domenica, novembre 19

Russia, ecco gli ‘economici’ missili distruttori di portaerei

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La Russia continua a testare nuovi armamenti. Stavolta in Rete è apparso il video di un missile antinave Granit lanciato dal sottomarino nucleare Tomsk. Il sottomarino della Flotta del Pacifico ha effettuato il lancio in immersione contro un bersaglio terrestre posizionato nel poligono di Kura, in Kamchatka. La missione è stata un successo, fa sapere l’ufficio stampa della flotta.

Il sottomarino nucleare K-150 Tomsk è armato con 24 missili supersonici Granit, che raggiungono una velocità di 2,5 volte superiore a quella del suono ed hanno una potenza di 500 kilotoni. La caratteristica principale dei Granit è la capacità di volare sulla superficie del mare. Gli obiettivi sono le navi nemiche e in special modo le portaerei.

E a temere per l’uso di questi missili è la Gran Bretagna. Il Royal United Services Institute (RUSI) in un rapporto dal titolo Defence Innovation and the UK: Responding to the Risks Identified by the US Third Offset Strategy fa sapere che «gli economici missili antinave prodotti da Russia e Cina ed immessi sul mercato globale, rappresentano una seria minaccia per le nuove portaerei britanniche non equipaggiate per affrontarla. I missili antinave che costano meno di mezzo milione di sterline ad unità, potrebbero mettere fuori servizio la HMS Queen Elizabeth, il cui costo supera i 3,5 miliardi di sterline».

In particolare si capisce che la vulnerabilità dei propri mezzi è alta: «Le capacità avanzate sviluppate dagli avversari del Regno Unito dovrebbero essere un’autentica preoccupazione. Così come rilevato dalla Nato, Russia e Cina hanno sviluppato sistemi d’arma in grado di mettere a rischio le navi di superficie occidentali. E’ questa la medesima visione del RUSI. I russi hanno investito tempo e risorse per sviluppare le loro difese, con tecnologia in grado di impegnare i vettori occidentali. I potenziali avversari del Regno Unito si sono concentrati sullo sviluppo di armi relativamente economicamente sostenibili che possono disattivare o distruggere asset costosi. I governi occidentali sono diventati acutamente consapevoli dei problemi di questo squilibrio finanziario nel contesto della controinsorgenza […] Una salva di dieci missili (forza ritenuta in grado superare lo sbarramento delle tre postazioni Vulcan Phalanx CIWS e delle quattro torrette da 30mm installate sulla HMS Queen Elizabeth) costerebbe meno di 5 milioni di dollari. Vi è un crescente squilibrio all’interno dell’equazione militare difesa/attacco, guidato dalla veloce diffusione delle tecnologie applicabili a basso costo. Ad esempio, l’Iran possiede da tempo missili anti-nave di derivazione russa e afferma di aver sviluppato una versione supersonica dell’ Hormuz-2. Tali sistemi d’arma devono essere considerati come un elemento chiave contestuale nelle operazioni navali britanniche. In sintesi, la Cina e la Russia sembrano aver concentrato molte risorse (ma non tutte) nel garantire un ventaglio di possibilità letali economicamente vantaggiose in grado di mettere fuori uso i principali e costosi asset occidentali. Un punto fondamentale nella strategia degli Stati Uniti e del Regno Unito è la proiezione».

«Le portaerei sono necessarie per rassicurare gli alleati, dissuadere l’aggressione nemica e prevenire i conflitti. Tuttavia, operano a migliaia di chilometri di distanza. Il concetto è semplice: la migliore tecnologia non si traduce in un vantaggio militare proporzionale in un teatro specifico. Lo sviluppo di capacità significative non richiede un grande investimento di capitale o una conoscenza ampia. E’ necessaria una diversa gestione delle risorse. Essenziale la ricerca di nuove capacità adattative, economicamente sostenibili ed immediatamente accessibili. La minaccia ad ampio spettro non deve essere sottovalutata, pena la sopravvivenza delle operazioni militare del Regno», conclude il rapporto.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

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