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Dopo il tentativo del Burundi

Rwanda: operazione Umudendezo

Prove generali per un nuovo genocidio

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Dopo 5 giorni dall’inizio delle commemorazioni del ventesimo anniversario dell’olocausto africano l’opinione pubblica e la diaspora ruandese all’estero hanno subito uno profondo shock emotivo e psicologico, comprendendo che a distanza di vent’anni il genocidio è una minaccia reale che può distruggere la riconciliazione nazionale, i sorprendenti risultati economici registrati dal 1996 ad oggi e l’esistenza fisica del ceto sociale tutsi, comunemente dipinto come una etnia nilotica totalmente distinta da quella hutu, presentata come etnia bantu, secondo la revisione sociale e storica attuata dal colonialismo belga e dalla Chiesa Cattolica.

Venerdì 11 aprile il famoso cantante ruandese Kizito Mihigo è stato arrestato con la pesante accusa di aver complottato per assassinare il Presidente Paul Kagame, piano studiato in stretta collaborazione con il Congresso Nazionale Ruandese (partito Hutu Power in esilio in Sud Africa) e il gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR), operante nel est della Repubblica Democratica del Congo.

La notizia ha fatto ricadere la popolazione nel terrore e un’orgia di fantasmi sono risorti dal passato. Kizito Mihigo rappresentava una figura mitologica della rinascita del Rwanda e della determinazione del suo popolo di ricostruire un futuro dalle ceneri del passato.

Kizito (tutsi) aveva 13 anni quando riuscì miracolosamente a sopravvivere al massacro del Collegio Marie Merci (Maria Misericordiosa) avvenuto a Kibeho nel distretto di Nyaruguru nel aprile 1994. Milizie Interahamwe e soldati delle Forze Armate Ruandesi (FAR) massacrarono presso il collegio 128 bambini tutsi tra i 10 e i 16 anni di età, con la complicità dei loro tutori e del direttore del istitututo scolastico cattolico, tutti profondamente affiliati alla ideologia razziale nazista Hutu Power.

Meno fortunato fu suo padre: Augustin Buguzi smembrato a colpi di machete all’interno della chiesa di Kibeho durante l’attacco delle Interahamwe. Assieme a lui perirono 285 tutsi tra cui 28 bambini dell’età di un anno, trasformati in farina di sorgo per fare l’Ugali (alimento base della regione). Trasformare gli infanti in farina di sorgo era il divertimento preferito dalle bande di psicopatici criminali gestite dal Governo genocidario. La tecnica era semplice quanto agghiacciante. Inserire l’infante di un anno all’interno di un grosso mortaio sottoponendolo a colpi ritmici e frenetici di bastone, gli stessi che ogni casalinga della regione compie per trasformare i grani di sorgo in farina.

Kizito, dopo il genocidio, si avvicinò alla Chiesa Cattolica sfruttando il suo dono per la musica per creare inni e salmi religiosi che inneggiavano alla riconciliazione. Terminati gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica di Parigi, Kizito ritornò in patria divenendo in breve tempo una dei più amati e popolari cantanti ruandesi. Il suo impegno per la riconciliazione e la pace in Rwanda, testimoniato nelle sue canzoni, lo portò a fondare nel 2010 la Kizito Mihigo for Peace, una fondazione no-profit avente obiettivo di costruire la cultura della pace attraverso la promozione dell’arte e della musica.

Nel 2011 la Fondazione Imbuto (Fondazione dei Frutti di Pace), creata dalla First Lady Kagame, premiò Mihigo in riconoscenza delle sue attività artistiche per la pace e la riconciliazione in Rwanda.

Il 7 aprile 2014 Kizito Mihigo, ha partecipato al concerto dei cantanti ruandesi presso lo Stadio Amahoro (lo Stadio della Pace), a Kigali scelto come luogo di inaugurazione del periodo di commemorazione del genocidio che terminerà il 4 luglio 2014, anniversario della liberazione del Rwanda attuata dal Fronte Patriotico Ruandese che pose fine al genocidio.

Kizito Mihigo era da tempo sotto sorveglianza da parte dei servizi segreti ruandesi. L’arresto è scattato l’11 aprile scorso quando gli investigatori possedevano già un nutrito dossier, compresa la registrazione della conversazione telefonica avvenuta il 10 marzo 2014 tra il famoso cantante e Callixte Nsabiimana, (nome di battaglia Sankara), leader del Congresso Nazionale Ruandese in esilio in Sud Africa.

Durante la telefonata Mihigo propose a Sankara di assassinare il Presidente Paul Kagame per prendere il potere evitando una invasione delle FDLR dal Congo e dalla Tanzania. Sankara non scartò l’ipotesi e Mihigo si prese l’incarico di organizzare l’assassinio del Presidente ruandese, in cambio della carica di Ministro della Gioventù nel nuovo governo formato dalla coalizione FDLR – CNR. La telefonata si concluse con la richiesta di Mihigo di eliminare Edouard Bamporiki, un giovane giudice della Camera dei Deputati e la seguente frase pronunciata dal famoso cantante: “Numva aricyo Imana yandemeye” (Credo che Dio mi abbia scelto).

Nel complotto per assassinare il Presidente Paul Kagame sono coinvolti anche Cassien Ntamuhanga famoso giornalista di Amazing Grace Radio, una emettente radiofonica cattolica finanziata dal Vaticano, gettando pesantissime ombre sulle reali intenzioni della Chiesa Cattolica nei confronti della problematica hutu-tusti nel paese  in netto contrasto con le affermazioni pubbliche di pace e riconciliazione sociale in Rwanda del Santo Padre Francesco. Il terzo sospettato del complotto arrestato è Jean-Paul Dukuzumuremyi, ex uffuciale del esercito ruandese.

«Mihigo, Ntamuhanga e Dukuzumuremyi erano sotto sorveglianza da tempo in quanto sospettati di pianificare attacchi terroristici contro il Rwanda, un colpo di Stato e l’assassinio di  autorità del Governo. La polizia ha ampie prove e testimonianze che supportano l’arresto dei tre sospettati. Le indagini continuano per arrestare altri membri di un complesso network eversivo. Incoraggiamo la popolazione e rimanete in allerta e a fornire tutte le informazioni utili per la sicurezza della Nazione», recita un comunicato pubblico redatto dal portavoce della Polizia Damas Gatare. Kizito Mihigo e i due giornalisti militanti cattolici hanno confessato riconoscendo le accuse e rimanendo ora in attesa di processo.

Il complesso network eversivo evocato da Gatare è il frutto di una machiavellica operazione orchestrata dal Congresso Nazionale Ruandese e dalle FDRL denominata: “Operazione Umudendezo” (Operazione Libertà), che prevede la creazione di cellule genocidarie denominate Abacengezi con il compito di creare un fronte interno al momento della invasione dei 12.000 miliziani FDLR (10.000 dal Congo e 2.000 dalla Tanzania).

I servizi segreti ruandesi, noti per la loro efficacia e presenza articolata sul territorio nazionale e internazionale, dal luglio 2013 stanno compiendo operazioni di infiltrazione all’interno di queste cellule genocidarie con l’intento di smantellare l’intera organizzazione eversiva. Il 17 aprile scorso è scattato un blitz della polizia, coordinato da Theos Badege, capo del Dipartimento Investigativo Criminale, che ha portato all’arresto di decine di leader locali in diverse zone del paese, accusati di essere i leader scelti dal CNR e dalle FDRL per la creazione delle forze genocidarie interne.

L’ondata di arresti ha coinvolto oltre 25 segretari di territori tra cui vari nomi famosi quali: Faustin Muganijimana, Amiel Ndahiro, Jean Marie Nduwayezu e Francois Kanaburenge, note autorità del distretto di Musanze. Arrestato anche Alfred Nesngimana, Segretario Esecutivo del settore di Cyuve, nella Provincia Nord. Alcuni esperti regionali ipotizzano che parte dei nomi dei leader di questo network possano essere stati forniti alle forze dell’ordine dal cantante e dal giornalista cattolico arrestati una settimana prima.

«Il network criminale è stato organizzato dal Congresso Nazionale Ruandese e dalle FDLR con l’intento di avere cellule genocidarie all’interno del paese. Stavamo osservando da tempo le loro attività e movimenti, raccogliendo tutte le prove necessarie per compiere gli arresti nel pieno rispetto della legge», spiega il capo del Dipartimento Investigativo Criminale Theos Badege.

Il network genocidario all’interno del Rwanda sarebbe sorto nel 2010 grazie ad infiltrazioni di agenti terroristici del FDLR e di ex militari ruandesi in esilio in Sud Africa aderenti al partito Hutu Power, Congresso Nazionale Ruandese. 

Il progetto si basava sul avvenuto reclutamento di leader hutu riconosciuti e stimati dalle loro comunità. Dopo aver constatato la loro fedeltà alla causa di sterminio totale dei tutsi, gli agenti FDLR e CNR hanno provveduto al addestramento e al finanziamento di questi leader locali al fine che potessero eseguire al meglio i compiti a loro affidati: propaganda anti tutsi, proselitismo della popolazione hutu alla causa genocidaria, arruolamento di giovani hutu per conto delle FDLR, creazione di cellule dormienti modellate sullo stile organizzativo delle milizie Interahamwe, esecuzione di attentati terroristici sulla capitale Kigali, la città universitaria di Butare e in altre importanti città del paese, raccolta fondi per la causa genocidaria.

Secondo fonti attendibili il network ora smantellato aveva raggiunto uno stadio organizzativo avanzato con la creazione di cellule di milizie genocidarie composte da giovani hutu delle provincie periferiche. Molti di essi avrebbero ricevuto addestramenti militari nel est del Congo sul uso di armi automatiche, preparazione e utilizzo di esplosivi, tecniche di sterminio, capacità di rispondere ai comandi ed attuare operazioni coordinate e simultanee. I leader locali arrestati avrebbero attivato accurate operazioni di propaganda presso le loro comunità supportate da aiuti finanziari elargiti dalle FDLR con l’intento di convincere la popolazione a partecipare alle future operazioni di genocidio.

Le cellule dormienti, una volta preparate e armate, dovevano essere attivate al momento della invasione del gruppo terroristico FDLR per creare un fronte interno e accelerare il processo di genocidio totale dei tutsi. Un’operazione che, se attuata, avrebbe messo in serie difficoltà l’esercito regolare ruandese.

«Il blitz della polizia dovrebbe aver distrutto questo network genocidario in tempo. Dalle informazioni e prove raccolte le fasi di armamento di queste cellule e creazione di nuove cellule urbane nelle principali città, Kigali compresa, dovevano iniziare a breve, forse verso il luglio prossimo. Nonostante il successo riportato dai servizi di sicurezza e dalle forze dell’ordine non esiste però la sicurezza che tutti i quadri siano stati neutralizzati. Il rischio che il network eversivo sia ricreato nei prossimi mesi rimane una probabilità da non sottovalutare», sottolinea un informatore sotto protezione di anonimato contattato a Kampala.

Le cellule Abacengezi non sono una novità per le provincie ruandesi confinanti con il Congo. Già nel 1998 le FDLR, coordinate da esperti militari e agenti segreti francesi, avevano creato lo stesso network. All’epoca gli Abacengezi erano stati attivati e furono responsabili di una serie di massacri di tutsi avvenuti in queste province, provocando una operazione militare a larga scala del esercito regolare che riuscì a debellarle dopo violenti scontri e meticolose cacce all’uomo. Per ottenere il successo di questa operazione militare il Governo Ruandese fu costretto a richiamare in patria vari reparti del esercito che formavano la forza di invasione – occupazione del est del Congo durante la Seconda Guerra Panafricana.

Il sventato tentativo di assassinio del Presidente Kagame e lo smantellamento, forse definitivo o forse parziale, delle cellule genocidarie Abacengezi, potrebbero aumentare  la Sindrome Israeliana del Governo di Kigali,  le attività dei servizi segreti, le esecuzioni extra giudiziarie di quadri politici e militari in esilio al estero, le tensioni sociali, il sospetto verso la popolazione hutu, la diminuzione degli spazi per la libertà di stampa e l’aumento del controllo poliziesco sulla popolazione soprattutto hutu.

Vi è da sottolineare che alcuni esperti politici regionali non corcordano in pieno con queste preoccupazioni, affermando che il Governo Ruandese aumenterà i controlli e le attivitá dei servizi segreti ma non attuerà mai una pressione sulla popolazione hutu, contraria alla politica di riconciliazione sociale attuata dai primi mesi dopo il genocidio fino ai giorni nostri.

Lo smantellamento del network eversivo in Rwanda é  contemporaneo ai preparativi di genocidio in Burundi organizzati dal Presidente Pierre Nkurunziza e dal partito al potere CNDD-FDD denunciati dal Ufficio Nazioni Unite in Burundi.

Alcuni esperti regionali temono che vi sia una regia regionale ed europea (leggasi Francia) per creare una situazione di caos totale nella regione dei Grandi Laghi, ai danni di Rwanda e Uganda, facendo scattare contemporaneamente i tentativi di genocidio in Burundi e Rwanda.

Gli eserciti ruandese e ugandese,  stanno riorganizzando le loro forze d’élite, recuperandole dalle varie missioni di pace in Africa, dalla Somalia al Darfur per disporre di forze adeguate e preparate. Al loro posto verrebbero inviati nuovi reparti meno preparati per affrontare queste missioni di pace in Africa. L’est del Congo rischia di essere coinvolto in pieno in un non auspicabile conflitto.  Ingenti acquisti di armi e munizioni vengono registrati ovunque per la gran gioia delle multinazionali degli armamenti.

«Fratello. L’ostacolo più difficile è neutralizzare Paul Kagame. Una volta raggiunto l’obiettivo insegneremo agli altri scarafaggi il “Igisobanuro Cyurupfu(Il significato della morte). Cancella subito questo messaggio» si legge su un SMS inviato a Kizito dal leader del CNR Callixete Nsabimana alias Sankara. Un messaggio fortunatamente non cancellato dal famoso cantante. Igisobanuro Cyurupfu è il titolo di una famosa canzone di Kizito Mihigo che narra del genocidio dei tutsi, evidentemente parafrasato da Sankara in un sadico atto di ironia. D’ora in poi per ogni ruandese sarà difficile ascoltare le meravigliose melodie di pace e riconciliazione di Kizito che hanno aiutato centinaia di migliaia di ruandesi a sperare e costruire un futuro diverso e migliore.

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