mercoledì, febbraio 21

Politiche 2018: futuro cercasi disperatamente Ognuno dei leaders in campo per queste elezioni ci crede davvero?

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Se è normale che in campagna elettorale un partito attacchi quello avverso, lo è molto meno quando leaders della stessa colazione si attaccano tra di loro. Quando il fuoco amico incendia i leaders del centro-destra, si capisce che qualcuno tra loro sta facendo le prove generali per smarcarsi al momento opportuno. Se il fuoco amico incenerisce quel che resta del PD, si capisce che lí non c’è neanche la speranza che qualcuno tra loro miri a smarcarsi; semmai, si prepara alla cerimonia funebre.

Nei 5S, invece, il dissenso è silenziato. In questa fase i vertici hanno scelto Di Maio come loro capo e il capo non si discute.

Poi dobbiamo chiederci: ma ognuno dei leaders in campo per queste elezioni ci crede davvero? Ognuno di loro sa che si sta giocando tutto per i prossimi cinque anni, o ha chiaro che non uscirà un Parlamento con numeri certi per governare?  I programmi sono così scialbi e anonimi che si fa fatica a credere che qualcuno li abbia pensati esplicitamente per i prossimi cinque anni. Ognuno promette e lo fa sapendo che così gli tocca, ma senza nessuna convinzione per impegnarsi dopo. Ci crede davvero quel leader che promette “240€” per figlio”? Perché quei soldi non li ha lo Stato; chi parla di flat tax sa che creerebbe un vulnus nelle casse dello Stato tale da ricorrere poi all’aumento di tasse occulte per rimediare in parte ai mancati incassi? E chi parla di reddito di cittadinanza, dovrebbe sapere che lo Stato sarebbe messo ancora peggio dei 240€ per figlio, oltre che rischiare di innescare una bomba sociale tra chi lavora per 1000€ al mese e chi se li troverebbe in tasca senza lavorare. Se, invece, ognuno dei leaders ci crede davvero, crede cioè di vincere, è quello il Paese che hanno in mente?

A leggere bene i programmi delle forze politiche, manca una visione sul futuro; domina la visione del passato che ha sempre gli stessi temimeno tasse, più soldi alle famiglie – ma nessun vero tema futuro,  uno tra tutti: i vari leaders hanno capito che i prossimi cinque anni  saranno l’anno zero degli uomini al lavoro, in famiglia, nella vita privata per come biotecnologia e genetica entreranno decisamente nei nostri vissuti quotidiani?  I vari leaders hanno messo in conto che l’impatto demografico unito ai cambiamenti climatici creerà nuova povertà nei Paesi tradizionalmente benestanti?  E i vari leaders hanno compreso che le multinazionali avranno un potere di contrattazione maggiore degli Stati sovrani sulle decisioni da prendere negli Stati stessi? E, ancora, cosa dicono ai lavoratori nelle cui aziende si introducono i braccialetti elettronici?

Noi siamo invece preoccupati da questo: la politica come stipendio per i nulla facenti, gente che non sa cosa vuol dire rappresentare un Paese, ma sa solo come uscire personalmente dalle proprie difficoltà e farsi pagare dallo Stato la sua inutile presenza politica nel Parlamento.

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