venerdì, giugno 22

Papa Francesco accolto in Bangladesh con la scomparsa di un sacerdote Dopo aver visitato il Myanmar e dato il proprio contributo alla causa dei Rohingya nonostante i proclami minacciosi delle frange estremiste birmane, il Santo Padre vola verso il Bangladesh dove viene accolto con la notizia della scomparsa di un sacerdote cattolico

0

La visita di Papa Francesco in terra di Bangladesh accolta dalla scomparsa di un noto e stimato sacerdote cattolico, così come era stata preceduta da minacce di frange estremiste in Myanmar, nella prima parte del suo viaggio in Sud Est Asia.
«Sconfiggi la rabbia con la non-rabbia», ha detto ieri il Santo Padre, con un principio buddhista valido sia per i cattolici sia per i buddhisti sia per tutte le confessioni religiose, mentre era ancora in Myanmar, nel celebrare una messa alla quale hanno partecipato i vescovi che predicano e operano in Myanmar e 150.000 persone, in prevalenza giovani. Nel primo pomeriggio asiatico di oggi si è rimesso in volo per giungere alla seconda tappa del suo viaggio apostolico, ma anche diplomatico, in Sud Est Asia, ovvero il Bangladesh.

Dopo la cerimonia di benvenuto all’Aeroporto della Capitale Dacca, il Papa rende omaggio ai martiri ed ai Padri della Nazione, prima di porgere il suo omaggio al Presidente ed all’intero corpo diplomatico. Domani 1° Dicembre, Papa Francesco celebrerà una messa con l’ordinazione di sacerdoti, incontra il Primo Ministro, i vescovi della comunità cristiana in Bangladesh ed i rappresentanti di varie religioni oltre che delle Chiese Cristiane. Nell’ultimo giorno della sua visita in Bangladesh, il 2 Dicembre, il Papa fa visita alle Missionarie di Madre Teresa di Calcutta, incontra poi sacerdoti, seminaristi e novizie, per dare tutti loro i suoi incoraggiamenti. Incontro con la gioventù del Bangladesh, infine, prima di rimettersi in volo verso Roma.

La scomparsa di William Rosario in Bangladesh, un sacerdote di 40 anni originario dello stesso villaggio del Nord del Paese dove lo scorso anno estremisti di estrazione islamica hanno ucciso a colpi di ascia un negoziante cattolico, Sunil Gomez, è ora oggetto di una vasta operazione di rastrellamento da parte delle forze di Polizia del Bangladesh.
Padre William Rosario è sacerdote stimato dalla sua comunità locale, è anche Preside di una Scuola Cattolica -Jonail Saint Louis High School- e molto noto non solo a chi frequenta quell’Istituto scolastico, ma anche per la sua operatività e la sua azione in termini di evangelizzazione. Aspetto che in parte ‘spiegala sua scomparsa proprio in occasione dell’arrivo di Papa Francesco nel Paese.
La scomparsa è avvenuta a Bonpara, mentre stava recandosi in visita ad una chiesa in un villaggio limitrofo. La denuncia della scomparsa è stata fatta da un altro sacerdote, Subrata Purification, nella locale sede della polizia, a Baraigram. Agli atti risulta che padre William Rosario avesse partecipato agli esami nell’Istituto dove insegna, prima di tornare a casa rifocillarsi e riposarsi ed uscire nuovamente alle 15,30. Da quel momento si son perse le tracce, parenti ed amici hanno cercato ovunque senza più ritrovarlo. Da lì è scaturita la denuncia di scomparsa in Polizia.

La visita del Santo Padre in Bangladesh, ha caratteristiche e temi alla sua base alquanto differenti da quelli per i quali si è svolta in Myanmar. Nella ex Birmania, infatti, le aspettative della Comunità internazionale erano concentrate essenzialmente sul ruolo che Papa Francesco possa svolgere -in termini diplomatici e pacificatori- circa la drammatica condizione nella quale versa la minoranza islamica dei Rohingya, cercando di dare soccorso e sostegno ad una campagna internazionale, ONU compresa, a salvaguardia dei Diritti Umani e la libertà di credo anche per le minoranze. I riflettori dell’attenzione mondiale, infatti, a seguito della persecuzione in atto contro i Rohingya hanno seguito costantemente i movimenti di papa Francesco e soppesato ogni singola parola detta in tal proposito, non solo dallo stesso Papa, ma anche da Aung San Suu Kyi e dalla intera rappresentanza del corpo diplomatico e militare del Myanmar.

Nel caso del Bangladesh, invece, non si tratterà solo dellafrontieradel Cristianesimo in terre non-cristiane (buddhista nel caso del Myanmar, islamica nel caso del Bangladesh), in quanto il Bangladesh è anche uno dei maggiori centri di produzione a basso costo a livello planetario, è il Paese da 83 centesimi al giorno.
Se la Cina è, de facto, la fabbrica del Mondo, il Bangladesh allora, è, più nello specifico, il suo comparto tessile. I maggiori Marchi del settore abbigliamento, accessori, sport, scarpe (soprattutto snikers) vedono nel Bangladesh il luogo di maggior concentrazione di opifici e fabbriche che producono per la fame tessile dell’intero Pianeta. Ma soprattutto, risponde a quell’esigente appetito globale con una manodopera con il costo irrisorio pro-capite che è una forma didebt trapnella quale l’intero Bangladesh è detenuto ormai da anni.

Spesso le grandi firme ed i marchi più famosi a livello mondiale, chiudono un occhio sui metodi adottati in Bangladesh, sono poco interessati al fatto che vengano messi al lavoro anche i minori, poiché il maggior tema di loro interesse è lo strenuo abbattimento dei costi di produzione. Poiché nelle Nazioni di origine per evidenti motivi questo non è possibile, risulta appetibile investire creando opifici e fabbriche in Bangladesh, con sistemi di tassazione estremamente vantaggiosi e con costo-lavoro talmente basso che certo non ce lo si può consentire in Unione Europea o negli Stati Uniti. Ma c’è di più: i costi di produzione e del costo-lavoro in Bangladesh sono così bassi da risultarecompetitorche mette in difficoltà (avvitandosi ulteriormente verso il basso) persino Paesi quali Vietnam e Cina.

Il Bangladesh è poi territorio-cerniera anche in ambito religioso. Proprio a luglio scorso, uno dei più importanti e riconosciuti leader religiosi musulmani del Bangladesh, Allama Majharul Islam, aveva preannunciato la consegna di una fatwa contro i terroristi islamici e gli estremisti firmata da 100.000 imam. Allama Majharul Islam è Grand Khatib (Grande Custode) della Amber Shah Shahi Mosque nella zona di Kawran Bazar nella Capitale Dhaka. E dirige un grande gruppo inter-religioso che promuove il dialogo tra le varie confessioni religiose, proprio perché il Bangladesh è, sì, in prevalenza musulmano, ma ha al proprio interno varie minoranze di altre forme di credo, il che spiega la particolare attenzione verso la drammatica condizione nella quale oggi versa la minoranza musulmana dei Rohingya, a cavallo tra Myanmar e Bangladesh.
Per mano di jihadisti, a Dacca, nel 2016, nella sera del Primo Luglio, 22 civili in ristorante persero la vita, ivi comprese vittime italiane.

Nel Novembre 2014, il professor Shafiul Islam della Rajshahi University, fu massacrato a colpi di machete perché estremisti islamici affiliati al gruppo Jamaat Islami lo ritenneroapostata‘ in quanto dissentiva dall’uso del velo in classe: il professore voleva ridurre il rischio di copiare/barare in aula. Ciò fu sufficiente per la sua uccisione, agli occhi degli estremisti che lo avevano sommariamente condannato nella loro visione integralista. Il Bangladesh è soprattutto oggi scenario di azione dell’estremismo islamico, considerato una vera e propria piaga nazionale, insieme alla diffusione della povertà. Secondo gli esperti del settore, il Bangladesh sta diventando sempre più piattaforma utile alla connessione tra le frange più estremiste dei movimenti terroristici dell’Estremo Sud Est Asia con una potenziale rete Sud Est Asiatica/globale.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore