lunedì, gennaio 22

La tempesta: tra scandali e interrogativi del mondo odierno Stati Uniti, Arabia Saudita, Cina e Corea del Sud: trasformazioni nella struttura delle élite? Cosa sta accadendo?

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Le dimissioni di Eric Schmidt, presidente esecutivo di Alphabet (Google) sono un giallo. Non vi è un’interpretazione prevalente su cause e motivazioni, né sulle conseguenze per l’azienda. Gli interrogativi si affastellano: scandalo sessuale? Eccessiva contiguità al clan Clinton, sempre più sotto accusa sui media e all’interno del partito democratico statunitense? Scorrettezze o discriminazioni? O qualcosa di peggio?

Non ci è dato di sapere.

Quel che invece sappiamo è che negli ultimi mesi Hollywood è percorsa da una serie di scandali sempre più laceranti, con alcune tra le maggiori star impegnate in una faida perpetua e alcune celebrità minori che hanno cominciato a rivelare il marcio che impregna quel mondo patinato.  Dopo la misoginia assurta a prassi consuetudinaria, ora si comincia anche a parlare di pedofilia endemica.

Sappiamo anche che moltissimi giornalisti prestigiosi hanno dovuto rassegnare le dimissioni in seguito a molteplici e circostanziate accuse di abusi sessuali; che decine di dirigenti di colossi aziendali statunitensi stanno licenziandosi proprio nel periodo in cui generalmente ci si elargiscono dei sostanziosi bonus; che le agenzie di intelligence hanno subito una sorta di epurazione interna.

Oltre una trentina di membri del Congresso statunitense, incluse alcune figure chiave della vita politica americana del periodo post-kennediano, hanno rassegnato a loro volta le dimissioni, oppure hanno annunciato l’abbandono della vita politica.

Un’ulteriore mezza dozzina è stata costretta a uscire di scena per scandali legati ad abusi sessuali. Contemporaneamente gran parte dell’establishment saudita – legato a filo doppio a quello statunitense – è stato rimosso in poche ore e il nuovo ordine sta promuovendo riforme interne attese da decenni.

Fenomeni analoghi hanno colpito la Cina (v. la campagna anticorruzione di Xi Jinping), l’Iraq e la Corea del Sud, interessata da uno degli scandali più sconvolgenti del dopoguerra, con una presidentessa che essenzialmente era diventata una marionetta di Choi Soon-sil, una donna d’affari – guru che praticava l’occultismo (suo padre ha fondato una setta religiosa chiamata la “Chiesa della vita eterna”) ed esercitava una spaventosa influenza sul governo coreano e sulla vita economica del paese, tanto che il vicepresidente della Samsung, erede della dinastia e considerato l’uomo più potente della Corea del Sud, è stato condannato a cinque anni di carcere per corruzione e tangenti, un anno in più di due altri alti dirigenti.

Di magia, in senso lato, e di rese dei conti si parla anche in Italia da ormai diversi mesi a proposito del declinante “Giglio Magico” e delle sue “relazioni pericolose” con vari poteri forti (o quasi).

Che conclusioni ne dobbiamo trarre?

Può essere che stiamo assistendo a trasformazioni importanti in seno allo status quo globale, nella struttura stessa delle élite che hanno controllato il potere negli ultimi decenni. Solo il tempo ci darà risposte definitive.

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Sull'autore

Consulente di orientamento strategico e analista di tendenze

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