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Niente più misteri sullo sviluppo cerebrale del feto

Un gruppo di ricercatori statunitensi hanno sperimentato una nuova tecnica di monitoraggio cerebrale del feto

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Una svolta per la ricerca sullo sviluppo fetale: i ricercatori del National Institute of Biomedical Imaging and Bioengineering, finanziati dall’Università di Washington, hanno sperimentato un nuovo approccio per perfezionare l’attività di monitoraggio e di imaging cerebrale nei feti, permettendo uno sguardo migliore sulle reti funzionali all’interno del cervello e del loro sviluppo. Attraverso questo metodo innovativo, è possibile una ricostruzione quadridimensionale dell’attività cerebrale che riduce notevolmente la distorsione dell’immagine generata dal movimento. In questo modo, è possibile monitorare alla perfezione le attività del cervello del feto, anche quando quest’ultimo è in movimento. Così sarà possibile rivelare in modo approfondito i dettagli sullo sviluppo del cervello del feto e come esso è influenzato dagli stimoli esterni, arginando il problema del movimento fetale, che fino ad oggi rendeva difficile un monitoraggio preciso e accurato della vita intrauterina.
Lo studio è stato pubblicato on-line nell’agosto di quest’anno, sulla rivista Human Brain Mapping, in cui i ricercatori hanno presentato video in 4D sulle attività del fetali. Per fare questo, hanno usato la risonanza magnetica funzionale, una tecnica che rileva l’attività cerebrale in base al flusso sanguigno. Il team ha prima testato il metodo sugli adulti, chiedendo loro di muovere di proposito la testa nello scanner e cercando di monitorare con successo l’attività cerebrale nei soggetti in movimento. La ricerca ha poi scansionato 8 feti tra la 32° e la 37° settimana, creando alla fine un video in 4D, della durata di 5 minuti: una vera e propria finestra sul mondo del feto.
La tecnica potrà essere utilizzata anche per confrontare le differenze nello sviluppo del cervello nei neonati prematuri, gli effetti dell’alcool, delle droghe e dello stress durante la gravidanza e potrà stabilire se ci sono delle differenze prenatali nei bambini che vanno a sviluppare disturbi dello sviluppo neurologico, come l’autismo. Questo approccio, inoltre, prevede di studiare la placenta e come il suo sviluppo influenza il cervello del feto.
(Video tratto dal canale Youtube: wochit news)

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