mercoledì, agosto 22

Molestie e abusi: dopo Oxfam, ecco Medici Senza Frontiere Sudafrica: il parlamento eleggerà il nuovo presidente già domani. Turchia: raid contro il Pkk in Iraq

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Lo scandalo Oxfam si allarga anche a Medici senza Frontiere. L’organizzazione ha reso noto che nel 2017 ha ricevuto segnalazioni su 40 casi di molestie molestie nelle proprie strutture, 24 dei quali di abusi sessuali, che sono stati identificati da indagini interne dell’organizzazione. 19 persone sono state licenziate, mentre gli altri membri del personale sono stati sanzionati in altri modi.

Ma Medici senza Frontiere puntualizza: «La nostra leadership si è impegnata inequivocabilmente a combattere gli abusi». E fa notare come nel 2017 ci fossero più di 40.000 membri dello staff che lavoravano sul campo e ci sono stati 146 reclami o segnalazioni di reclami riguardanti «abuso di potere, discriminazione, molestie e altre forme di comportamento inappropriato».

In Sudafrica, il parlamento eleggerà il nuovo presidente già domani. A confermarlo Jackson Mthembu, un alto responsabile dell’Anc, il partito di governo. Il parlamento rimuoverà Zuma dall’incarico con un voto di sfiducia, a meno che il presidente non si dimetta prima, e poi eleggerà un nuovo capo di stato immediatamente dopo il voto di sfiducia. A succedergli Cyril Rmaphosa.

Proseguono i raid dell’aviazione turca contro obiettivi del Pkk in nord Iraq. I jet di Ankara hanno bombardato postazioni curde nelle regioni di Sinath-Haftanin, Metina, Gara e Avasin-Basyan, distruggendo almeno 8 obiettivi.

Fermare la Brexit sarebbe uno «sbaglio disastroso che porterebbe a sentimenti di tradimento permanenti e inestirpabili». A dirlo il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, che prende atto dei tentativi di rovesciare il risultato del referendum da parte della campagna ‘Remain’: «Temo che qualcuno stia diventando sempre più deciso a fermare la Brexit, a rovesciare il voto referendario del 23 giugno 2016… Noi non possiamo e non permetteremo che questo accada». E ribadisce: «La Brexit non è motivo di paura, ma di speranza».

Oggi intanto la UE ha annunciato lo stanziamento di 400 milioni di euro alla Conferenza per la ricostruzione dell’Iraq, in corso a Kuwait City. Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, ha ricordato che negli ultimi tre anni l’Unione e gli Stati membri hanno investito 3,5 miliardi di euro a sostegno della popolazione irachena. «L’Iraq oggi ci dà speranza. Solo tre anni fa l’Isis sembrava fosse impossibile da fermare. Ora siamo a un nuovo inizio», ha ricordato la Mogherini.

Dagli Usa invece tutto tace. Il responsabile statunitense, sottolineando che a Washington guardano con attenzione al governo di Haider al Abadi e sono pronti a sostenerlo, ha ricordato che dal 2014 ad oggi sono 15 i miliardi di dollari investiti in Iraq a vario titolo.

Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, invece è tornato sul mondo di Internet: «Il bilancio comunitario prevede una diminuzione dei fondi a causa della Brexit, si dovranno cercare risorse proprie, per esempio dal costo alla lotta all’inquinamento e tassando a livello europeo i giganti del web. E’ inaccettabile che Google e Amazon non pagano tasse. E’ giusta una tassa europea sui giganti del web che non pagano tasse, non creano lavoro e portano i loro introiti altrove».

Negli UsaDonald Trump ha nominato alla guida della National Security agency (Nsa) il generale Paul Nakasone, 54 anni, leader dell’Army’s digital warfighting arm, l’unità cibernetica dell’esercito. Nakasone  sostituirà Mike Rogers, che aveva annunciato il suo ritiro per la primavera dopo un mandato di quasi quattro anni. Ora servirà solo l’ok definitivo del Senato.

In Israele fa ancora discutere l’indagine della polizia nei confronti di Benyamin Netanyahu. Secondo il premier «è piena di buchi, come una groviera». Poi ha confermato: «Voglio rassicurare i cittadini che il governo di coalizione è stabile. Nessuno, né io né altri, progetta di andare ad elezioni anticipate. Continueremo a lavorare fino alla fine del mandato».

«Spero che il giornalista Deniz Yucel (detenuto da un anno in Turchia, ndr) sarà liberato presto. Credo che ci sarà presto qualche sviluppo». Lo ha detto il premier di Ankara Binali Yildirim, in un’intervista alla tv tedesca ‘ARD‘, alla vigilia del suo incontro in Germania con la cancelliera Angela Merkel.

Chiudiamo con la Germania, perché il governo vorrebbe offrire temporaneamente il trasporto pubblico locale gratis contro l’inquinamento dell’aria. A confermarlo il portavoce dell’esecutivo Steffen Seibert, a proposito della lettera inviata dal ministero del’Ambiente tedesco a Bruxelles, sulla possibile sperimentazione in 5 città dei mezzi pubblici gratuiti.

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