giovedì, settembre 21

L’ombra delle cosche sui migranti?

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L’indagine sul centro migranti di Isola Capo Rizzuto, stante alla notizie diramate dalla Procura di Catanzaro competente per territorio della DDA, avrebbe portato a stabilire connessioni, dal 2006 ad oggi, tra la società che gestiva il centro e gliArena‘, un clan della ‘ndrangheta.

Si parla di molti milioni di euro finiti nelle mani del clan. E il dottor Raffaele Cantone, a capo dell’ Autorità Anticorruzione, nella sua audizione davanti alla Commissione migranti, con evidente riferimento a quell’inchiesta, ha riferito che là dove ci sono interessi economici ci potrebbero essere infiltrazioni mafiose. Un dato di fatto dovremmo dire, perchè i clan non si vanno a infilare nella miseria, ma nella pappatoia e la migrazione associata all’accoglienza, così come è fatta, rappresenta, come ho avuto modo di scrivere, ‘un bancomat a cielo aperto‘. (KafilaAbEditore). Se la gestissero direttamente i Comuni, forse potrebbe essere diverso.

Proprio in ‘Kafila‘, al capitolo 11, è descritta in forma romanzata, una riunione tra boss della zona di Isola Capo Rizzuto   – che, come sottolineato da svariati mass media, non si erano neanche accorti che nel loro territorio, un gruppo di sudanesi ben attrezzati, proprio nel 2006-2007, lucravano sugli ospiti del centro facendoli fuggire e poi sequestrandoli nelle campagne del crotonese, in attesa che un loro congiunto pagasse un riscatto.
Il boss capo bastone, nella sua recita cadenzata, avvertiva che era meglio stare lontani dai traffici migratori, perchè attiravano gli investigatori e i giornalisti mentre per l’assistenza e quindi i tributi a favore degli stranieri, rimandava a successive decisioni.

Vista l’inchiesta pubblicata alcuni giorni fa, il testo estratto, appare quasi come una premonizione:  «“ ca inveci, mhm…’u bussniss ‘u mantenimentu iè, a pappatoia… e allura ne vedimu … mhm… cosa ‘a mà  fari…», scrivo in ‘Kafila‘.

Ma non sempre è così. In molti paesini del meridione quasi spopolati, come in diverse altre località del Paese, molti Sindaci, sentito l’odore del denaro, anche per aiutare le loro misere finanze, si stanno affrettando a ristrutturare  alla bellè meglio le case abbandonate da tempo, proprio con l’intenzione di destinarle ai migranti, ben sapendo che molti altri centri, specie del centro-nord, rifiutano l’accoglienza.
In questo caso, non si può escludere che qualche mafioso si inserisca in tali maglie per un piccolo profitto personale, mettendosi in tasca qualche soldo o anche per manifestare la propria autorevolezza, ma difficilmente i clan potrebbero fare altrettanto, perchè la torta, così suddivisa, sarebbe insufficiente a colmare la loro fame che è molto più famelica.
In queste realtà si vive con l’assistenzialismo derivante dalle pensioni di accompagnamento, contributi agricoli e pastorali, invalidità e servizi socialmente utili, quindi una realtà a basso reddito e che diffcilmente consentirebbe una ulteriore spartizione. Perchè i soldi nessuno li regala, neanche ai mafiosi, nonostante alcuni giornalisti e scrittori, con il pallino della rivelazione da scoop, si ostinano a confondere il mafioso con il clan.  Questi dovrebbero leggere, prima di scrivere. A volte basta documentarsi con un libro, perchè mai nulla avviene per caso.

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