mercoledì, agosto 22

Oxfam sempre più nella bufera Alfano: 'Abbiamo sconfitto l'Isis, ma impediamo che ritorni'. Tensione alle stelle tra Grecia e Turchia nel Mar Egeo

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Nuove accuse, nello scandalo sessuale di Oxfam, colpiscono il capo dell’organizzazione umanitaria, Mark Goldring. Il ‘Times‘ lo accusa di essere stato messo a conoscenza di altri abusi segnalati dall’ex garante interna per la tutela delle norme di comportamento Helen Evans, ma di averli ignorati. Ieri si era dimessa la numero due dell’organizzazione, Penny Lawrence.

«Non c’è nulla di più vergognoso di un predatore sessuale che usa come copertura una catastrofe per sfruttare i vulnerabili nei loro momenti più indifesi, quanto accaduto è una violazione della decenza umana basilare», ha detto il presidente di Haiti, Jovenel Moise in merito allo scandalo Oxfam.

«Abbiamo sconfitto l’Isis e abbiamo liberato dal giogo jihadista almeno 8 milioni di persone». Ora inizia «la fase cruciale della nostra missione»: impedire in ogni modo il rischio che il sedicente Stato islamico ‘ritorni’. «Possiamo far di più: condividere informazioni di intelligence, per esempio per impedire che i foreign fighters tornino, tagliare tutte le possibili risorse per il finanziamento». A dirlo, il ministro Angelino Alfano durante l’ intervento alla ministeriale della Coalizione anti-Isis in corso a Kuwait City, organizzata dal Kuwait con la co-presidenza dell’ Onu, rappresentata dal segretario generale Antonio Guterres, e dell’Ue.

Tensione alle stelle tra Grecia e Turchia nel Mar Egeo, dove la scorsa notte una pattuglia della guardia costiera di Ankara ha speronato un mezzo dei guardacoste greci nei pressi degli isolotti disabitati di Imia (Kardak in turco), sotto il controllo della Grecia ma rivendicati dalla Turchia e su cui nel 1996 si sfiorò un conflitto tra i due Paesi.

 

In Sudafrica, il segretario generale del partito di governo sudafricano Anc, Ace Magashule, ha annunciato che il Comitato esecutivo nazionale ha deciso di revocare il presidente Jacob Zuma, ormai screditato dagli scandali. Il segretario ha inoltre rivelato che Zuma aveva accettato di dimettersi ma ha chiesto di restare in carica ancora alcuni mesi, una condizione che il partito ha rifiutato.

«Il rischio di conflitti nel mondo, compresi quelli tra le grandi potenze, non è mai stato così elevato dalla fine della guerra fredda»: dal Congresso americano è il Direttore dell’intelligence nazionale, Dan Coats, ha lanciare l’allarme. Secondo Coats, Cina e Russia cercheranno di espandere sempre di più in maniera aggressiva le loro sfere di influenza. Poi la conferma che Mosca sta influenzando le campagne elettorali nel mondo occidentale in vista delle elezioni previste nel 2018 negli Usa e in Europa.

In GermaniaMartin Schulz nel corso di uno statement al termine del direttivo della Spd nella sede del partito socialdemocratico ha annunciato le sue dimissioni immediate. «Abbiamo raggiunto un buon contratto di coalizione. Ho letto in un rapporto di un istituto che abbiamo raggiunto il 70% del programma elettorale», ha detto.

Chi non si dimette è il premier israeliano Benyamin Netanyahu dopo la richiesta di incriminazione per corruzione da parte della polizia. Netanyahu ha respinto tutte le accuse della polizia nei suoi confronti che ha raccomandato la sua incriminazione per corruzione in due casi. «Siccome io so la verità, tutto si concluderà con un nulla di fatto. Non è la polizia che decide, ma la magistratura», ha affermato.

Il ministro degli Esteri olandese, Halbe Zijlstra, si è dimesso dal suo incarico dopo aver ammesso di aver mentito su un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Zijlstra aveva affermato di aver partecipato ad un incontro nel 2006 nel corso del quale Putin aveva detto che considerava la Bielorussia, l’Ucraina e il Baltico come parte di una Grande Russia. Ieri la smentita.

L’ex presidente georgiano Mikhail Saakashvili, espulso ieri dall’Ucraina, ha annunciato che continuerà a incoraggiare gli ucraini a manifestare contro il governo anche dalla Polonia, dove è arrivato ieri: «Ci saranno milioni di persone che scenderanno in strada a protestare».

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