mercoledì, dicembre 13

Presidenziali francesi: mercati meno preoccupati

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A tre giorni dal primo turno delle presidenziali francesi, secondo un sondaggio di ‘Harris Interactive‘ per ‘France Télévisions‘, Emmanuel Macron raccoglie il 25% delle preferenze, un punto percentuale in più rispetto alla settimana scorsa. Marine Le Pen resta al secondo posto con il 22% delle preferenze, seguita da François Fillon e Jean-Luc Mélenchon, entrambi al 19%.  Al secondo turno, Emmanuel Macron batterebbe Marine Le Pen con il 66% dei voti, François Fillon con il 68% e Jean-Luc Mélenchon con il 60%.

Una situazione che sembra far tirare un parziale sospiro di sollievo agli investitori, il timore dei mercati, infatti, è che al ballottaggio finiscano uno o addirittura due candidati (Marine Le Pen, di estrema destra, e Jean-Luc Mélenchon, di estrema sinistra) con posizioni ostili all’Europa o ostili al mercato e al rispetto dei Patti Ue sui conti pubblici. Il fatto che i sondaggi prospettino un ballottaggio tra Macron e Le Pen con un Eliseo che a quel punto andrebbe al centrista Marcon appare probabilmente il meno peggio. Nelle ultime sedute sui mercati hanno prevalso le spinte al ribasso sul dollaro, innescate la scorsa settimana dalle dichiarazioni di Donald Trump che, fatto del tutto inusuale per un presidente degli Stati Uniti, si è esplicitamente lamentato dell’eccessiva forza del dollaro.

L’euro accelera nei suoi rafforzamenti e si porta ai massimi da tre settimane a questa parte, a 1,0764 dollari a metà seduta di oggi.  La cautela dei mercati, comunque, persiste, non ultimo perchè sull’esito finale del voto potrebbe pesare il dato relativo a coloro che decideranno di astenersi e il fatto che ad oggi i sondaggi restituiscono ancora un numero elevato di indecisi. Con Marcon all’Eliseo, la prospettiva è un rialzo dei titoli di Stato francesi nel breve termine e nel lungo termine una svolta negativa per i mercati obbligazionari francesi perché al momento le sue politiche non sono chiare e sembrano destinate a far poco per affrontare l’elevato rapporto tra debito e prodotto interno lordo (PIL) francese, non ultimo perché in veste di Ministro delle Finanze non ha dimostrato di saper mantenere le promesse e portare a casa risultati. L’ipotesi -molto poco considerata, per altro- di un Eliseo in mano a Le Pen tutti gli analisti prospettano una corsa al ribasso per i titoli di Stato francesi, i mercati sconteranno la probabilità di un’uscita della Francia dall’Euro.

Il caos politico in Francia in questi mesi ha preoccupato molto gli investitori stranieri, al punto che negli Stati Uniti c’è stato chi, tra gli analisti, ha suggerito di «scommettere contro la Francia», considerando come questa potrebbe rivelarsi una scelta saggia per le Borse. Gli investitori stranieri sono preoccupati anche del fatto che i sondaggi, da Brexit alle elezioni presidenziali americane hanno fatto cilecca, e «l’elezione presidenziale francese sta rapidamente diventando una delle lotte più imprevedibili degli ultimi anni» scriveva nei giorni scorsi ‘MarketWatch’, evidenziando, nelle scorse settimane, il divario tra i tassi di interesse della Francia e della Germania sui titoli di Stato decennali.

Gli economisti francesi in queste settimane si sono dimostrati molto poco interessati all’allarmismo dei mercati. L‘economista Veronique Riche-Flores, Presidente e fondatore di RF Research, afferma: «Siamo in un contesto di aumento – molto graduale – dei tassi di interesse a lungo termine. Il movimento ha iniziato in Germania e colpisce tutti i Paesi della zona euro». Resta il fatto incontrovertibile che alcuni investitori stranieri stanno ritirandosi dal debito francese, preferendo investire in Germania, considerata come rifugio del momento. Alcuni investitori, sottolineano gli analisti, temono che la Francia non rispetti e anzi svaluti il proprio debito se Marine Le Pen venisse eletta. Christophe Boucher, professore presso l’Università di Paris Ovest, esperto del mercato finanziario, sottolinea che «molti investitori, soprattutto asiatici, hanno recentemente rivenduto il debito francese e si riposizionano sui titoli più sicuri come il Bund tedesco».

Credit Suisse, al fine di valutare i potenziali esiti delle elezioni francesi per i mercati, ha definito, lo scorso 12 aprile, tre scenari: il primo scenario, con una probabilità del 15%, scaturisce in seguito al mancato raggiungimento del secondo turno elettorale da parte di Marine Le Pen. Gli asset rischiosi e in particolare i titoli francesi ne trarrebbero vantaggio, così come quelli che beneficiano di un’eliminazione del rischio periferico. Credit Suisse attribuisce una probabilità del 65% al secondo scenario, un temporaneo aumento della volatilità tra i due turni, sulla scia della sensibilità al divario nei sondaggi tra Marine Le Pen e un candidato antagonista, e a causa dei timori circa l’incertezza politica sul piano nazionale e regionale. Il terzo e ultimo scenario, considerato probabile al 20%, prefigura la vittoria delle elezioni presidenziali da parte di Marine Le Pen e il prevalere di un contesto di avversione al rischio sui mercati, con gli investitori che scontano conseguenze di ampia portata per l’Europa. Ciò sulla base di potenziali rinegoziazioni dei trattati UE e di un ritorno a una moneta nazionale, temi centrali nel programma del suo partito.

Questa elezione, conclude Credit Suisse, che a gennaio aveva definito il voto francese come il ‘rischio esistenziale più grande per l’Europa’, ora sostiene che «resta la contesa più imprevedibile a cui abbiamo assistito negli ultimi anni in Francia», e pur «riconoscendo questi fattori di rischio, il nostro scenario di base è che la vittoria andrà a un candidato europeista, favorevole alle riforme; un esito che verrebbe accolto con favore dai mercati finanziari, in quanto positivo per l ‘integrazione europea e i paesi periferici».

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