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La nuova Casa Bianca di Donald Trump

Trump guida da decenni il suo business come un'azienda di famiglia e non cambierà filosofia alla Casa Bianca

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Donald Trump guida da decenni il suo business come un’azienda di famiglia, ha fatto lo stesso con la sua campagna elettorale, con i figli ed i dirigenti della Trump Organization in posti chiave, e non cambierà filosofia allo Studio Ovale. Nella ‘Trump White House’ la lealtà al tycoon continuerà a contare di più delle credenziali tradizionali e l’esperienza di governo, sottolinea ‘Politico che oggi stila una lista dei “consiglieri e collaboratori che saranno al fianco del mogul se riuscirà ad arrivare alla Casa Bianca”.

Ed in prima linea, come special adviser, vi sarà Ivanka, la figlia maggiore e preferita che è stata il consigliere più ascoltato durante la campagna elettorale, anche se i fratelli Eric e Don jr, e soprattutto il marito Jared Kushner, hanno avuto un ruolo di spicco. Alla giovane manager è toccato il difficilissimo compito di cercare di convincere le donne a sostenere la candidatura del padre, nonostante le sue dichiarazioni e comportamenti passati e presenti apertamente sessisti.

Ad ottobre Ivanka ha detto che non intende assumere un ruolo ufficiale nell’amministrazione, ma è certo che continuerà ad avere un ruolo fondamentale dietro le quinte. Come sicuramente lo avrà Rudy Giuliani, l’ex sindaco di New York che è stato uno dei pochi esponenti repubblicani che ha sostenuto da subito l’altro ‘newyorkese’ illustre. ‘Politico‘ lo immagina come ‘senior adviser’, lo stesso ruolo che ha svolto nella campagna, ma c’è anche chi nei mesi scorsi ha azzardato un suo incarico come ambasciatore, magari in Messico per convincere i messicani a pagare per il muro che Trump promette di costruire. Stando alle speculazioni di ‘NBC News‘ invece, Giuliani potrebbe essere nominato ‘attorney general’, la carica che ha il compito di rappresentare e proteggere il gabinetto in tribunale e fornire consulenza giuridica al Presidente. In alternativa, il ruolo spetterebbe a Chris Christie, il governatore del New Jersey che stupì tutti quando a febbraio annunciò il suo sostegno a Trump. Ma il repubblicano moderato che guida il transition team di Trump, in qualità del membro del ‘circolo magico’ con maggiore esperienza di governo, sicuramente avrà una grande influenza nell’eventuale amministrazione Trump.

Altro grande nome è quello di Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency che è uno dei pochissimi generali sostengono Trump. Democratico, nominato da Obama, Flynn ha in comune con il candidato repubblicano un particolare feeling con Vladimir Putin. Appare così destinato, in caso di vittoria di Trump, alla poltrona di Consigliere per la Sicurezza Nazionale, anche per mancanza di altri candidati considerati le decine di alti gradi ed ex funzionari di Foggy Bottom che hanno firmato lettere in cui si denuncia il pericolo globale costituito da Trump.

Sempre secondo NBC News, Newt Gingrich, in precedenza tra i tre candidati a correre alla presidenza con Trump, potrebbe essere nominato Segretario di Stato.

Accanto a queste, poche, figure di un certo spicco nazionale, la West Wing di Trump vedrebbe la salita al potere di una serie di personaggi praticamente sconosciuti, come rileva ‘Politico‘, prima di diventare i controversi co-protagonisti dell’incredibile ascesa politica del tycoon. Come Corey Lewandowski, il manager-mastino di Trump che, dopo essersi beccato una denuncia, poi ritirata, per aver aggredito un giornalista, è stato licenziato lo scorso giugno. Una decisione imposta dai figli di Trump, e subita dal candidato che comunque ha continuato ad avere continui contatti con Lewandowski di cui apprezza la lealtà. Ed ora il suo nome ricomincia a circolare come possibile chief of staff, nonostante il ‘niet’ di Ivanka e i suoi fratelli.

L’attuale manager, Kellyanne Conway, nominata a ad agosto, dopo il breve e rovinoso mandato di Paul Manafort, viene considerata in pole position per il ruolo di portavoce della Casa Bianca, considerando anche che ha praticamente trascorso questi ultimi mesi di campagna elettorale davanti alle telecamere. Mentre, Steve Bannon, l’ex banchiere di Goldman Sachs che ha fondato ‘Breitbart‘ ed è il presidente della campagna, come senior adviser porterà l’ideologia populista del suo sito di destra al centro dell’azione politica americana.

Seppure non ufficialmente nella squadra di Governo, è poi impossibile ignorare il ruolo che ha avuto e che avrà la terza moglie di Donald, Melania Trump. Nata 45 anni fa in un palazzone in stile sovietico della Jugoslavia comunista di Tito a Sevnica, ora Slovenia, si è oggi svegliata come first lady degli Stati Uniti. 

Una first lady particolare, per ironia della sorte, ‘naturalizzata’ al fianco di un presidente arrivato alla Casa Bianca a colpi di attacchi anti-immigrati. Senza contare l’imbarazzo che provocherebbe al cerimoniale della presidenza ogni eventuale accenno alla ormai famosa foto, pubblicata da GQ,nel 2000 e che mostra Melania nuda su una pelliccia d’orso. La foto fu, durante la campagna per le primarie, al centro di una battaglia a colpi di tweet poco edificanti tra Trump e l’allora sfidante Ted Cruz, dopo che un gruppo che sosteneva il senatore del Texas rilanciò la foto con la provocatoria didascalia «Incontra Melania Trump. La tua prossima First Lady».

L’incontro tra Trump e Melania risale al 1998 a New York dove, dopo le prime sfilate a Milano e Parigi la modella si era trasferita due anni prima. La scintilla, si racconta, scoccò ad una festa organizzata durante la Fashion Week newyorkese. Da allora Melania non si è accontentata di essere solo la signora Trump, evitando di lavorare insieme al marito come fece Ivana, la prima, storica, moglie del miliardario, e dal 2000 ha una ha una sua linea di gioielli chiamata, ovviamente, ‘Melania’. E può rivendicare il fatto di parlare quattro lingue. E tra queste un inglese con un forte accento straniero, aggiungono i maligni.

Con il comizio di pochi giorni fa a Filadelfia, Melania è ritornata sulla scena dopo essere in esilio dallo scorso luglio, cioè dopo la sconcertante vicenda del discorso pronunciato alla convention in cui lo scorso luglio il marito è stato incoronato candidato, che poi è risultato essere in gran parte scopiazzato da quello di Michelle Obama dal 2008. In una delle poche interviste rilasciate, Melania ha detto di essere rimasta lontana dalla campagna perché impegnata a seguire il figlio Barron, che ha 10 anni. 

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2 commenti su “La nuova Casa Bianca di Donald Trump”

  1. Mulè Salvatore scrive:

    caro Presidente allego iban x invio di 10 milioni di dollari x potermi sposare e dare i soldi ai parenti di Saveria Cucuzza e x regina di egitto e mia donna ideale che ha sbagliato marito sposandasi con ilpescatore Ofano Giuseppe a Maza adrl Vallo Via caserta, 24 . Il quale mi ha fatto minacce di morte . IBAN;IT66P0760105138272391572392.Te ne sarò riconoscente x sempre.Una carezza ai tuoi figlioli.Un abbraccio!!

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