lunedì, ottobre 23

Chi ha inventato il sogno americano? I nativi americani e le loro rivendicazioni

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La rivendicazione dei nativi americani e la celebrazione di un’intera giornata a loro dedicata: l’Indigenous Peoples Day.

Lewis Borck, archeologo e docente presso la Leiden University, ha scritto un articolo intitolato ‘ Indigenous people invented the so-called‘American Dream’’ e pubblicato suThe Conversation‘, nel quale sostiene che il cosiddetto ‘sogno americano’ affonda le sue radici nelle terre popolate dai nativi americani che hanno tutto il diritto di rivendicarlo.

Nel 2012, il Presidente Barack Obama ha creato il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals), per garantire ai ‘dreamers’ permessi di residenza e di lavoro negli Stati Uniti. Con l’avvento del Presidente americano Donald Trump, il programma è stato annullato e si è costruito un muro divisorio, al confine tra Stati Uniti e Messico, che ha costretto 800.000 giovani a subire la deportazione.

La motivazione che dà Trump è che la maggior parte degli immigrati, provenienti dal Messico, risiedono negli Stati Uniti illegalmente, rubando posti di lavoro agli americani e facendo del male alla società.

I primi popoli che arrivarono nelle Americhe erano alla ricerca di una vita migliore. Ciò accadde 14.000 anni fa, durante l’ultima era glaciale, quando i pionieri nomadi, antenati dei moderni nativi americani e delle prime Nazioni, arrivarono dal continente asiatico e si stabilirono in quei territori che ora comprendono il Canada, gli Stati Uniti e il Messico. Un esempio più recente del potere della migrazione è avvenuto circa 5.000 anni fa, quando un gruppo di persone, che oggi popola il Messico centrale, si stabilizzò nel sud-ovest americano e più a nord, giungendo fino all’America settentrionale e occidentale. Loro hanno portato il mais, che oggi è una parte significativa dell’economia americana, e un modo di parlare che ha generato più di 30 delle 169 lingue indigene contemporanee che ancora oggi si parlano negli Stati Uniti.

700 anni fa, invece, persone, provenienti da quello che ora è considerato il nord dell’Arizona, fuggirono dalla siccità e dall’autoritarismo crescente imposto dai capi religiosi. Molti migrarono a sud fino all’Arizona meridionale, aderendo agli Hohokam, antenati delle moderne Nazioni di O’odham che erano cresciute nel deserto di Sonoran, irrigando campi di agave, mais, fagioli e cotone. Quando i migranti settentrionali arrivarono in questa zona calda, situata intorno alla frontiera Usa-Messico allora inesistente, la vita religiosa e politica degli Hohokam era controllata da una élite.

Decenni dopo il loro arrivo, i migranti e le persone del luogo hanno interagito fra di loro. Insieme, le due comunità hanno creato un movimento sociale e religioso, che gli archeologi chiamano Salado, che prevedeva una festa alla quale tutti i membri del villaggio potevano partecipare.

Successivamente, molte comunità hanno adottato questa tradizione e il potere politico, che all’epoca era incorporato nel potere religioso, è diventato equamente diffuso e le élite persero il loro controllo e, alla fine, abbandonarono i loro templi.

Il racconto di Hohokam evoca un ideale americano che trova la sua origine nella storia indigena: l’uguaglianza. Molto prima che venisse codificata nella Dichiarazione di Indipendenza, l’uguaglianza è stata emanata attraverso la costruzione di grossi tumuli.

Originariamente, gli archeologi credevano che tali società senza la disuguaglianza e l’autoritarismo non avrebbero potuto costruire qualcosa di così significativo, ma gli scavi degli ultimi vent’anni hanno dimostrato il contrario. I nativi americani si sono divisi veramente in gruppi per realizzare progetti importanti, lasciando un’eredità ai posteri costruita secondo un sistema di uguaglianza.

I popoli Haudenosaunee o Iroquois offrono un esempio più moderno di pratiche decisionali basate sul consenso. Essi, che hanno vissuto su entrambi i lati del fiume St. Lawrence nell’odierna Ontario e negli Stati Uniti vicino ai Grandi Laghi, hanno dichiarato che per centinaia, se non per migliaia di anni, hanno costruito la loro società rispettandosi l’uno l’altro. Anzi, essi uccidevano persone che mostravano un comportamento egoistico e le donne e gli uomini, spesso, lavoravano insieme in grandi gruppi, senza discriminazione alcuna. Ciò accadeva per impedire la formazione della gerarchia tanto che le decisioni venivano prese di comune accordo.

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