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Politica: il Contrappunto

Referendum, da Morosini del Csm un allarme e un appello

‘Si espropria la sovranità popolare. In ogni caso, dopo, tutti a riunire il Paese spaccato’

morosini
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L’allarme sul contenuto del Referendum, e la necessità di ricostruire regole e modalità della convivenza civile viene da Piergiorgio Morosini, Giudice a Palermo e componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Incontrato da ‘L’Indro’ a Fermo (Ancona) in occasione di un incontro sul tema del Referendum sulla Legge di Riforma Costituzionale di domenica 4 dicembre 2016 ha fornito alcune riflessioni sul tema.

 

In materia di Referendum ci sono state polemiche anche negli ultimi giorni, riportando il tema principalmente ad una contesa politica. Non è così. Sono in gioco, invece, le regole della ‘Casa comune’ garantite dalla nostra Costituzione, regole in cui tutti dobbiamo riconoscerci. Ci sono state polemiche a proposito dell’impegno pubblico di magistrati. In occasione della Riforma della Costituzione voluta da Silvio Berlusconi e la sua maggioranza nel 2006 non ci furono simili polemiche, anzi ci furono magistrati che intervennero a suo sostegno. Alcuni anche degli  stessi che oggi criticano, ergendosi a paladini delle ‘regole del gioco’. Da cittadino con qualche competenza tecnica ritengo opportuno intervenire nel dibattito in corso, e ad iniziative non di partito ma della società civile a favore del No a questa riforma. Tanto più avvertendo il vistoso sbilanciamento dell’informazione a sostegno del Sì”.

 

Ha quindi aggiunto: “Personalmente il tema delle conseguenze politiche del Referendum non mi interessa e non mi riguarda. Stiamo parlando di altro. Lo studioso statunitense Charles Howard Mc Iwien molto saggiamente sosteneva che ‘Le costituzioni si fanno da sobri, per servire quando si è ubriachi’. Questa Riforma costituzionale erode il principio fondamenta della sovranità popolare posto all’inizio della Costituzione vigente. Lo espropria. Toglie il diritto di eleggere i Senatori. Riporta le autonomie locali ad un’epoca preunitaria. E poi con la legge elettorale detta ‘Italicum’ i Senatori non sono più eletti dai cittadini ma nominati dai partiti. Così si intacca lo spirito democratico della Costituzione del 1948, che cercava di includere e non rendere sudditi. Il tutto in nome della maggiore sveltezza delle procedure democratiche di approvazione delle leggi. Infondatamente, come i dati dei tempi effettivi dimostrano”.

 

Dopo avere negato che questa Riforma comporti risparmi reali, bastano i calcoli della Ragioneria dello Stato, ha concluso tirando le fila del suo ragionamento. “A me pare che questa Riforma costituzionale non sia concepita come patto sociale a garanzia della convivenza, ma come un consolidamento di certe prassi istituzionali che hanno allontanato i cittadini dalla politica. Credo che comunque andrà a finire il Referendum, il giorno dopo dovremo affrontare un importante esame per la nostra democrazia. Ognuno di noi dovrà dare il proprio contributo per riunire un Paese che appare spaccato”.

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