martedì, agosto 21

M5S crolla, il centro-destra rinasce

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Il comico non fa più ridere. Beppe Grillo e il suo movimento (M5S) sono in rotta, le cinque stelle non brillano più. Vistoso l’astensionismo, ma questo comincia a essere ormai un dato fisiologico: a torto o a ragione una buona parte di elettorato non ritiene di doversi più scomodare per andare a deporre una scheda nell’urna: questo o quello ormai pari sono.
Una sorpresa il crollo del movimento di Grillo? A ben vedere no. Un po’ ovunque i movimenti demagogici e populisti, alla prova dei fatti, hanno incassato sonori ceffoni. Succede in Francia, in Olanda, e perfino in Regno Unito. Anche in Italia gli elettori mostrano una maturità superiore (non ci vuole poi tanto) alle forze politiche in campo. Si tagliano le ‘ali’, e, un po’ ovunque, Grillo da una parte, il leghista Matteo Salvini dall’altra, escono fortemente ridimensionati. Da queste elezioni amministrative (di inevitabile significato politico) emergono due schieramentinormali‘: centro-sinistra e centro-destra; si potrebbe dire un bipolarismo di fatto: progressisti e conservatori. E forse, chissà, forse nel nostro orizzonte c’è futuro ‘normale’.

Naturalmente le cose non sono cosi’ semplici. Matteo Renzi, il Segretario del Partito Democratico, è riuscito in un piccolo capolavoro: ridare fiato a uno spompato Silvio Berlusconi. Il centro-destra è resuscitato, letteralmente, ed ora è un ‘attore’ che calca la scena con baldanza e sicurezza.

Grillo perde  nella sua Genova in modo rovinoso, e subisce l’umiliazione di vedere a Parma trionfatore Federico Pizzarotti, il sindaco uscente che il vertice pentastellato ha cacciato con infamia.

Il PD di Renzi: sfumato il disegno di andare a elezioni in autunno, il Segretario piddino continua a inanellare errori. Preda di incontenibile ambizione, divorato da un evidente desiderio di rivincita dopo la sconfitta del referendum, ha poi puntato le sue fiches su una legge elettorale confusa e pasticciata. Ora è costretto ad appoggiare il Governo di Paolo Gentiloni fino alla sua scadenza naturale. Non è neppure certo che ‘dopo’ ritornerà a palazzo Chigi. In molti lavorano contro per la sua rovina. Lui non sa aspettare, non ha la capacità di capire e intuire gli umori della pubblica opinione. La fretta di andare alle elezioni anticipate, malamente tenuta freno, rivela la sua debolezza politica. Fondata, per altro. Lo spieghi al Paese, perchè va silurato il Governo Gentiloni che sta facendo bene, e con uno stile educato e non indisponente come Renzi?
In questo scenario che Ennio Flaiano avrebbe definito ‘tragico, ma non serio’, registriamo l’ennesimo  ‘successo’ di Renzi: i centristi di Angelino Alfano, Maurizio Lupi e gli altri sonopiccoli‘, ma sufficienti per condizionare, dettare legge e giocare, come si diceva un tempo, sui ‘due corni’.
Grande tattico, grande stratega, questo Renzi, che perde anche nella sua Rignano…

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