sabato, maggio 26

Presidenziali in Francia: è lotta all’ultimo voto (e sondaggio)

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Ci avviciniamo al primo turno delle presidenziali in Francia. E la partita sembra tutt’altro che scontata, forse mai come questa volta. Al momento i favoriti rimangono Emmanuel Macron e Marine Le Pen, mentre poco più distanti ci sono Jean-Luc Mélenchon e Francois Fillon.

I francesi sono chiamati alle urne questa domenica e poi una seconda volta per decretare il vincitore finale tra i due reduci dal primo turno il prossimo 7 maggio. Tra i candidati in lizza per l’Eliseo, il 50% è anti europeo e i mercati sono in fibrillazione. E i sondaggi, mai come in questo caso, sono stati davvero importanti.

Secondo la media compilata dall’Huffington Post francese, è il centrista Macron, candidato di ‘En Marche‘, ad essere in testa con il 23% davanti alla leader del Front National, che è al 22,4%. Per Fillon, candidato del partito di centrodestra ‘Les Republicains‘, la percentuale è del 19,9% e precede di un solo punto il leader della sinistra radicale (‘la France insoumise‘) Mélenchon. Guardando la tendenza dell’ultimo mese, l’ascesa maggiore è stata quella di Mélenchon, che era accreditato del 12,7%. E chissà che proprio lui non possa essere la scheggia impazzita di queste prime votazioni.

Per risalire a un risultato così incerto in Francia bisogna tornare al 2002, quando il vecchio leader della destra Jean-Marie Le Pen, dato sfavorito dai sondaggi della vigilia, ottenne il 16,8% e scalzò dal secondo posto l’ex primo ministro socialista Lionel Jospin (16,2%). Poi però al ballottaggio ci fu il netto successo di Jacques Chirac (82% a 18%). Al momento sono gli indecisi a fare la differenza, che si attestano attorno al 30% secondo lo studio ‘Cevipof-Le Monde‘. E molto si deciderà proprio in queste ore.

Ad incidere sarà anche il tipo di elettorato che andrà alle urne in Francia. Se votassero solo i giovani con meno di 35 anni, il quadro sarebbe molto più chiaro: al ballottaggio andrebbero Mélenchon (27%) e Macron (26%). Mentre con gli over 65 con il 39% sarebbe Fillon a battere tutti, staccando il primo rivale, Macron di quasi venti punti. Diverso il voto per classe sociale: il Front National rimane il preferito degli operai francesi con il 43%, così come per impiegati non qualificati (31%) e disoccupati (35%). Impiegati qualificati (31%) e studenti (30%) invece preferiscono Macron, mentre Fillon piace a pensionati (33%) e dirigenti d’impresa (26%). E c’è differenza anche tra laureati e diplomati, con questi ultimi che voterebbero decisamente (32%) per la Le Pen, mentre Macron farebbe il pieno tra i ‘graduati’ (31%).

Per non parlare poi delle divisioni geografiche del voto in Francia. Macron avrebbe la meglio a Parigi e dintorni (26%) ma anche in zone dove il centrosinistra è da sempre vittorioso, come la Bretagna (25%) e la costa occidentale. La Le Pen potrebbe contare sulle sue roccaforti come Alsazia (31%) e Provenza (31%). Insomma un voto altamente incerto a causa dell’elevata frammentazione della società francese. Per non parlare poi dell’allarme terrorismo, che può fare la sua parte: più di 50.000 tra poliziotti e gendarmi, appoggiati dai militari dell’Operazione Sentinelle, saranno mobilitati per assicurare la sicurezza di queste elezioni.

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