giovedì, giugno 21

Migranti: pace tra Italia e Francia Usa e Cina: 'Sanzioni contro la Corea del Nord devono essere tolte solo dopo la denuclearizzazione'

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha «sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l’obiettivo di offendere l’Italia e il popolo italiano»: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo, che cita un colloquio telefonico di ieri sera con il premier Giuseppe Conte. In particolare Macron  ha detto di «aver sempre difeso la necessità di una maggiore solidarietà europea con il popolo italiano. L’Italia e la Francia devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per condurre una politica migratoria efficace con i Paesi d’origine e di transito, attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e attraverso un meccanismo europeo di solidarietà e di assistenza dei rifugiati». Confermato quindi con questo parziale il ritorno alla normalità tra i due Paesi, con il premier Conte che incontrerà proprio domani il presidente francese.

In mattinata il ministro degli Esteri Enzo Moavero aveva ribadito: «La questione migranti va affrontata dall’Europa, non possiamo avere un’Unione Europea latitante su una questione che riguarda tutti e non da oggi. L’Italia, nel corso di questi anni ha fatto sempre il suo dovere e continuerà a farlo ma la questione va affrontata dall’Europa perché è una questione europea».

Dall’Ue il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker invece lancia un appello: «Sull’immigrazione sono per soluzioni europee e contro soluzioni nazionali. Ma non possiamo e non dobbiamo aspettare per sempre per avere queste soluzioni europee». L’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini invece si dice preoccupata: «C’è un problema di rifinanziamento del Fondo europeo per l’Africa da cui dipendono i progetti per la Libia e per i Paesi di origine e di transito, un problema che ho sollevato varie volte con gli Stati membri e sul quale credo sia necessario attrarre l’attenzione, perché, e qui commento anche la vicenda dell’Aquarius, in mare la priorità è salvare vite, ma la vera soluzione è a terra, in Europa, con una solidarietà tra Stati, più forte ed efficace».

Mentre in Germania è in corso un duro scontro tra il ministro dell’Interno Seehofer, ‘falco’ della Csu bavarese che vuole i respingimenti subito decisi dalla Germania, e la cancelliera Angela Merkel, che invece chiede una soluzione europea.

Usa e Cina, dopo Corea del Sud e Giappone, hanno concordato che le sanzioni contro la Corea del Nord devono essere tolte solo dopo la denuclearizzazione: lo ha detto a Pechino il segretario di Stato americano Mike Pompeo nella conferenza stampa congiunta con l’omologo Wang Yi. Nel frattempo Vladimir Putin, ha invitato in Russia a settembre il dittatore nordcoreano Kim Jong-un consegnando un messaggio al presidente del Presidium dell’Assemblea popolare suprema della Corea del Nord Kim Yong-nam, che ha incontrato oggi a Mosca.

Intanto New York fa causa a Donald Trump e ai tre figli maggiori con l’accusa di azioni illegali da parte dell’ente benefico di famiglia. A depositare la denuncia il procuratore generale dello stato Barbara Underwood. L’accusa è di aver ripetutamente fatto un uso improprio dei soldi della organizzazione, come saldare alcuni creditori delle aziende di famiglia, fare di lavori in uno dei Trump golf club e organizzare eventi per la campagna 2016.

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