mercoledì, febbraio 21

La lunga marcia dai Trattati di Roma

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Inizia oggi la settimana dell’Europa. Una settimana che vede l’Italia protagonista. Sabato prossimo, 25 marzo, si celebrano i 60 anni della firma dei Trattati di Roma, considerati come uno dei momenti storici più significativi del processo di integrazione europea. Un cammino lungo e tormentato, segnato da grandi progetti e cocenti delusioni.

Il calendario delle iniziative è particolarmente denso, mostre, convegni, incontri con i cittadini nel tentavo di rimpinguare il senso e il piacere di Europa.
Ma cosa sono i Trattato di Roma?
Sessant’anni fa i Trattati di Roma innescavano un processo di integrazione sognato da Altiero Spinelli e realizzato, nella sua prima parte, da Alcide De Gasperi, Jean Monnet, Konrad Adenauer e Robert Schuman. Un’Europa la cui apoteosi forse è segnata dal conferimento del Nobel per la Pace ad un continente che aveva scatenato, fino ai Trattati, le peggiori guerre della storia. E che ora si trova a dover rilanciare un progetto che dà segni di stanchezza.

Il 25 marzo 1957 vengono firmati, a Roma, il trattato che istituisce la Comunità economica europea (CEE) e il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). È l’inizio di quella che diventerà l’Unione Europea.
A firmare i Trattati di Roma sono Belgio, Francia, Repubblica Federale tedesca, Italia, Lussemburgo e Paesi bassi. I Trattati entreranno in vigore il 1 gennaio 1958.

Da quel momento inizia una cronologia che costruisce l’Unione e che sinteticamente ripercorriamo. Da questa scarna scaletta di fatti principali appare evidente il dinamismo politico dei primi anni, poi la stabilizzazione e consolidamento dell’esistente, e poi, dal passo falso della Costituzione europea del 2003, la parabola appare tutta in negativo, fino al punto più basso raggiunto con il referendum su Brexit.

19604 gennaio: Per iniziativa del Regno Unito, viene firmata la convenzione di Stoccolma che istituisce l’Accordo europeo di libero scambio (EFTA), cui aderiscono diversi Paesi europei che non sono membri della CEE. A firmare la convenzione sono Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Svezia e Svizzera. La Convenzione permette al Regno unito di mantenere la sua posizione di privilegio negli scambi commerciali con il Commonwealth.
1962 – 30 luglio: Entrano in vigore i regolamenti istitutivi della politica agricola comune (PAC).
196314 gennaio: Il Presidente francese Charles de Gaule annuncia in una conferenza stampa che la Francia opporrà il veto all’adesione del Regno Unito alla Comunità europea.
196322 gennaio: De Gaulle e il cancelliere tedesco Konrad Adenauer firmano il Trattato dell’Eliseo per una collaborazione tra i due Paesi su tutte le principali questioni politiche, economiche e culturali
196320 luglio: A Yaounde’ viene firmato un accordo d’associazione tra la CEE e 18 Stati africani.
196415 dicembre: La Commissione prepara il piano per il finanziamento della PAC, Politica agricola comune, e per l’ampliamento dei poteri del Parlamento europeo. Viene cosi’ creata una cassa comune gtrazie ai proventi dei dazi doganali e ai prelievi agricoli, che pero’ verra’ poi rigettata dalla Francia.
19658 aprile: Firma a Bruxelles del Trattato di fusione degli esecutivi delle tre Comunità, che istituisce un unico Consiglio e un’unica Commissione. Entrerà in vigore il 1° luglio 1967.
196530 giugno: Con il ritiro dei rappresentanti del governo francese dagli organi della Comunità inizia la cosiddetta crisi della sedia vuota, voluta dal presidente De Gaulle.
196629 gennaio: Compromesso di Lussemburgo. Dopo una lunga crisi politica, la Francia torna a occupare il suo posto al Consiglio contro il mantenimento del voto all’unanimità ogni qualvolta sia in gioco l’interesse vitale di uno Stato membro.
1968 – 1° luglio: Con 18 mesi di anticipo vengono aboliti gli ultimi dazi doganali sul commercio intracomunitario dei prodotti industriali e viene introdotta la tariffa doganale comune.
1969 – 1-2 dicembre: Al vertice dell’Aja i capi di Stato e di Governo (sei Paesi membri) decidono di spingere oltre il processo di integrazione europea. Gli obiettivi sono sintetizzati nello slogan ‘allargamento, completamento, approfondimento’. La proposta è del neopresidente francese Georges Pompidou.

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