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Scuola ed educazione

Nuove sfide dell’educazione: scopriamo Librì

Intervista a Maria Cristina Zannoner, editore ed Amministratore Delegato di 'Librì'

librì
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In questi giorni si sta parlando tanto di Scuola ed educazione, ma non sembra trattarsi di buone notizie. Inevitabile vergognarsi quando nel 2017 un gruppo di circa 600 docenti è costretto a scrivere una lettera al presidente del Consiglio lamentandosi delle carenze linguistiche dei loro studenti, accusati di errori non tollerabili dalla terza elementare in poi. Una notizia che mina ulteriormente alla fiducia già scarsa nei confronti del nostro sistema educativo, che sembra avere la necessità di nuovi stimoli, a partire dalle scuole materne e rivolti alle menti fresche delle nuovissime generazioni.

Proprio questo sembra essere l’obiettivo di Librì Progetti Educativi, leader nazionale nella realizzazione di campagne educative destinate al mondo della scuola di ogni ordine e grado, che da circa otto mesi porta avanti una nuova idea che punta a raggiungere più di 500.000 bambini e mira a ‘cambiare la cultura italiana in una generazione‘.

Ne abbiamo parlato con Maria Cristina Zannoner, editore ed Amministratore Delegato di Librì, che ci ha spiegato il suo progetto, rivelato qualche dritta per comunicare efficacemente ai bambini e, perché no, restituito un po’ di fiducia nella Scuola italiana dove non tutto sembra essere perduto.

 

Dottoressa Zannoner, come e quando nasce il progetto Librì?

Il progetto Librì è nato circa otto mesi fa dall’evoluzione di un mio personale background durato otto anni in cui ho lavorato in una casa editrice specializzata in soli libri per bambini molto innovativa, che si chiama Patatrac, e da oltre vent’anni presso Giunti Editore, dove ho accumulato molta esperienza sulla didattica educativa. Con questo nuovo progetto ci lanciamo proprio in questo settore della campagna educativa, dell’educational, un ambito che in Italia, mi rendo conto, non è ancora fortissimo.

Quali sono i punti di forza? In che modo vi rivolgete all’insegnante e al bambino?

Il nostro punto di forza è un nuovo format, un kit educativo che arriva direttamente nelle scuole. La sua particolarità sta nel contenere materiali plurimi dedicati a ciascun bambino. La nostra filosofia sta proprio nel rivolgerci direttamente al bambino. L’insegnante ha il suo materiale, attraverso il quale può seguire il bambino nella scoperta del kit e approfondire le tematiche grazie alle attività didattiche suggerite ad hoc. Inoltre ci sono altri materiali all’interno del kit per far elaborare, far costruire ai bambini dei lavoretti concreti dopo aver affrontato il tema attraverso le letture e al supporto dell’insegnante: potrebbe trattarsi di elaborati scritti o materiali da assemblare. A stimolare ulteriormente i bambini è stato indetto un concorso a cui parteciperanno questi lavoretti. Verranno valutati e le classi migliori riceveranno premi molto belli, come computer, libri e lavagne elettroniche.

Cosa si intende con ‘cambiare la cultura italiana in una generazione’? Sembra un obiettivo molto ambizioso.

Si, è una affermazione molto forte. Ovviamente è una sfida che lanciamo, perché abbiamo strumenti potenti e possiamo fare molto, molto più di prima. Se la Scuola diventa più aperta, se si creano le giuste sinergie in grado di promuovere i giusti temi, quelli fondamentali per la crescita, allora credo questa sfida sia possibile.

Come pensate di farlo? Qual è la chiave per parlare ai bambini in modo corretto ed efficace?

Noi vogliamo parlare direttamente i bambini. Ogni settimana siamo impegnati in team editoriali, con tanti esperti e consulenti, nell’obiettivo di metterci nei panni dei bambini. Lasciando da parte la letteratura classica per l’infanzia che non va mai abbandonata, soprattutto in tenera età e per il resto della vita, si nota un punto di vista ‘da adulto’ troppo marcato nel mondo della letteratura per ragazzi che si trova oggi in libreria, dalle fiabe ai testi di divulgazione scientifica. Quindi per noi è un work in progress continuo, cerchiamo nuovi autori e nuove metodologie. Comunicare ai bambini non è facile: bisogna trovare il modo tanto efficace quanto divertente. Per non parlare dell’importanza delle illustrazioni: nell’editoria per bambini ha esattamente lo stesso peso del testo, anzi, in alcuni casi un concetto espresso tramite illustrazione ha la capacità di penetrare l’immaginario del bambino e rimanerci per sempre. Quindi penso sia questo che debba essere ribadito all’infinito a chi si occupa di educazione per l’infanzia: sforzarsi di guardare il mondo dal punto di vista dei bambini, pensare a loro quando si progetta una illustrazione, ricordare che è la chiave emotiva, il divertimento, il sorriso, che suscita curiosità e stimola l’immaginario del bambino. Anche quando si affrontano temi difficili, mai indorare la pillola ma riuscire ad adottare un linguaggio gentile, leggero e tenero. Bisogna saper sempre stupire il bambino, con quello stupore che solo un bambino può provare: se l’insegnante sarà in grado di combinare al meglio tutti questi fattori avrà il potere di attivare un meccanismo educativo senza eguali che segnerà per sempre lo sviluppo del bambino. Per questo il ruolo della maestra è importante, e solo se riuscirà ad insegnare con il cuore sarà una brava insegnante. La maestra parla a creature pure, i bambini, come lo stesso noi editori che ci occupiamo di letteratura per ragazzi. Non dobbiamo mai dimenticarlo.

Quali sono i temi affrontati nei kit? Perché sono stati scelti?

Abbiamo lavorato per molti anni su temi classici. Mi riferisco alla sostenibilità ambientale, all’educazione alimentare e molti altri che sono ‘d’obbligo’ in un contesto di didattica educativa. Negli ultimi tempi però ci siamo resi conto della necessità di elaborare tematiche più forti e ‘trasversali’ in un certo senso: a questo proposito è nato il progetto dedicato alla gentilezza. Ci piacerebbe molto continuare a sviluppare questo filone di temi che possiamo considerare omnicomprensivi: la gentilezza, le buone maniere, l’amore per gli altri, l’empatia, sono la chiave per insegnare ai bambini il rispetto nelle relazioni interpersonali così come nei confronti dell’ambiente e di sé stessi. Potremmo toccare, in maniera trasversale, un po’ tutte le situazioni quotidiane in cui i bambini di oggi hanno esperienza: dal parco pubblico, al gruppo classe fino al centro commerciale con mamma e papà.

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