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Parigi, terrore ISIS nell’urna delle presidenziali

Attentato, ieri sera, contro la Polizia agli Champs Elysees: 1 morto e 2 feriti gravi. L’ISIS vota Le Pen?
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A tre giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali, mentre era in corso l’ultimo confronto televisivo tra gli 11 candidati all’Eliseo, un attentato  -che poco dopo sarebbe stato rivendicato dall’ISIS–  contro la Polizia agli Champs Elysees,  getta nuovamente nel panico la Francia. Il bilancio provvisorio è di 1 agente morto, due altri agenti feriti gravemente e un turista ferito leggermente da un killer a sua volta eliminato.

Alle ore 20,50 circa di ieri, sugli Champs Elysees, davanti a uno negozio di Marks & Spencer (grande magazzino britannico), un uomo scende da una Audi 80 e apre il fuoco su agenti di Polizia a colpi di kalasnjikov. Uno muore subito, altri due rimangono feriti. Durante la sparatoria l’assalitore viene ucciso.
Il portavoce del Ministero degli Interni francese, Pierre-Henry Brandet, si presenta sul posto e precisa alle tv: «Non ci sono stati altri eventi legati a quello che è successo sugli Champs Elysees» e che non c’è certezza sull’identità dell’assalitore e che al momento sarebbe uno solo. Poco dopo, fonti della Polizia fanno sapere che è stato diramato un ordine di cattura per un uomo che sarebbe arrivato dal Belgio in treno.
Neanche due ore dopo il Presidente Francois Hollande prende la parola e afferma: «Siamo convinti che tutte le piste sono di ordine terroristico. La procura antiterrorismo ha aperto una inchiesta, che sarà condotta per consocere i moventi e le eventuali complicità». «Mi rivolgo ai cittadini: sono protetti, devono esserlo e lo saranno».
E’ terrorismo e, infatti, l’ISIS, con grande celerità (non abituale), rivendica l’attentato. L’agenzia ‘Amaq’, legata allo Stato Islamico, riferisce che l’attacco è stato compiuto da «combattenti» dell’Isis, uno dei quali viene individuato in Abu Yusuf al Beljiki, ovvero ‘il belga’.  La dicitura ‘al-Beljiki’ conferma l’indiscrezione che l’uomo sarebbe originario del Belgio. Lo riferisce ‘Site‘, l’organizzazione specializzata nel monitoraggio dell’attività jihadista sul web.
In precedenza i media avevano fatto il nome di un uomo originario dal Belgio, Youssef El Osri, come killer, che su Telegram aveva dichiarato di «voler uccidere polizotti» e che sarebbe stato noto come radicalizzato ai servizi segreti francesi Dsgi. Nel testo della rivendicazione Amaq Abu Yussef viene indicato comecombattente’ (‘soldato’) di Isis e nonmartire’, dizione, la prima, usata finora dal sedicente Stato Islamico per indicare i cosiddettilupi solitarie non i foreign fighters, i membri che hanno combattuto al fronte in Siria e Iraq e poi tornati in Europa.
L’identità dell’attentatore sarà chiara nelle prossime ore, nella nottata sono circolate diverse informazioni apparentemente contrastanti. Il quotidiano francese ‘Le Parisien’, ha affermato che, sulla base dei documenti trovati nella vecchia Audi A4 colr argento da cui il killer è sceso per attaccare una camionetta della Polizia, si chiamerebbe Karim C., avrebbe 39 anni e tra e nel 2003 era stato condannato a 20 anni di reclusionepena ridotta a soli 5 anniper aver tentato di uccidere tre uomini, inclusi due agenti, nel 2001 a Roissy-en-Brie. Dati che apparentemente contrastano con l’identità rivelata da altri media che parlavano di un uomo, Youssef El Osri, chiamato da Isis, che ha rivendicato l’attentato, Abu Yusuf al-Beljiki, belga.

L’attentato di ieri sera segue la strage del 13 novembre 2015, opera di un commando di Isis, che vide l’uccisione di 130 persone. Lo scorso anno, il 14 luglio del 2016, Isis insanguinò di nuovo la Francia colpendo a Nizza dove un uomo a bordo di un camion investì e uccise 86 persone sulla Promenade des Anglais. Il 26 luglio dello stesso anno venne sgozzato in una chiesa padre Jacques Hamel, 86 anni, mentre stava dicendo messa da due jihadisti di Isis.

Quanto peserà questo ennesimo attentato sul voto di domenica?
E’ evidente che l’attacco rientra in quellastrategia del terroreISIS che oramai l’Europa ha imparato a conoscere. In attesa che si chiariscano tutti gli elementi e le dinamiche, e che gli analisti possano studiare i dettagli, quanto emerge è il momento strategico e il luogo. Come a Londra il Ponte di Westminster e il Parlamento, o come la Casa Bianca,  gli Champs Elysees sono un luogo simbolo per eccellenza della Francia e colpiscono l’immaginario a livello globale. La percezione della minaccia sta diventando più forte e credibile di una minaccia concreta all’incolumità fisica dei cittadini. Il terrorismo diventa così una minaccia psicologica ed intrusiva che si insinua nella vita delle personenormali’, andando a minare quel senso di sicurezza tipico delle città occidentali. Lo Stato Islamico, ha individuato la popolazione civile come obiettivo su cuilavorareper avviare una fase di sottomissione psicologica. Al centro dell’obiettivo primario dell’ISIS vi è l’instaurazione di una paura totalizzante nel cittadino comune. La paura nasce non solo dalla tragicità dei fatti, ma anche e soprattutto dall’identificazione con cui la popolazione vive empaticamente la vicenda.
In quanto al momento, il ‘combattenteISIS ha scelto quello praticamente perfetto: meno di tre giorni dal voto più imprevedibile a cui si sia assistito negli ultimi anni in Francia, quello che era stato definito come il rischio esistenziale più grande per l’Europa’, la fonte dimaggiore disordine in Europa’ come aveva detto poche ore prima il Presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.
E’ evidente, così, che la percezione della minaccia, il terrore, la paura potranno avere la meglio e guidare la mano dell’elettore nel tracciare la croce sulla scheda domenica 23 aprile «Emozione e solidarietà per le nostre forze dell’ordine di nuovo prese a bersaglio», ha subito espresso Marine Le Pen su Twitter, che ieri i sondaggi davano come sicuramente al ballottaggio a pochissimi punti dal primo candidato accreditato, il centrista Emmanuel Macron. E Matteo Salvini gli ha fatto eco: #fuoritutti è l’hastag che il Segretario della Lega ha prontamente lanciato dalla sua pagina Facebook.  «Testimonio tutta la mia solidarietà verso le forze dell’ordine. Un pensiero alla famiglia della vittima», ha scritto su Twitter Macron. E Francois Fillon: «La Nazione è solidale con i poliziotti. La lotta al terrorismo deve essere la priorità del prossimo Presidente della Repubblica francese», che, secondo gran parte degli analisti, fino a ieri, prima di questo attentato, ritenevano potesse essere lui, in testa ai sondaggi con il 25% delle preferenze.

La eventuale vittoria di Marine Le Pen porterebbe il Paese a uno sconvolgimento politico ed economico e a un «maggiore disordine» in Europa, aveva dichiarato poco prima Lagarde, intervistata dalla ‘Cnbc’.
In particolare, aveva aggiunto Lagarde, «creerebbe un particolare disordine» la posizione antieuropeista del Front National, mentre l’Unione europea «ci ha protetti dagli orrori della guerra e questa è una cosa che dobbiamo sempre tenere a mente». Il disordine è il vero obiettivo dell’ISIS, il solo terreno sul quale il Califfato può vincere.

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