Economia Analisi

Economia: il punto

Pace fatta tra Ue e Grecia

Istat, in cinque anni è aumentato del 74% l'esborso relativo alla voce dell'acqua per l'abitazione

Grecia Bruxelles Eurogruppo - L'Indro
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Giorno dopo giorno, la questione greca diventa il perno principale di ogni discussione in Europa. L’obiettivo non è solamente il rispetto dei parametri derivante dai trattati ma anche l’aiutare un popolo in ginocchio da ormai troppi anni.

Per tale motivo, la Commissione europea per quest’anno ha messo a disposizione di Atene due miliardi di euro prelevati dalla riserva di bilancio dei fondi Ue non utilizzati. Ad annunciare tale decisione, è stato il presidente Jean-Claude Juncker al termine del vertice europeo: «I fondi non saranno trasferiti allo Stato greco, non ne rimpingueranno le casse, ma potranno essere usati per rafforzare l’azione a sostegno della crescita e della coesione sociale per fronteggiare la disoccupazione giovanile».

Come ammette lo stesso Juncker, in Grecia «c’è una crisi umanitaria che ha bisogno di un aiuto che venga dal budget europeo. Vorrei che le autorità greche li investissero in settori propizi alla crescita, per risolvere il massiccio problema della disoccupazione giovanile e per aiutare le Pmi. Spero che il denaro venga usato nel miglior modo possibile».

La decisione presa dalla Commissione europea, è alquanto inattesa ma forse deriva dalla volontà nel credere che realmente stavolta il governo greco formuli un pacchetto concreto di riforme strutturali. Ottimista è sembrato nel post-vertice il primo ministro greco, Alexis Tsipras, che ha detto: «È responsabilità sovrana del governo greco decidere le riforme necessarie e il loro contenuto è affare del governo greco. Non abbiamo discusso del contenuto delle riforme e non è stata esercitata nessuna pressione. Va tutto ben. E sul breve termine non ci sono problemi di liquidità. Questo governo greco cerca di fare il meglio per i greci, gli chiedo di esser fiduciosi e di confidare nel governo. Restiamo calmi, chi fa giochi sulle nostre banche e sul nostro sistema finanziario, chi cercherà di minarlo, fallirà. Penso che i greci non diano più retta a chi cerca di spaventarli».

Tsipras, sul finire delle dichiarazioni, ha dovuto anche smentire alcune voci in merito alle tensioni sul suo ministro delle Finanze, Varoufakis: «Il governo funziona in modo collettivo, non ci sono strategie personali e da parte dei partner Ue non c’è stato nessun accenno a questo tema. Non posso nemmeno immaginare che Merkel o Hollande possano dire che il governo greco deve cambiare il suo ministro delle finanze».

Sembrerebbe esclusa quindi l’ipotesi di uscita dall’Euro da parte della Grecia, ma sempre a patto che il governo ellenico faccia il suo dovere in materia di riforme. E’ della stessa opinione la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha detto: «Ciò che dobbiamo fare è lavorare perché la Grecia stia nell’euro e per questo lavoriamo nel quadro concordato che deve essere attuato, questo è oggi l’essenziale».

Intanto in Grecia si è registrato un fatto inedito. Due turisti tedeschi, in vacanza sulle coste dell’Egeo, che dopo aver letto sulla stampa dell’ennesimo ‘no’ di Berlino sulla questione  del risarcimento dei danni di guerra causati dai nazisti alla Grecia, hanno deciso che almeno loro avrebbero fatto la loro parte. Hanno calcolato quanti soldi deve ogni cittadino tedesco ad Atene (875 euro), hanno firmato un assegno per quella cifra e si sono presentati dal sindaco di Nauplia per onorare il proprio debito. I due, pensionato lui, impiegata con un lavoro part-time lei, si sono persino scusati per la cifra, spiegando ad un giornale tedesco che più di questo non potevano dare.

Sembra invece non trovar pace l’Italia. Nella giornata di oggi, a recar danno agli italiani, è lo sciopero delle compagnie aeree indetto dalle varie sigle sindacali. Gli scioperi nazionali in programma sono tutti di otto ore, nella fascia compresa tra le 10 e le 18: quello proclamato dalla sigla sindacale autonoma Unica per il personale dell’Enav e l’agitazione del personale navigante (piloti e assistenti di volo) di Alitalia, indetto da Uilt e Uil/Anpav. Secondo Marco Veneziani, responsabile trasporto aereo della Uiltrasporti, i voli Alitalia cancellati in tutto il Paese a causa dello sciopero sono stati 285. Solo a Fiumicino risulta per ora la cancellazione di oltre 200 voli tra partenze ed arrivi.

Le notizie negative per il Bel Paese non sembrano finire qua. Secondo l’Istat, l’esborso relativo alla voce dell'”acqua per l’abitazione principale”, che ovviamente include tutti gli usi domestici, mostra una crescita sostenuta negli ultimi cinque anni (+74%), passando dai 12,16 euro del 2008 ai 21,18 euro del 2013. Sempre dai dati dell’Istituto nazionale di statistica, emerge che la spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di acqua minerale si è attestata nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. Quindi, si tratta di quasi la metà di quella sostenuta per il servizio di acqua per l’abitazione.

Sempre secondo l’Istat, è migliorato il giudizio delle famiglie sull’erogazione d’acqua nelle loro abitazioni. Infatti, il numero di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio è diminuita, passando dal 14,7% nel 2002 all’8,6% nel 2014. Si è inoltre registrato un calo della percentuale della famiglie che non si fidano dell’acqua di rubinetto: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).

In un contesto politico ed economico del genere, le Borse europee hanno registrato nella giornata di oggi risultati positivi. Chiude  in rialzo Piazza Affari con l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,63% a 23.176 punti. Bene anche la Borsa di Parigi che termina la seduta in deciso rialzo con l’indice Cac-40 sale dell’1% a 5.087,49 punti. Positiva anche la giornata per la Borsa di Francoforte che chiude la seduta in progresso dell’1,18% con l’indice Dax ritorna sopra i 12mila punti a 12.039,37 punti. Infine, buoni risultati anche per la Borsa di Londra con l’indice Ftse-100 sale dello 0,86% a 7.022,51 punti.

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