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Referendum NO: per noi riforma è ‘prove tecniche di fascismo’

Il No al referendum, una prospettiva ideologica

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Dall’origine, cioè dalle violenze delle squadracce, Italia primi Anni ’20, ai suoi sviluppi quasi immediati, la folle trasformazione della Germania repubblicana in Reich nazista, e più recenti, i colpi di Stato greci, cileni, argentini, fino all’epoca contemporanea, l’autocrazia alla Putin, come dei suoi ispiratori così dei suoi epigoni perlopiù tutti in Paesi già considerati poveri, e in tanti altri casi meno tipizzabili o più subdoli, o meno rilevanti geostoricamente o più normalizzati dalla grande narrazione, ebbene il fascismo è tecnicamente nient’altro che la forma politica, sociale e culturale del pieno dispiegarsi degli interessi capitalistici.

Ma ‘pieno dispiegarsi’ sul serio, nel significato di ‘legibus solutus‘, senza cioè lacci e lacciuoli né istituzionali, giuridici, costituzionali, né sostanziali, sindacali, di senso comune perfino.

Il razzismo, il nazionalismo, il militarismo, l’imperialismo, il tradizionalismo, il sessismo, il machismo, il conformismo, l’intolleranza, l’ostracismo delle minoranze, l’egoismo individuale e di clan, l’irrazionalismo, il nichilismo, il titanismo straccione, la vigliaccheria coatta, la violenza diffusa, la guerra tra poveri, l’ignoranza dei fatti e delle idee, la diffidenza per il libero pensiero, lo strappo dei diritti civili e umani, la liberalizzazione della tortura fisica e morale, il pervertimento dei valori di ricerca della verità, la corruzione sistemica, la dittatura plebiscitaria, il colonialismo, lo schiavismo, il segregazionismo, tutti questi punti sono per dir così effetti collaterali del fascismo, oppure ganci del fascismo nei recessi più torbidi dell’animo umano perché esso si radichi nella massa, distraendola così dai suoi veri nemici di classe, ma non ne costituiscono il fulcro strutturale né la motivazione primigenia.

I quali al dunque sono, ripeto e non serve che lo dimostri qui, lo scatenarsi sfrenato degli appetiti capitalistici. Ma se avete orrore di tutte quelle derive della convivenza, allora dovete combatterne il primo motore. E se non avete i sensi chiusi sulla realtà, allora dovete riconoscere che l’età moderna in cui viviamo sta già da tempo facendo rombare quel motore.

Non lo sentite? E’ il securitarismo post 11 Settembre, è il tramonto del Welfare State, è l’offesa alle speranze delle Primavere Arabe, è il tallone debitorio sulla Grecia, è l’assolutismo s-mascherato in Turchia e nelle Filippine, è la Brexit, è l’elezione di Trump, è la costruzione dei muri, lo scavo delle trincee, il respingimento dei popoli, è il populismo che si diffonde ovunque e che svia con una falsa opposizione, anche in Italia, il giusto risentimento contro i palazzi del Potere, è la mutazione antropologica involutiva, è la società dei consumi e dello spettacolo, è la negazione del Global Warming, è il riarmo locale, sono i venti di guerra, è l’abbandono della partecipazione, è la superfluità del lavoro, è la precarizzazione perpetua, è l’affarismo d’accatto, è la banalizzazione dei saperi, è la messa in burla di Socialismo e ideali libertari, è la forbice immorale tra ricchezza e povertà, è la tacitazione dietro le quinte di ogni forma di conflitto efficace, la sua trasformazione in semplice problema d’ordine pubblico, è lo snaturamento, tema attualissimo, delle Costituzioni dei Paesi del sud d’Europa, dove esse vennero scritte dalla Resistenza Partigiana.

Questi sono i pistoni che vanno su e giù, nel motore che romba per portare il Tempo stesso tra le braccia del fascismo. Alla guida, come sempre, l’interesse del capitalismo disanimato. Dal tubo di scappamento, ciò che uccide la Storia e, per la prima volta, anche la Vita planetaria.

Non volete combattere questa battaglia?

Se aspettiamo ancora non potremo far altro che sdraiarci davanti a quelle ruote per rallentarne appena la corsa. Se aspettiamo ancora arriverà il giorno in cui rileggeremo con vergogna e rimorso la superficialità con cui giudichiamo oggi deposizione e cova delle uova di serpente, come nei primi Anni ’20 in Italia, poi nella Germania di Weimar, poi alla vigilia dei Golpe del secondo ‘900…

Ma invece, lottando ora, potremmo forse riuscire a spegnere quel motore infernale, staccare le mani di chi guida, cavargli gli occhi.

Davvero non vogliamo provarci?

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