lunedì, ottobre 23

Io, pensionato italiano … deportato in Bulgaria A colloquio con Antonio Tutino, Salvatore Zappaddu e Giuseppe Daquanno

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In costante aumento il numero di partenze di pensionati, causate, nella maggior parte dei casi, dalle difficoltà economiche con cui essi devono confrontarsi tutti i giorni. Le pensioni italiane sono divenute sempre più inadeguate a garantire uno stile di vita accettabile, gravate dalle numerose tasse e dal caro-vita.

La scelta della destinazione è certamente legata all’ entità economica della pensione: ad esempio, con 800-1000 euro, alcuni optano per la Bulgaria. Per comprendere la situazione di coloro che si sono trasferiti in Bulgaria abbiamo chiesto ad Antonio Tutino, Salvatore Zappaddu e Giuseppe Daquanno.

Antonio Tutino, romano, è stato uno dei primi a trasferirsi in Bulgaria, precisamente a Pazardjik. Tutino collabora con l’agenzia Nuova Vita e lavora per il patronato ENASC (Ente Nazionale di Assistenza Sociale ai Cittadini) per cui segue i pensionati italiani ma anche i bulgari che hanno lavorato in Italia e sono ritornati nel loro Paese e prendono la pensione dall’Italia.“Mi sono trasferito 11 anni fa in questa cittadina di 80.000 abitanti, di cui una quarantina sono pensionati italiani”.

Mentre il percorso di Salvatore Zappaddu è stato diverso. “Io ho cercato attraverso internet informazioni e ho visto che Antonio Tutino aveva scritto un libro a tal proposito perciò la prima cosa che ho fatto è stata quella di farmi mandare ciò che aveva scritto, dopodiché l’ho contattato. Purtroppo molti servizi giornalistici sottolineano gli aspetti folcloristici della questione, invece io avevo una doppia esigenza: quella di stare in Europa, non volevo allontanarmi troppo dalla mia Italia, e in secondo luogo volevo un posto che rispondesse a certi criteri. La città in cui vivo è grosso modo come la mia Olbia. Io qui sto bene, faccio una vita tranquilla e senza preoccupazioni”.

Giuseppe Daquanno, al contrario degli altri viveva in Bulgaria 40 anni fa per incarichi lavorativi.

Ho abitato in Bulgaria 6 anni, e poi me ne sono andato. Dodici anni fa sono tornato da vedovo e ho ritrovato una signora che avevo conosciuto all’epoca e mi sono sposato con lei. Io, quindi, non sono un pensionato spinto qui da ragioni economiche bensì vivo a Sofia per ragioni famigliari”.

Sempre più spesso si sente parlare di pensionati italiani che, chiusa la carriera lavorativa, decidono di lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero. La maggior parte delle persone che sceglie la Bulgaria, però, sono pensionati stanchi di un Paese, il loro, in cui non riescono a trovare pace e tranquillità.

Salvatore ci dice: “Io sono fuggito perché non riuscivo a vivere, non sarei certo riuscito a pagarmi un’agenzia per trasferirmi. La mia difficoltà era trovare un biglietto aereo che costasse poco. Non me ne sarei mai andato dalla mia terra quindi non cercavo certo qualcuno che mi aiutasse ad andarmene. Io mi sento un deportato … io, tutti noi, non abbiamo abbandonato il nostro Paese ma è l’Italia che mi ha cacciato. Inoltre, dove sono arrivato ho trovato tanta umanità, quindi ho pensato che, forse, è nel mio Paese che c’è qualcosa che non va”.

A Giuseppe, fondatore e amministratore del gruppo Facebook “Pensionati Uniti all’Estero”, referente per Bulgaria e Croazia e coordinatore per l’Est Europa, abbiamo chiesto se davvero è possibile per un pensionato trasferirsi all’estero senza l’ appoggio di un’agenzia.

Assolutamente si… un pensionato che viene qui e si vuoi stabilire a Sofia deve spendere dalle 4 alle 8 ore del proprio tempo. Deve aprire un conto in banca, trovare l’appartamento e poi deve andare alla polizia per registrarsi come proprietario dell’appartamento. Si deve, inoltre, iscrivere all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero), la polizia rilascia un documento detto ‘di lungo soggiorno’ con il quale il pensionato può comprarsi l’appartamento, l’auto ecc. Non servono i 1000€ richiesti dalle agenzie. Noi, ad esempio, come associazione non facciamo assistenza diretta però diamo qualsiasi tipo di consiglio. Per esempio troviamo un interprete che si fa carico del pensionato e lo accompagna durante tutta la giornata, al costo di massimo 50€. È importante dire che il ‘fai da te’ è possibile”.

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