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Nureyev, salta l’omaggio del Bolshoi: è censura del Cremlino?

In programma l'11 luglio, è saltato tutto a pochi giorni dalla prima. Si farà, dicono, nel maggio 2018. Ma sarà davvero così?
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Era uno dei balletti più attesi di quest’anno quello in programma  l’11 luglio al teatro Bolshoi di Mosca. Si trattava dello spettacolo in onore al grande Rudolf Nureyev, e invece, a tre giorni dalla prima, tutto è stato annullato. Tutto spostato al prossimo anno, il 4 o 5 maggio. E dire che il Teatro Bolshoi non ha risparmiato spese per la preparazione di Nureyev, invitando il famoso regista Kirill Sereberennikov a preparare tutto, insieme al coreografo Yuri Possokhov.

Dalla compagnia è filtrato che non esiste alcuna pressione dal Cremlino. In particolare il direttore del teatro, Urin, ha detto che era stato chiamato dal ministro della cultura Vladimir Medinsky che gli ha chiesto come gestire le domande dei giornalisti. Dopo la conferenza, l’agenzia di stampa TASS ha riferito che il balletto è stata rinviata su ordine personale di Medinsky. In particolare una fonte vicina al ministro ha affermato: «Il Ministero della Cultura è stato oltraggiato dal fatto che la performance sembra una propaganda che promuove valori sessuali non tradizionali». Quindi il problema è l’omaggio ad un ballerino gay come Nureyev.

Fin dall’inizio era chiaro che il balletto sarebbe stato provocatorio. Nureyev è stato apertamente gay e aveva scandalosamente lasciato l’URSS nel 1961. Secondo Kommersant, il teatro aveva acquistato i diritti per l’utilizzo di una foto nuda di Nureyev come sfondo per la performance. Anche i ‘travestiti’ dovevano ballare in una delle scene, mentre gli artisti del coro sarebbero stati tutti vestiti come donne. Se la prestazione non fosse stata annullata, sarebbe di certo stato il segnale di un cambiamento generale negli atteggiamenti nei confronti degli omosessuali in Russia, nonostante la legge anti-gay sulla propaganda presso i minori di certi comportamenti.

Decisiva però la prova generale dell’8 luglio, dopo la quale Urin ha deciso di sostituire tutte e quattro le prestazioni pianificate con il Don Chisciotte, senza dare una spiegazione. Poi, a qualche giorno dall’uscita della notizia, una conferenza stampa nella quale ha spiegato che Nureyev è stato posticipato fino all’anno prossimo perché la prestazione non era pronta. Accanto a lui sarebbero dovuti esserci anche il direttore Serebrennikov e il coreografo Possokhov, ma hanno preferito declinare l’invito, segno che forse qualcosa non era come veniva descritto.

Urin ha confermato che le prove per Nureyev riprenderanno ad aprile 2018, ma c’è chi comunque parla di una performance perfettamente pronta e di difficoltà esterne che hanno portato a questo stop improvviso. Insomma pressioni da parte del governo. E allora la domanda sorge spontanea: che il Cremlino cominci a censurare anche l’arte?

Intanto il compositore del balletto Ilya Demutsky su Facebook: ha lasciato intendere che qualcosa dirà: «Non commento la cancellazione / spostamento di Nureyev. Ci sarà presto una dichiarazione ufficiale. Amo tutti coloro che vi hanno lavorato (…) Amore. È quello che sento per le 600 persone che si sono preparate per un balletto che non esisterà».

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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