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La Russia torna a conquistare l’Artico

Confermata la riapertura o la creazione di sei strutture militari principali

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La Russia prosegue la sua ‘offensiva’ nell’Artico. Avevamo già detto come Mosca avesse confermato di voler mettere in funzione 100 infrastrutture militari nella regione artica entro la fine del 2017. Oltre 200 pezzi di equipaggiamento e quasi 1.000 lavoratori edili saranno distribuiti in sei sedi artiche, tra cui l’arcipelago Franz Josef , l’arcipelago Novaja Zemlja, il nuovo arcipelago siberiano e l’Isola Wrangel. Sempre entro il 2017, Sergei Shoigu, ministro della Difesa di Mosca, ha confermato la riapertura o la creazione di sei strutture militari principali: tra di loro una base sull’isola Zemly Aleksandry per ospitare 150 soldati in grado di sopravvivere in autonomia per 18 mesi, mentre la più grande base missilistica artica della Russia sta prendendo forma sull’isola di Kotelny.

Ma perché la Russia punta l’Artico? Innanzitutto per questioni economiche: la zona avrebbe più riserve di idrocarburi dell’Arabia Saudita. Si parla di riserve di petrolio e di gas pari a 412 miliardi di barili di petrolio, circa il 22% del petrolio ancora da scoprire del mondo e del gas. E viste le sanzioni e i bassi pressi del greggio, la Russia guarda proprio all’Artico per risolvere il problema. E poi ovvio c’è di mezzo la geopolitica: Mosca proteggerà il suo accesso alle potenziali risorse, controllerà rotte commerciali che saranno sfruttabili nel medio periodo e ritornerà ad avere un ruolo principale nell’equilibrio militare tra le super potenze.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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