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L'analisi

Mosul, l’incognita delle armi chimiche

Gas mostarda e clorina nell'arsenale dell'Isis, chi ci metterà le mani dopo la caduta di Mosul?

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La battaglia per Mosul è cominciata, si contano i giorni che restano all’Isis in Iraq: 30.000 uomini avanzano sulla città contro 8.000 miliziani asserragliati tra un milione e mezzo di civili. Sul campo ci sono anche le forze speciali statunitensi, inglesi e francesi. L’euforia del Primo Ministro del Governo iracheno, Haydar Jawwād al-Abādī, è alle stelle: Mosul cadrà, è solo una questione di tempo. Eppure, nella lunga attesa che ha preceduto l’attacco alla roccaforte degli uomini del califfato, un appello sembra essere passato quasi inosservato. Il 4 ottobre le forze dei Peshmerga curdi si sono rivolte al Segretario di Stato per la Difesa del Regno Unito, Michael Fallon, chiedendo urgentemente maschere e attrezzature per la protezione dagli attacchi chimici. Lo hanno fatto con una lettera scritta da Karwan Jamal Tahir, l’alto rappresentante dei curdi nel Regno Unito, in cui ricordavano che i Peshmerga avevano già subito 19 attacchi chimici da parte dell’Isis. Colpi di mortaio e razzi carichi di clorina e gas mostarda: una miscela fabbricata dagli uomini dello Stato Islamico, non letale, ma sufficiente a creare danni irreparabili. Il 10 ottobre l’agenzia iraniana ‘Fars News‘ parlava di forze speciali inglesi presenti a Mosul in assetto di guerra con l’attrezzatura completa per resistere a un attacco chimico.

Non è una novità. È dall’inizio del 2016 che la coalizione a guida statunitense è impegnata a distruggere le fabbriche e i depositi di armi chimiche dell’Isis nei pressi di Mosul. La svolta arriva nel febbraio del 2016, quando le forze speciali americane catturano, nel nord dell’Iraq, Sulayman Dawud al-Bakkar, l’uomo che aveva sviluppato le armi chimiche e batteriologiche per Saddam Hussein, passando poi all’Isis. Sulayman, dopo la cattura, parla, rivelando nei dettagli, il programma chimico dell’Isis, concentrato a Mosul.

L’ultimo attacco aereo americano agli impianti di armi chimiche del Califfato risale al 12 settembre: i bombardamenti colpiscono un ex stabilimento farmaceutico, che fungeva anche da quartier generale dell’Isis. Lo stabilimento si trovava nei pressi di Mosul. Il comandante del Comando Centrale delle forze aeree americane, Jeffrey Harrigian, subito dopo l’attacco dichiara misteriosamente che non c’è alcuna certezza su quali prodotti chimici fossero presenti nell’impianto. Una settimana dopo, il 20 settembre, lo Stato Islamico attacca la base militare di Qayyara, a sud di Mosul: utilizza razzi carichi gas mostarda, apparentemente senza fare vittime. La base era occupata da truppe americane e irachene impegnate nella riconquista della zona di Mosul.

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