mercoledì, gennaio 17

Liberia. Interferenze americane, oro e frodi elettorali I media occidentali continuano ad osannare la Sirleaf presentandola come una Donna di Pace attenta al benessere del suo popolo

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Vani sono stati i tentativi del candidato di opposizione Charles Brumskine (che al primo turno aveva ottenuto il 9,6% dei voti) di far annullare le elezioni svoltesi lo scorso 10 ottobre per gravi frodi elettorali. La Commissione Elettorale Nazionale (NEC) ha ritenuto che le prove presentate non fossero sufficienti per constatare massicce frodi elettorali tali da annullare il primo turno. Il secondo turno è stato fissato per martedì 26 dicembre 2017, dove si sfideranno il Vice Presidente Joseph Boakai (28,8% di voti al primo turno) e l’ex calciatore del Milan: George Weah (38,4%).

Il verdetto della NEC ha costretto la Corte Suprema a levare l’ordinanza di sospensione del secondo turno che si doveva svolgere il 07 novembre scorso. Si sospetta che dietro al rinvio delle elezioni vi sia il Presidente in carica Ellen Johnson Sirleaf al potere da 12 anni dopo essere stata l’artefice di due violentissime ribellioni, quella di Charles Taylor contro il Presidente Samuel Doe e quella contro lo stesso Taylor. Ribellioni che fecero sprofondare la Liberia in un decennio di morte e distruzione e crearono le condizioni per la guerra civile nel vicino Sierra Leone.

Sia il candidato Brumskine che il Vice Presidente Boakai, seppur con argomenti diversi, hanno accusato la Sirleaf di “gravi interferenze nelle elezioni” a sostegno di Weah che potrebbero “nuovamente trascinare il Paese nella violenza”. Le dichiarazioni di Boakai rivelano il fallimento del tentativo effettuato dalla Sirleaf dopo il primo turno di riconciliazione con il Vice Presidente. Secondo il quotidiano “Front Page” verso il 15 ottobre la Sirleaf avrebbe valutato che il patto politico con George Weah non fosse la migliore garanzia per tutelare gli interessi familiari e quelli dei soci stranieri.  Sarebbe stato più conveniente ricucire lo strappo con Boakai che fa parte dell’ establishment politico liberiano.

Evidentemente la mancata riconciliazione ha costretto la Sirleaf a rinnovare il suo appoggio a George Weah pur nutrendo seri dubbi. La possibilità, ventilata da Brumskine e Boakai,  che la crisi politica liberiana degeneri in una guerra civile  sembra essere remota in quanto è evidente  il sostegno della comunità internazionale alla Sirleaf ironicamente considerata come il leader politico che ha donato pace e democrazia alla Liberia. Per lanciare ribellioni occorrono Padrini disposti a finanziarle e in questo momento Europa, Stati Uniti e anche la Cina non hanno alcun interesse per far scoppiare una guerra civile in Liberia.

A conferma che nessuno vuole inasprire la situazione ma mantenere lo status quo attuale, gli osservatori internazionali concordano con il verdetto della NEC. Il voto del primo turno si è svolto regolarmente, malgrado qualche problema organizzativo. Eppure la popolazione ha la sensazione di essere stata per l’ennesima volta vittima di un imbroglio giuridico elettorale che getta pesanti ombre sul futuro presidente e sulla sua fragile democrazia.

Da notare che dopo i risultati del primo turno anche George Weah aveva denunciato frodi elettorali, durante una conferenza stampa dove apertamente accusava la NEC di aver attuato pesanti frodi elettorali. Accuse successivamente ritirate dallo stesso Weah nella speranza di ricevere il sostegno della Sirleaf e della Comunità Internazionale per giungere finalmente alla agognata Presidenza.  

Scoperti gli accordi segreti tra Weah, Sirleaf e il Warlord Charles Taylor, l’ex campione del Milan ha subito un spaventoso crollo di popolarità. Alcuni analisti regionali sono convinti che la partecipazione alle urne nel secondo turno sarà molto bassa. Il favorito potrebbe essere Boakai. Per invertire la situazione la Sirleaf (ancora Presidente) potrebbe ordinare alla NEC di compiere pesanti frodi elettorali a favore di Weah.

Una indagine giornalistica pubblicata sul quotidiano “Front Page” sembra confermare  i sospetti del candidato Brumskine e della popolazione in generale che il primo turno delle elezioni sia stato vittima di frodi elettorali significative. Secondo il quotidiano vi sarebbe coinvolto un noto trafficante d’oro americano: Leonard Wayne Kragness che da anni opera in Liberia in losche contrattazioni di oro e strettamente legato alla famiglia Sirleaf. Durante lo spoglio delle schede del primo turno Kragness ha messo a disposizione della Commissione Elettorale Nazionale un suo aereo privato per trasportare le schede dai seggi delle Contee alla sede centrale della NEC a Monrovia, la capitale. All’interno dell’aereo i  box contenenti le schede sarebbero stati aperti, le schede visionate e sostituite con altre schede, secondo indiscrezioni trapelate dal personale di volo.

L’operazione di coordinare i voli e quello che succedeva all’interno dell’aereo sarebbe stata affidata al partner di Kragness: David Corey Tolle, che è socio in affari in un importante investimento presso una miniere aurifera in Liberia (1,7 milioni di dollari). Il quotidiano americano St. Louis Post Dispatch informa che Tolle due anni fa fu al centro di una truffa ai danni di una cordata di investitori americani relativa a questa fantomatica miniere aurifera liberiana e condannato a 46 mesi di prigione.

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