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Libia: torna l’Italia, e a Tobruk non piace

Italia primo Paese occidentale a riallacciare i rapporti con il Governo al Sarraj, e Tobruk protesta

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Navi da guerra italiane «cariche di armi e soldati» sarebbero entrate nelle acque territoriali libiche. E’ l’accusa lanciata oggi dal Parlamento di Tobruk all’indomani degli accordi siglati a Tripoli dal Ministro dell’Interno italiano Marco Minniti con il governo d’Accordo nazionale libico del premier Faez al Sarraj, osteggiato appunto dal Governo di Tobruk, e nel giorno in cui l’Ambasciatore Giuseppe Perrone ha presentato le proprie credenziali al Premier. Una riapertura, quella dell’Ambasciata italiana a Tripoli che, secondo Roma, vuole essere «un segnale di amicizia verso il popolo libico» e di «fiducia per il futuro». Sarà, come sottolineato lunedì dal ministro degli Esteri libico Mohammed Taher Siyala, «la prima ambasciata a riaprire le porte a Tripoli». Fatto non esattamente secondario dal punto di vista politico e diplomatico se si considera il lavoro di questi anni da parte dell’Italia nel Paese, la sua attenta e faticosa azione politico-diplomatica e lo scontro – che pure permane al di là del protocollo – con le altre potenze regionali, Francia e Gran Bretagna in testa per il controllo delle risorse petrolifere nel Paese.

«In un momento in cui stanno aumentando i problemi in molte zone del Paese […] siamo rimasti sorpresi ieri sera per l’ingresso di fregate da guerra cariche di armi e di soldati dell’esercito italiano; un fatto che nasconde mire colonaliste grazie alla complicità di alcune parti che vogliono solo assecondare i loro interessi e restano aggrappati al potere per governare la Libia», recita il testo di un comunicato dell’Assemblea dei Deputati di Tobruk letto da un portavoce e postato nel sito ufficiale dell’Assemblea.
«L’Assemblea dei Deputati condanna nel modo più severo e deplora questa situazione illegittima che contrasta le leggi internazionali e dà mandato all’Assemblea di prendere tutte le misure di ritorsione contro lo Stato italiano affinche rispetti la sovranità nazionale» della Libia, ha aggiunto il portavoce.
«Chiediamo al governo italiano di ritirare immediatamente le sue forze», conclude il documento emesso oggi. In una nota diffusa lunedì sull’accordo raggiunto ieri a Tripoli del Ministro Minniti, il Viminale ha annunciato un accordo tra Italia e il Governo d’Accordo libico per combattere il traffico di esseri umani e arginare i flussi di migranti in arrivo sulle coste italiane. Il patto è assolutamente necessario per risolvere il problema migratorio: per Perrone «queste correnti, questo traffico di esseri umani attenta alla stabilità stessa della Libia attraverso questo sistema di connivenze che crea all’interno del territorio. Quindi c’è una rinnovata volontà di combattere questo fenomeno. Naturalmente è una volontà che va tradotta in azioni concrete e questo è l’oggetto del confronto e della cooperazione che stiamo avendo con i libici e che svilupperemo nelle prossime settimane».

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