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Martin Schulz: la sinistra tedesca torna sperare

Schulz potrà spezzare la maledizione dell’Spd e diventare un vero e proprio pericolo per la candidatura di Merkel al quarto mandato?
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Ieri Martin Schulz è stato eletto nuovo Presidente del Partito Socialdemocratico tedesco (Spd) con il 100% dei voti al congresso straordinario di Berlino. «Considero questo risultato l’inizio della conquista della cancelleria», ha dichiarato l’ex Presidente del Parlamento Europeo che, dopo sette anni, succede a Sigmar Gabriel, nel frattempo diventato Ministro degli Esteri.
Nell’intervento al congresso, Schulz ha illustrato il suo programma di massima per sconfiggere Angela Merkel alle elezioni del 24 settembre, «Vogliamo che l’Spd diventi il partito più forte del Paese e io voglio diventare il prossimo Cancelliere della Repubblica federale», spiegando che dovere di un Cancelliere è, «attraverso una Germania forte, tenere insieme un’Europa forte», perché «la Germania e l’Europa sono inseparabili».

L’elezione di Schulz in qualche modo è l’espressione della rinascita dell’Spd, che, negli ultimi sondaggi, dopo anni dietro i cristiano-democratici di Merkel, vengono dati in testata a testa con la CDU (Unione Cristiano-Democratica) di Merkel . E’ la prima volta che un candidato alla guida dell’Spd ottiene un simile risultato: pur accreditato alla vigilia di oltre il 90% delle preferenze, Schulz battuto il record storico fino a ieri appartenuto a Kurt Schumacher, che nel lontano 1948 prese il 99,71%. Willy Brandt, nel 1966, ottenne il 99,36%. Lo scorso dicembre Angela Merkel era stata confermata al vertice della Cdu con l’89,5% dei voti. Dal giorno dell’annuncio della corsa di Schulz alla Cancelleria i socialdemocratici sono letteralmenteesplosi nei sondaggi, posizionandosi in un testa-a-testa con la Cdu/Csu di Merkel cui non si assisteva da anni, mentre nelle rilevazioni in cui vengono messi a confronto direttamente i due candidati, l’ex Presidente dell’Europarlamento è arrivato a staccarel’ex ragazza dell’Estanche di 11 punti.

L’ex libraio barbuto e occhialuto senza un diploma di scuola superiore sembra avere delle serie possibilità di strappare la guida della Germania a Merkel, facendo crescere il suo partito nei sondaggi di oltre 10 punti percentuali in poche settimane. Schulz, fanno notare alcuni analisti tedeschi, appare esattamente per quello che è: un classico socialdemocratico, un ritorno al tempo in cui la Spd era un partito della classe operaia, guidato da persone che sapevano cos’è il lavoro, portando il partito a raccogliere tra il 30 e il 40 per cento. Schulz ha la capacità di fare appello al tedesco medio. Oratore travolgente, europeista sinceramente appassionato, il quotidiano liberale ‘Süddeutsche Zeitung’ lo ha recentemente definito un ‘politicamente corretto populista’. Tutto questo, sostiene Constanze Stelzenmüller del Brookings Institution, «è come Viagra per l’Spd demoralizzato da un decennio di sconfitte elettorali. Partner minore della CDU in due grandi coalizioni (2005-2009 e 2013-oggi), l’Spd ha guardato impotente mentre la Merkel modernizzava il suo partito schizzando l’occhio sia al centro che alla sinistra con azioni quali la ‘rottamazione’ dell’energia nucleare, l’introduzione del salario minimo e una certa attenzione per i diritti per i gay».

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