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Obama – Renzi: un rapporto ‘speciale’, reciprocamente

Incontro USA-Italia: i due Presidente a confronto guardando a Bruxelles

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«Il nostro Paese è ospite dell’ultima cena di Stato del Presidente Obama», «l’ultima cena di Stato di Barack Obama, dedicata all’Italia. In otto anni ne ha fatte solo 12. E proprio l’ultima ha scelto di dedicarla all’Italia»,   «è un fatto simbolico, non personale, è il riconoscimento da parte del nostro amato e principale alleato di quanto può essere forte un’amicizia, un rapporto», così il Premier Matteo Renzi, ieri, prima di partire per gli States, per la cena della quale da settimane si sta parlando. L’’Italia ha un potenziale immenso, ha proseguito, e va sviluppato, e il gesto simbolico dell’invito di Obama lo dimostra. «Considero Obama un grande leader e penso che tanti lo ricorderanno come un grande Presidente». Alla serata tricolore, al tavolo con Barack Obama e Renzi: Fabiola Gianotti, Direttrice generale del CERN, Paola Antonelli, curatrice del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa, Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa, Bebe Vio, giovane campionessa paralimpica, lo stilista Giorgio Armani,  il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone e poi Roberto Benigni e Paolo Sorrentino. «Abbiamo costruito una delegazione che mostrasse un volto appassionato e competente dell’Italia di oggi», ha commentato il Premier.

«Il rapporto tra Stati Uniti e Italia non è mai stato così stretto», ha più volte sottolineato Matteo Renzi, parlando dell’appuntamento di oggi alla Casa Bianca, momento clou di una 24ore a Washington ricca di appuntamenti. La cena è preceduta da un bilaterale tra il Premier e il Presidente americano cui seguirà una conferenza stampa. L’agenda di Renzi, che è a Washington da ieri in serata, prevede anche una serie di incontri con istituzioni finanziarie, culturali e economiche italiane e americane e poi, nella giornata di domani, mercoledì, una serie di eventi, e tra questi il più importante è l’intervento alla John Hopkins university. L’evento ha come tema le relazioni trans-atlantiche, la sicurezza globale e il futuro dell’Unione europea. I fari, comunque, saranno tutti puntati sulla cena di Stato di martedì.

Una opportunità per Usa e Italia, così l’ha presentata la Casa Bianca la giornata di oggi, per celebrare la profondità e l’ampiezza della relazione «e per uno scambio di vedute sul futuro dell’Europa e per far avanzare la cooperazione attraverso una serie di interessi condivisi, dalla sfida del cambiamento climatico e della crisi globale dei rifugiati alla promozione della sicurezza globale e della crescita economica inclusiva».
Renzi, che fa della politica economica espansiva di Obama un punto di riferimento, specie in contrapposizione a quello che il Premier ha definito il ‘frenetico immobilismo’ dell’Europa, alla Casa Bianca  arriva con la nuova legge di Bilancio sintetizzata con lo slogan ‘meno tasse e più diritti’ e con la quale, si è detto sicuro il Premier, «la crescita sarà più corposa dell’1%».
L’economia espansiva, la crescita inclusiva, gli investimenti, i migranti, la sicurezza, gli equilibri geopolitici mondiali saranno dunque al centro della discussione durante la cena. Dalla NATO alla questione siriana, al terrorismo. Temi su cui sarà confermata la stretta partnership tra i due Paesi. «L’Italia è uno dei più stretti alleati degli Stati Uniti, partner fondamentale soprattutto sul fronte della politica di sicurezza», ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, annunciando la visita di Renzi.
E oggi in Italia è arrivato  l’endorsement di Obama per l’amico Matteo, attraverso una corposa intervista rilasciata in esclusiva al quotidiano ‘La Repubblica’, su tutti i temi fondamentali per questo Governo.
Circa l’immigrazione, il Presidente ha detto: «L’Italia è in prima linea nell’affrontare la crisi dei rifugiati, che è una catastrofe umanitaria e un test della nostra comune umanità. Le immagini di tanti migranti disperati, uomini, donne e bambini  che affollano piccolo imbarcazioni e annegano nel Mediterraneo, sono più che strazianti. L’Italia continua a svolgere un ruolo di leadership. La forza navale europea nel Mediterraneo, comandata dall`Italia, ha salvato la vita di centinaia di migliaia di migranti». E Obama riconosce il merito a Renzi che «si adopera per arrivare a una risposta compassionevole e coordinata alla crisi, mettendo in evidenza la necessita’ di dare assistenza ai Paesi africani da cui tanti di questi migranti provengono».
Sull’economia Obama promuove in pieno Renzi e indirettamente bocciato Bruxelles e i Paesi falchi, a partire dalla Germania di Angela Merkel: «L’economia italiana ha ricominciato a crescere. Più italiani stanno lavorando», e questo mentre «altri Paesi hanno adottato un approccio diverso. Credo che le misure di austerità abbiano contribuito al rallentamento della crescita in Europa. In certi Paesi, abbiamo visto anni di stagnazione, che ha alimentato le frustrazioni economiche e le ansie che vediamo in tutto il continente, soprattutto tra i giovani che hanno più probabilità di essere disoccupati». E Obama promette una mano: «Matteo sa bene che il progresso deve essere ancora più veloce, e un tema centrale delle nostre discussioni sarà come i nostri Paesi possano continuare a lavorare insieme per creare più crescita e occupazione su entrambe le sponde dell’Atlantico».
Altro tema caldissimo sul quale Obama si espone è quello sulle riforme: «lui sa bene che Paesi come l’Italia devono proseguire il loro percorso di riforme per aumentare la produttività, stimolare gli investimenti privati e scatenare l`innovazione», e proprio su questo dichiara di apprezzare il Presidente del Consiglio italiano, per la vision e l’ambizione: «penso che la visione e le riforme ambiziose che il primo ministro Renzi sta perseguendo siano così importanti».
Ultimo ma per nulla secondario tema: l’azione internazionale dell’Italia. La promozione è per Renzi e per il sistema Paese:  «L’Italia è un partner essenziale della nostra coalizione» ha detto Obama parlando dell’Iraq e sottolinea che «la diplomazia italiana ha avuto un ruolo importante nel processo che sta portando alla creazione del Governo di unità nazionale in Libia».

Un riconoscimento internazionale, per Renzi, da giocarsi in chiave europea, ma anche unaspintaall’interno, nel momento probabilmente più difficile della vita politica di Renzi Premier e Segretario, quello della campagna per il referendum costituzionale.

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