rapare si fece per camuffare la lopecia prima della calvizie precoce.

Salvini è la voce del popolo ma su questo punto serve dire qualcosa in controtendenza: Salvini ha sdoganato i fascisti, ricordiamo che nel Comune di Milano ne ha fatto entrare uno in un municipio il quale è salito alla ribalta per la rivendita maggiorata di biglietti di una partita di rugby, una sorta di bagarinaggio dei poveri. Perché Salvini non prende allora coraggio e dice che vuole ritornare all’Europa degli anni ‘20,’30,’40? Abbia coraggio e ripristini quel periodo, quello che persone normalmente intelligenti sanno che non esiste più, tra globalizzazione, informazione e internet. Tuttavia, esiste un popolo che Salvini vuole rappresentare che è ancora fermo a un periodo che ha visto sconfiggere quei movimenti e quelle politiche. C’è un popolo che continua a guardare a quell’Europa e ci sono capipopolo pronti a sfruttarlo. L’astuto capopopolo si assicura lo stipendio grazie alla stupidità del popolo, che dal fascismo ha sempre preso legnate e disperazione. Certo che un po’ dispiace che per una parte di popolo scema e disperata, l’altra parte del popolo, ben più numerosa, assista a tanta stupidità e ignoranza.

 

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