lunedì, aprile 23

Libero arbitrio: Testamento Biologico ed Eutanasia field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Testamento Biologico e Eutanasia. Qualcosa si sta muovendo. A settembre si è costituito un Intergruppo parlamentare che come obbiettivo ha proprio quello di legiferare, o meglio di affrontare, il trattamento di Fine vita e la ‘buona morte’. Con una lettera alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, e ai capigruppo delle varie forze politiche, 67 parlamentari hanno chiesto la calendarizzazione delle proposte di legge in materia di fine vita.

C’è chi, da sempre, come l’Associazione Luca Coscioni, si batte affinché il Parlamento affronti questi temi. Ricordiamo la proposta numero 1582, il “Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia“, depositata alla Camera dal 23 settembre 2013 proprio dall’Associazione. Si tratta di una proposta di legge di iniziativa popolare, presentata grazie alle firme di oltre 67.000 cittadini. Ci sono cinque proposte, tre alla Camera e due al Senato, ma nessuna è stata mai discussa.

Questi temi mettono tutti in imbarazzo, noi non vogliamo costringere nessuno a dire sì all’eutanasia o al testamento biologico, ma chiediamo solo che vengano messi all’ordine del giorno questi temi. E’ il principio di autodeterminazione della propria vita”. Così Pia Locatelli, deputata socialista e coordinatrice dell’Integruppo con Marisa Nicchi (Sel – Sinistra Ecologia Libertà) e la sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni, ci spiega il perché la politica in generale non può più chiudere gli occhi o ancor peggio bypassare un’azione concreta su questi temi.

Casi come quelli di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby, portati all’attenzione di tutti, non possono essere più considerati casi sporadici, ma il punto di partenza da cui iniziare a livello giuridico e politico a trattare questi diritti. Il il 58,9% dei cittadini, secondo il rapporto 2014 dell’Eurispes, sono favorevoli all’eutanasia; il 71,7% del campione è concorde con il testamento biologico.

Scappare da un problema è un doppio problema“, continua la deputata Locatelli, “c’è bisogno di una regolamentazione snella. In questi temi più si legifera, si entra nei dettagli, e più si creano complicazioni, lo abbiamo visto con la legge 40. Non dobbiamo farci guidare da rigidità ideologiche, ma da umanità, mettere al centro le persone, le relazioni di cure e anche un po’ di buon senso e onestà intellettuale. Io mi batterò perché l’autodeterminazione rimanga il principio fondante di qualsiasi proposta di legge. E’ un tema delicato, ma possiamo far finta di nulla? La realtà va affrontata e dobbiamo cercare le migliori soluzioni possibili”.

Per quanto riguarda il testamento biologico, in Germania, il Bundestag tedesco, ha approvato il 18 giugno 2009 una legge sul testamento biologico, entrata in vigore il 1º settembre. Tale legge, basata sul principio del diritto all’autodeterminazione, prevede l’assistenza di un fiduciario (‘amministratore di sostegno’) e del medico curante. In Svizzera diverse organizzazioni si prendono cura di registrare le volontà dei pazienti attraverso moduli firmati dal paziente, che dichiarano che in caso di permanente perdita di capacità di giudizio (per inabilità a comunicare o grave danno cerebrale) ogni mezzo di prolungamento della vita sia fermato. Tali organizzazioni, così come i membri della famiglia, mantengono procure che li intitolano a mettere in atto le volontà del paziente. Registrare le proprie volontà è relativamente semplice.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore