giovedì, maggio 24

Marco Pannella e la nonviolenza Marco Pannella: piccola storia di una vita grande / 8

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Fu vero nonviolento? A volte verrebbe da dubitarne, a fronte di comportamenti di inusitata durezza. Verbale e non solo. Però… La radice nonviolenta di Marco Pannella sta nella sintesi personale di molti eventi della sua vita. L’incontro a Parigi con un militante indipendentista algerino negli anni ’60 che sta facendo lo sciopero della fame a sostegno della lotta del suo popolo che cerca di separarsi dalla Francia. In Spagna, a Barcellona, il digiuno per gli obiettori di coscienza catalani incarcerati. E poi, quasi naturalmente, l’’incontro’ ideale con Gandhi, Thoreau, Tolstoj, e dalle nostre parti Capitini.

E’ quasi un unicum in Italia: Pannella si rifà alle radici della nonviolenza gandhiana come concezione, ed all’utilizzo degli strumenti di lotta politica elaborati da Mahatma (e molti altri) nella prassi.

Così digiuno e sciopero della fame (e poi sciopero della sete) divengono forma di dialogo, non di protesta. E questa parola, ‘protesta’, riferita all’iniziativa politica sua e dei radicali era quella che più di ogni altra lo faceva imbestialire. «La nostra non è una protesta, è una proposta», ribatteva duramente all’incauto che avesse avuto la dabbenaggine di chiedergli informazioni sulla sua ennesima iniziativa ‘di protesta’ (secondo gli altri). Si rivolgeva in primo luogo alle Istituzioni ed agli uomini e donne che in quel dato momento esercitassero un potere, o magari ‘il’ potere. Chiedendo anzitutto di rispettare le loro stesse leggi, e le norme che essi stessi avevano stabilito. Chiedendo di cambiare le ‘norme ingiuste’ che avessero eventualmente voluto, o magari solo accettato. Così anche quando si attaccavano (e si attaccano) leggi ritenute ingiuste, parallelamente se ne proponeva (e propone) la modifica, indicando di converso veri e propri articolati di legge.

Sciopero della fame, digiuno, disobbedienze civili, autodenunce, marce, sit in… Tutto l’arsenale antico e nuovo della nonviolenza. (Rigorosamente scritto tutto attaccato, livello ulteriore, e salto di qualità, rispetto al semplice ‘non uso’ della violenza). E offrire il proprio corpo alla ‘causa’, ed eventualmente, anche se non cercandolo, alla violenza altrui. Così il fumo di cannabis in conferenza stampa che lo conduce per qualche giorno in carcere, così le tante iniziative nonviolente che prende attraverso il tempo. Il che comporta anche l’’invenzione’ di strumenti nuovi, come lo ‘sciopero della sete’, molto discusso e probabilmente anche molto discutibile. (Anche perché l’ha portato più volte sull’orlo del tracollo definitivo, e quasi di un blocco renale). Evoluzione dello sciopero della fame ‘alla Pannella’, con tre cappuccini al giorno per una quantità di calorie equivalenti a quella assunta dagli internati nel lager nazisti.

Volutamente, e a differenza di quanto abbiamo fatto nei ‘Capitoli’ precedenti (e successivi) non abbiamo puntigliosamente ancorato, e con particolare acribia, a fatti, dati, particolari e nessi cronologici, sincronici e diacronici, questa riflessione sul rapporto con la nonviolenza di Pannella. Anzi di Marco Pannella. Anzi di Giacinto Pannella detto Marco. Ché è proprio, probabilmente, quanto di più intimo e personale, nonché fonte di conflitti, Pannella avesse. «E scaricò le sue pistole in aria, e regalò le sue parole ai sordi» questo nonviolento ‘Signor Hood’. La ricostruzione puntuale e dettagliata occorrerà farla a tempo e luogo. E quanto a tempo: presto, il più presto possibile ché trattasi di questione e patrimonio che debbono divenire quanto prima a disposizione di tutti perché diano frutto. Ma qui e ora serve piuttosto provare a fare una sintesi a partire dai fatti a proposito della pianta della nonviolenza ‘importata’ da Pannella in Italia (ed in Europa, più in generale). Anche se la pianta, sia dal punto di vista dell’idea, e dell’ideale, che dell’ortoprassi, sembra piuttosto sulla via del rinsecchimento.

Urge nuova linfa.

(Continua)

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Sull'autore

Gabriele Paci Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’. Già, tra l’altro, Direttore di ‘Notizie Radicali’ Agenzia stampa quotidiana. Isio Maureddu Esponente storico del ‘Partito Radicale’ e oggi del ‘Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito’. Già Consigliere generale di ‘Radicali italiani’. Amico e stretto collaboratore di Pannella, in particolare negli ultimi dieci anni.