mercoledì, settembre 19

Nato, Trump: ‘Aumentano le spese’. Ma tutti lo smentiscono Migranti, Conte: 'Pronta lettera alla Ue'. Brexit, May. 'Stop europei in cerca lavoro'

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«Credo nella Nato. Tutti gli Stati membri hanno concordato di aumentare le spese per la difesa a livelli mai visti prima». Donald Trump dal vertice torna a parlare bene dell’Alleanza Atlantica ed è soddisfatto dell’accordo raggiunto tra i vari membri: «Ci sarà un aumento quantificabile in 33 miliardi di dollari in più, con il contributo dei vari Paesi senza tener conto degli Stati Uniti. La Germania ha aumentato molto sostanzialmente la sua quota».

Tutti soddisfatti? Non proprio. ‘Tirata’ Angela Merkel, mentre  il premier spagnolo Pedro Sanchez ha fatto sapere che il paese sta già facendo sforzi enormi per arrivare all’1,5% e che non aumenterà ancora le sue spese per la Nato. Mentre Emmanuel Macron ha smentito il presidente Usa, affermando che «la cifra di 33 miliardi evocata dal presidente Usa corrisponde all’aumento di spesa che è già parte della strategia per centrare il target del 2% del Pil. Tutti si sono impegnati sulla traiettoria già concordata».

Altro tema caldo era quello dei migranti. E qui Donald Trump ha detto: «L’immigrazione è un tema sensibile. Guardate in Italia: Giuseppe (Conte, ndr) ha vinto le elezioni perché ha fatto una politica forte sull’immigrazione». Il premier italiano ha poi annunciato: «Sto mettendo a punto una lettera diretta Juncker, a Tusk e alle istituzioni europee per incalzare l’Europa sull’attuazione di quei principi innovativi sull’immigrazione emersi dal Consiglio europeo».  Nella lettera sui migranti «chiederò che la missione internazionale Sophia sia conformata alle conclusioni del vertice europeo di fine giugno», ha confermato Conte, che poi sulle difficoltà con Macron ha detto: «Non c’è alcuna acrimonia, alcuna particolare conflittualità, ma una chiara posizione da parte dell’Italia. Il rapporto è ottimo, però per quanto riguarda le questioni specifiche sull’immigrazione la nostra posizione è risoluta e la difenderemo in tutte le sedi».

Tornando a Trump, si è parlato anche di dazi. E il messaggio all’Europa è chiaro: «Quando inizieranno a negoziare con me, vedremo. Se non negoziano in buona fede, farò qualcosa che ha a che fare con i milioni di auto che oggi arrivano nel nostro Paese con dazi a livello zero o quasi».

«Una proposta credibile, audace, ambiziosa, ma anche pragmatica». Così il nuovo ministro britannico per la Brexit, Dominic Raab, sintetizza il contenuto dell’odierno Libro Bianco (White Paper) sui dettagli della nuova piattaforma negoziale più soft con l’Ue del governo di Theresa May, annunciato nelle sue linee principali nei giorni scorsi. L’obiettivo è una relazione su misura con Bruxelles. Intanto la May, su Fb, ha annunciato: «Non sarà più permesso alle persone di arrivare dall’Europa nella remota possibilità che possano trovare un lavoro. Accoglieremo sempre i professionisti qualificati che aiutano la nostra economia a prosperare, dai dottori alle infermiere, agli ingegneri e agli imprenditori ma, per la prima volta da decenni, avremo il pieno controllo dei nostri confini».

Chiudiamo con la Siria, dove le truppe governative hanno conquistato Daraa, culla della rivolta del 2011, dopo la resa dei ribelli e l’ingresso in città.

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