martedì, agosto 21

Migranti, Juncker all’Italia: ‘Soluzioni ad hoc non sono modello sostenibile’ Putin pronto ad incontrare Trump a Washington: intanto nuovi guai in vista per il presidente Usa

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«L’Italia invoca da tempo, e a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi, e gli avvenimenti di questo fine settimana hanno dimostrato un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri (Francia, Germania, Malta, Spagna, Portogallo e Irlanda) che si sono offerti di accogliere una parte dei migranti sbarcati a Pozzallo. Tuttavia queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile»: così il presidente Jean Claude Juncker nella lettera di risposta a Giuseppe Conte pubblicata da ‘Politico‘. «La Commissione è pronta a svolgere pienamente la sua funzione di coordinatrice» della cellula di crisi suggerita dal premier italiano, «ma soltanto come tappa in direzione di un quadro più stabile». Poi ha ribadito: «La Commissione non può agire che nelle sue competenze. La Commissione non ha competenze in materia di ricerca e di salvataggio, né sulla determinazione per punti di sbarco, e questo non è qualcosa che noi possiamo coordinare. Quello che possiamo fare, e che stiamo già facendo, è che una volta che le persone sono sbarcate, noi possiamo coordinarci fra gli stati membri che si offrono di prendere una parte dei migranti sbarcati».

Intanto il premier libico Fayez al-Sarraj ha ribadito alla ‘Bild‘ che il Paese è ‘assolutamente’ contrario all’idea Ue di realizzazione nel Paese strutture dove accogliere i migranti illegali che l’Unione non vuole. «Non faremo neanche accordi con l’Ue per prendere i migranti in cambio di soldi», ha detto Sarraj, che poi è tornato anche a respingere le accuse rivolte alla guardia costiera dalla Ong Open Arms, secondo la quale i libici avrebbero abbandonato in mare alcune persone: «Salviamo tutti i giorni centinaia di persone al largo delle nostre coste, ma abbiamo bisogno di supporto logistico e finanziario per essere ancora più veloci ed efficaci».

Contro la Ue anche la premier britannica Theresa May, secondo cui  le proposte avanzate finora dall’Europa per risolvere il nodo della frontiera irlandese nel negoziato sulla Brexit sono impraticabili e il governo britannico non le potrà accettare mai. La premier ha comunque promesso un confine senza barriere con l’Irlanda del Nord, ma nel rispetto dell’integrità del mercato britannico e dei legami fra Irlanda del Nord e resto del Regno Unito.

La Russia è pronta a discutere una possibile visita del presidente Vladimir Putin a Washington, dopo l’invito di Donald Trump. Lo ha reso noto l’ambasciatore russo negli Stati Uniti secondo il quale la Russia è aperta a questa possibilità. Intanto per il presidente americano nuovi guai in vista. Il suo ex legale personale, Michael Cohen, ha registrato segretamente una conversazione col tycoon prima delle elezioni del 2016. Conversazione nella quale, secondo il ‘New York Times‘, i due discutono sui pagamenti a un’ex modella di Playboy che affermava di avere avuto una storia col futuro presidente americano. E pare che l’Fbi abbia sequestrato la registrazione durante la perquisizione di uno degli uffici di Cohen.

Dopo le rivelazioni di ‘Le Monde’, in Francia l’Eliseo ha avviato la procedura di licenziamento di Alexandre Benalla, il fedele collaboratore di Emmanuel Macron, che ha picchiato un ragazzo e una ragazza durante le manifestazioni del primo maggio a Parigi. Ma il caos non si placa. Sempre secondo il quotidiano,  l’uomo aveva dal 9 luglio una dependance dell’Eliseo in uno dei quartieri più chic di Parigi.

In Israele, le Brigate Ezzeddin al-Qassam hanno avvertito il Paese che pagherà ‘un prezzo elevato’ per aver provocato ieri la morte di un suo membro, Abdel Karim Radwan, in un incidente di confine legato al lancio di palloni incendiari. Secondo la stampa locale, 142 palestinesi sono stati uccisi finora dal fuoco israeliano nel corso delle continue manifestazioni lungo il confine orientale della Striscia di Gaza. Oltre 16.496 i feriti e gli intossicati.

Chiudiamo con Singapore, perché il servizio sanitario è stato oggetto di un massiccio attacco hacker: sono stati rubati i dati di 1,5 milioni di persone, un quarto della popolazione, ed è stato preso di mira anche il profilo del primo ministro Lee Hsien Loong, in cura da tempo per un cancro. Lo hanno riferito le autorità locali.

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