martedì, agosto 21

Nuovo Governo e nuovo Ministro degli Esteri, arrivano le cannonate internazionali ‘Dissuasione preventiva’ da UE e mondo finanziario (e non solo) verso ‘I nuovi barbari’

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Diamo per scontato che a breve arrivi il nuovo Ministro degli Esteri italiano, anche se non è affatto scontato ed in ogni caso è ipotesi su cui non esorteremmo a scommettere orfani e vedove. Ma insomma il Governo del ‘Mister X’ che Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con il ‘cordiale’ aiuto di Sergio Mattarella, stanno individuando dovrà pur arrivare quanto prima nonostante le quotidiane, ed anzi ormai ‘orarie’, fibrillazioni che mettono in agitazione i politici ed ancor più i giornalisti sempre pronti a lasciarsi distrarre da ogni apparente novità come gatte in calore.

Scrivevamo ne ‘L’Editoriale de ‘L’Indro’ ‘Politica estera italiana: ‘Chi l’ha vista?’ di lunedì 7 maggio scorso (2018): «Una politica estera serve ad un Paese, ogni Paese, in generale. Tanto più ad una media potenza qual è (qual era?) l’Italia. E tanto più in una situazione europea ed internazionale quale quella che stiamo attraversando». Nella situazione data, in cui continuano a succedersi vorticosamente come in una giostra impazzita i nomi dei possibili Presidenti del Consiglio, quello del Ministro degli Esteri viene di conserva, ma resta cruciale. Tanto più perché potrebbe essere ben fondata l’ipotesi che sia proprio il leader designato del Movimento Cinque Stelle il quale, impossibilitato a raggiungere il premio massimo, si ‘accontenterebbe’ di avere la seconda poltrona più prestigiosa, ed il ruolo di Vicepresidente del Consiglio. (E parallelamente Salvini conquisterebbe il Ministero dell’Interno, e naturalmente l’altra ‘poltrona per due’ da Vicepresidente del Consiglio).

Si lavora già anche per i posti di ‘contorno’ (ma niente affatto marginali) di tutti i Ministeri: in particolare alla Farnesina la novità dell’inedita guida ‘stelleleghista’ potrebbe arrivare come un inaspettato tornado. Rompendo equilibri sclerotizzati, il che sarebbe certamente un bene. Bisogna vedere se per fare entrare aria (ed acqua, e competenza) nuova in un settore che ne ha fondamentale bisogno, o se per sostituire proprie pedine a quelle altrui. Il che sarebbe solo un «Cambiare tutto perché nulla cambi» di gattopardesca memoria. Anche se questo comparto ha una propria specificità, viste la modalità sancite per la gran parte del Corpo Diplomatico. Sulle quali, del caso, potrebbe irrompere anche la modifica delle stesse regole con cui avvengono nomine e spostamenti.  

Meritano, e meriteranno, quindi particolarmente la nostra attenzione i risvolti di quanto avviene in particolare sul fronte della nostra Politica Estera e riguardo all’Unione Europea. A maggior ragione stante la doppia fibrillazione e perplessità da parte delle Cancellerie internazionali e dei nostri partner dell’UE nei confronti di due ‘absolute beginners’, debuttanti assoluti, come i due dioscuri del prossimo Governo. ‘Debuttanti’ in proprio con responsabilità di Governo sia come persone che come forze politiche. E, riprendendo quanto dianzi indicavamo, ancor più se uno di loro andrà veramente alla guida della nostra diplomazia. Intanto l’Unione preme sull’Italia perché non cambino le politiche su debito ed immigrazione, con Salvini subito pronto a replicare indignato. Ed il ‘Financial Times’ (che in materia qualcosa conta e qualcosa, e qualcuno, rappresenta) attacca ‘I nuovi barbari dentro Roma’. Sta per arrivare il nuovo Governo, sta per arrivare il nuovo Ministro degli Esteri, ed ecco che già stanno arrivando le pesantissime ‘cannonate preventive‘ internazionali.  

Insomma il Ministero degli Esteri è uno dei bottini più appetitosi, e appetiti. Anche da insani appetiti. Pure per questo lo seguiamo (e seguiremo) particolarmente, oltre ad essere la Politica internazionale una della principali, e qualificanti, ‘mission’ dell’avventura editoriale de ‘L’Indro’. Contesto, scena e retroscena su cui già ne avvengono delle belle. Specie tra l’austero (anche se meno di una volta) Corpo Diplomatico di fronte al paventato arrivo dei ‘barbari’, campani o ‘lumbard’ che siano. Anche per questo abbiamo eccezionalmente fatto slittare di un giorno il settimanale appuntamento del lunedì con il nostro ‘L’Editoriale’, perché alcune cruciali cose si definissero. Si vanno definendo, e i furibondi attacchi di cui abbiamo appena dato conto, punta dell’iceberg di quanto sta avvenendo, ne sono la più chiara evidenza.

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