lunedì, ottobre 23

Nasce in Europa il giusto processo penale minorile

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Il processo penale per i minori è una svolta storica nella legislazione dell’Unione europea e un atto di maturità che introduce per la prima volta nella storia dell’Ue una disciplina specifica per i procedimenti penali nei confronti di minori”. Lo ha detto Caterina Chinnici, figlia del giudice vittima della mafia Rocco Chinnici, che vede così coronate da successo le sue fatiche  come relatrice di questo dossier delicato. “Nel risultato raggiunto” ha detto Chinnici, “si riflette in buona parte l’esperienza del sistema italiano. Esso è frutto di un ampio dibattito al quale hanno contribuito con sensibilità e idee sia gli attori istituzionali che le parti sociali. E’ un risultato di cui possiamo essere orgogliosi”.

L’approvazione della direttiva sulle garanzie procedurali per i minori penalmente indagati o imputati è stata data a larga maggioranza (613 voti a favore, 30 contrari e 56 astensioni) dagli europarlamentari al termine di negoziati trilaterali tra Commissione europea e Consiglio condotti dall’europarlamentare siciliana. (Il suo intervento in plenaria lo potrete trovare qui)

Perché la direttiva diventi legge europea definitiva servirà ora un ultimo breve passaggio dinanzi al Consiglio dei ministri europei. Dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee,  i Paesi membri avranno 36 mesi per recepirla nella loro normativa nazionale.

Secondo la Commissione europea la legge interessa in Europa circa un milione di minori che ogni anno hanno problemi con la giustizia e le forze dell’ordine (il 12% del totale di coloro che vengono processati ogni anno in Europa).

Il progetto di direttiva europea venne lanciato in seguito alla pubblicazione di una Comunicazione della Commissione europea il 15 febbraio 2011 da cui emergeva la mancanza di dati ufficiali affidabili e comparabili sulla situazione dei minorenni  coinvolti in procedure giudiziarie (sia come attori che come vittime, ma anche come testimoni). Per inquadrare la Comunicazione vennero utilizzate le linee guida del Consiglio d’Europa, Lo studio che ne risultò servì ad offrire informazioni concrete sul ruolo dei minori (al di sotto dei 18 anni) nelle procedure giudiziarie penali, civili e amministrative nei 28 Paesi dell’Ue.

Nel commentare l’avvenuta adozione della direttiva, l’Onorevole Caterina Chinnici ha spiegato che “il testo è un catalogo di diritti e garanzie minime che colma le attuali distanze tra gli ordinamenti nazionali e delinea, almeno nei tratti essenziali, un modello europeo condiviso di giusto processo minorile in cui possa realizzarsi l’equilibrio tra l’esigenza di accertare i fatti di reato, con le relative responsabilità, e quella di tenere nella dovuta considerazione le vulnerabilità e gli specifici bisogni dei minori”.

In questo modo, ha aggiunto Chinnici, “il superiore interesse del minore è posto al centro del sistema giudiziario penale. La direttiva fissa importanti punti fermi tra i quali la necessaria assistenza di un difensore, da me fortemente voluta e finora non sempre prevista dalle legislazioni interne, ma anche il diritto del minore alla valutazione individualizzata, la formazione specialistica sia dei magistrati che degli altri operatori coinvolti nel procedimento, e ancora il principio della detenzione separata rispetto ai maggiorenni”. Ed ha concluso: “Credo che l’applicazione delle nuove regole contribuirà anche al reinserimento sociale dei minori che hanno problemi con la legge e alla prevenzione delle recidive. Si compie inoltre un importante passo verso l’armonizzazione normativa e verso l’ampliamento dello spazio europeo di giustizia, che favorirà il mutuo riconoscimento delle decisioni giurisdizionali tra i paesi membri dell’Unione”.

Anche la Commissaria europea responsabile per la giustizia Vera Jourova ha commentato, in una conferenza stampa con l’On. Caterina Chinnici, i contenuti del provvedimento spiegando che “i minori hanno bisogno della massima protezione possibile nell’ambito di un procedimento penale anche per aiutarli a comprendere al meglio sia la legge che i propri diritti. La direttiva prevede quindi salvaguardie relative a tutte le fasi procedurali” .

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