lunedì, ottobre 23

Musica dalla Calabria: i cantanti più famosi di oggi e di ieri Prosegue il nostro viaggio nella tradizione musicale italiana

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La musica popolare calabrese ha subito l’influenza delle varie etnie presenti nei secoli sul territorio, oltre che l’appartenenza al Regno delle Due Sicilie, a cui si deve gran parte della ricchezza culturale del Sud Italia. Una grande eredità artistica, che trova oggi testimonianza grazie alla presenza di numerosi e prestigiosi centri di rappresentazione, come il Teatro Rendano di Cosenza, il Teatro Politeama di Catanzaro, il Teatro Cilea di Reggio Calabria e il Conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia. Tra gli strumenti che appartengono alla folclore di questa terra, troviamo la Lira, il Mandolino, la Zampogna, l’Organetto, la Raganella, il Fischietto, la Zumbettana e il Tamburello.

Tipica sonorità di questa tradizione musicale è la tarantella calabrese, detta anche tirantella, che rispetto alle altre regioni si differenzia per il ritmo e il tipo di ballo abbinato, caratterizzato da passi doppi e ondeggiati. L’origine di questa danza deriva dall’antica Magna Grecia, influenzata successivamente da contaminazioni medioevali, che hanno contribuito a farla diventare una delle espressioni folcloristiche più conosciute del meridione. Il canto popolare calabrese affonda le proprie radici nelle celebrazioni e nelle commemorazioni dei matrimoni, dei battesimi e delle altre feste comandate, che da sempre accompagnano le fasi della vita di ogni individuo. Il maggiore veicolo di trasmissione della musica popolare è sempre stato il passaparola, attraverso l’attività nomade dei cantastorie. Negli ultimi decenni assistiamo alla riscoperta di queste antiche memorie da parte dei giovani, che si avvicinano a questo tipo di sonorità attraverso la tecnologia e il web.

Oggi la musica folk calabrese vive un nuovo momento di splendore grazie all’ausilio di diversi gruppi che rendono omaggio a questa longeva attività tradizionale, tra cui segnaliamo: i Kalamu, gli Hantura, i Re Niliu, gli Agorà, i Calabria Logos, i Bunarma, i Briganti della Sila, i LiraBattente, i Konsentia, Il Parto delle Nuvole Pesanti, i Xicrò, i Mattanza, i QuartAumentata, i Lisarusa, i TaranProject, i Nistanimera, i Calabruzi, i Ragainerba, i Versud, i Sabatum Quartet, i Cumelca e i Paideja, band crotonese tutta al femminile che si è presentata tra le nuove proposte del Festival di Sanremo nel 1994 con “Propiziu ventu”, l’unico brano cantato in dialetto calabrese nella storia dell’illustre manifestazione ligure.

Ancorato alle proprie radici anche Otello Profazio, cantastorie di Rende che a partire dagli anni ’60 ha reinterpretato molte canzoni appartenenti alla tradizione popolare calabrese, tra tutte “Calabrisella mia” che possiamo considerare un po’ come l’inno di questa regione. Il primo ad esportare questo genere nel mondo è stato Antonio Ragusa, in arte Tony Vilar, emigrato in Argentina negli anni ’50 ma rimasto legato musicalmente alle proprie origini, proprio come Rocco Granata, trasferitosi in Belgio e conosciuto a livello internazionale grazie alla celebre “Marina”.

Sempre per quanto riguarda la musica pop, sono numerosi gli artisti che hanno dimostrato un profondo attaccamento a questo territorio, tra i primi ricordiamo Mino Reitano, indimenticato cantautore scomparso nel 2009 che, da un paesino in provincia di Reggio Calabria, emigrò prima in Germania e poi in Lombardia, senza mai dimenticare le proprie umili origini, un ricorrente riferimento che ritroviamo nelle sue più celebri canzoni, come “Calabria mia” e “Gente di Fiumara”.

A Bagnara Calabra, invece, sono cresciute le sorelle Bertè, Loredana e Domenica, quest’ultima meglio conosciuta con lo pseudonimo di Mia Martini. Seppur la loro è stata un’infanzia travagliata, a causa dei difficili rapporti interfamiliari, le due artiste sono rimaste sentimentalmente molto vicine ai luoghi che hanno caratterizzato la loro infanzia: «Le mie radici sono tutto per me», amava raccontare Mimì, «rappresentano la mia sola sicurezza, l’unica cosa certa della mia vita. Ho sempre nel cuore il rione Marinella di Bagnara, il sapore del mare, la visione meravigliosa dello Stretto, l’immagine della pesca notturna con le lampare, l’incredibile caccia al pescespada. Tornare in Calabria è come tornare da mia madre o da mio padre».

Sono davvero numerosi gli artisti nati in questa regione che meritano di essere citati: da Mimmo Cavallaro a Flavia Fortunato, cantante che ha collezionato ben sei presenze al Festival della canzone italiana, passando per Alex Damiani, Mimmo Audino, Valentino Santagati, Salvatore Megna, Francesca Loria, Angelo Furfaro, Enzo Laface, Danilo Montenegro, Andrea Naimo, Franco Pontoriero, Salvatore Tripodi, Flora Gallo, Chiara Grillo, i Bruzi (complesso beat in voga negli anni ’60), il gruppo punk dei Duff, il rock progressivo dei JetLeg, la band reggae dei Kissusenti, il duo Laganà, il gruppo cosentino tutto al femminile de Le Rivoltelle, il noto direttore d’orchestra Nicola Sgrò e Annalisa Panetta, in arte Lisa, conosciuta al grande pubblico per due positive partecipazioni sanremesi, nel 1998 con “Sempre” e nel 2003 con “Oceano”, che con i suoi brani ha riscosso successo anche all’estero, in modo particolare in Francia e negli Stati Uniti.

Diverse le star internazionali che possiedono origini calabre, tra cui segnaliamo Alicia Keyes, Tony Bennet, Don Cornell, Gabriella Climi, Alessia Cara, Steven Tayler degli Aerosmith e Dalidà, nata in Egitto in una comunità italiana da genitori originari di Serrastretta, piccolo borgo in provincia di Catanzaro, diventata una delle artiste più famose al mondo dopo essersi trasferita a Parigi.

Tra le nuove leve, invece, segnaliamo il cantautore cosentino Brunori Sas, la talentuosa ugola rossanese Verdiana Zangaro, l’interessante ed eclettico artista catanzarese Eman, il giovane compositore e direttore d’orchestra crotonese Franco Eco, il gruppo hip hop dei Gente Guasta e il rapper Mirko Felice, conosciuto con il nome d’arte di Kiave. Tra i maggiori rappresentanti della melodia di questa prolifica regione, troviamo il pianista e cantautore crotonese Sergio Cammariere, che attraverso la sua musica riesce e trasmettere suoni, immagini e sapori della sua splendida terra.

Per concludere, non possiamo non citare Rino Gaetano, compianto cantautore considerato come una delle ultime maschere della musica leggera italiana, un artista che continua a vivere attraverso le sue canzoni amate da più generazioni, riscoperte recentemente anche dai giovanissimi, impresa che riesce soltanto ai più talentuosi musicisti precursori dei tempi.

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