venerdì, aprile 20

L’orologio dell’apocalisse nucleare: siamo a poco prima della mezzanotte

0
1 2


All’inizio di quest’anno, il ‘Bulletin of Atomic Scientists‘, nato all’indomani del Progetto Manhattan per sollecitare la politica e l’opinione pubblica sui rischi di una guerra nucleare, ha spostato in avanti le lancette del Doomsday Clock, l’Orologio dellApocalisse, che dal 1947 segna il tempo che ci separa dalla mezzanotte, l’apocalisse nucleare.

Nella lunga storia dell’Orologio era da sessantanni -cioè dall’epoca in cui l’URSS fece detonare la sua prima bomba termonucleare, raggiungendo la stessa potenza di fuoco degli USA, al termine di una breve ma intensa corsa agli armamenti- che le lancette dell’Orologio non si trovavano così vicine alla mezzanotte: oggi sono le 23:57:30, due minuti e mezzo alla guerra nucleare.
Negli ultimi anni le lancette, che dopo la fine della Guerra fredda erano state spostate così indietro da far sperare di lasciarsi definitivamente alle spalle l’incubo di una guerra atomica, hanno ripreso a spostarsi in avanti, vuoi per l’aumento della proliferazione nucleare (India, Pakistan, Israele, a cui solo per un pelo non si è aggiunto anche l’Iran), vuoi per la crescita di nuove minacce di portata globale, come quella del cambiamento climatico.

L’ultimo spostamento in avanti si lega a una doppia preoccupazione: la scelta dell’Amministrazione Trump di ritirarsi dallAccordo di Parigi sul Clima, che mette a repentaglio la già flebile speranza di invertire la rotta sul contrasto al cambiamento climatico; e l’ormai accertato ingresso nel club atomico della Corea del Nord, che disporrebbe oggi anche di una capacità di proiezione del suo arsenale sulle medie e lunghe distanze. Da allora la situazione non ha fatto altro che peggiorare, come sa chiunque legga la cronaca estera. Per la prima volta da molti anni, ci troviamo di fronte a un concreto scenario di guerra nucleare su scala solo apparentemente regionale. In molti tra gli osservatori temono che le mosse assai poco diplomatiche dei due contendenti negli ultimi mesi rischino di portare alla prima esplosione nucleare del XXI secolo. A quel punto, l’Orologio dell’Apocalisse segnerebbe la mezzanotte.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore