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Esteri: il punto

La Gran Bretagna tra terrorismi e Brexit

Francia: Macron ottiene la maggioranza assoluta ma a vincere è l'astensione
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Londra, Finsbury Park: un morto e almeno dieci feriti. Questo è il bilancio dell’ennesimo attentato che ha colpito la capitale inglese. Questa volta, però, le vittime sono tutte musulmane. La tecnica utilizzata è stata la stessa del recente attacco al London Bridge: un furgone scagliato a folle velocità contro dei fedeli raccolti davanti alla moschea dopo la preghiera serale del Ramadan. Dopo l’impatto, dal furgone sarebbe sceso un uomo che, lanciando grida di minaccia e di insulto contro tutti i mussulmani avrebbe tentato la fuga prima di essere fermato e quasi linciato dalla folla inferocita. Ad evitare il peggio è stato l’intervento dell’imam della moschea che ha calmato la situazione e ha permesso che la polizia potesse arrestare l’attentatore.

Dopo l’attacco si sono avute delle proteste: la cautela del Governo di Theresa May nel definire l’accaduto come un attacco terroristico ha scatenato l’ira della comunità islamica che si è sentita discriminata dalle istituzioni. Alcuni rappresentanti del mondo mussulmano britannico hanno lamentato l’utilizzo di metri di giudizio differente a seconda che le vittime siano cristiane o mussulmane. In fine è arrivata la dichiarazione ufficiale del Governo che, definendo terrorista l’attacco alla mosche di Finsbury Park e dichiarando che i luoghi di culto saranno difesi con misure straordinarie, ha parzialmente riportato la calma nella comunità islamica.

Alcuni gruppi inglesi di estrema Destra, tra cui Britain First ed i suprematisti bianchi, hanno espresso parole di ammirazione per il gesto definendolo “una speranza per i britannici” ed esaltando come “eroe” l’autore dell’attentato. Di certo, la reazione islamofobica innescata dai recenti attentati di cui l’Inghilterra è stata vittima rappresenta una grande vittoria per la strategia dei fondamentalisti del cosiddetto califfato islamico: per la prima volta, la strategia del terrore è riuscita a provocare una reazione settaria. Dividere la multietnica società europea e provocare uno scontro tra confessioni è da sempre l’obiettivo dei terroristi.
Unanime il cordoglio delle principali formazioni politiche del Paese. Il Primo Ministro conservatore Theresa May, alle prese con la difficile formazione del Governo, si è recato in visita alla moschea colpita, mentre il principale rappresentante delle opposizioni, il laburista Jeremy Corbyn (che, tra l’altro, è Deputato proprio del collegio dove è avvenuto l’attentato), a poche ore dai fatti, ha partecipato ad un incontro interreligioso nella zona e, anche lui, ha visitato il luogo dell’attacco.

L’altro fronte caldo della politica britannica è quello della Brexit. Oggi, a Bruxelles, sono iniziati i colloqui tra le parti per stabilire le modalità di separazione di Londra dall’Unione Europea. Il Ministro degli Esteri inglese, David Davis, ha affermato di voler costruire un rapporto di amicizia speciale con l’UE. Dall’altra parte, il capo dei negoziatori UE per la Brexit, Michel Barnier, oltre ad aver espresso solidarietà al Governo inglese per l’attentato di Finsbury Park, ha parlato di un’atmosfera serena volta a trovare la soluzione migliore per tutte le parti in causa. Il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha chiesto che le trattative per non perdano di vista l’obiettivo principale, ovvero l’interesse dei cittadini, mentre soddisfazione per la posizione comune raggiunta dai ventisette Paesi dell’Unione, è stata espressa dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel.

In Francia si è svolto il secondo turno delle elezioni amministrative. Come era prevedibile, il movimento del nuovo Presidente Emmanuel Macron, La République En Marche!, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi nell’Assemblé National: 350 seggi su 577 (nella somma anche i seggi ottenuti dall’alleato centrista MoDem). La vittoria del nuovo Presidente però, è stata meno netta di come ci si aspettasse.

Les Républicains, erede del partito gaullista, ha retto bene alla crisi che ha attraversato durante le elezioni presidenziali e si attesta sui 136 seggi, divenendo il primo partito d’opposizione; il Partit Socialiste, che si diceva potesse addirittura scomparire dal Parlamento, è stato duramente colpito ma, alla fine, è riuscito ad attestarsi sui 46 seggi (il Segretario del partito, Jean-Christophe Cambadélis, si è dimesso ancora prima di avere i risultati definitivi); la sinistra radicale di La France Insoumise ottiene 26 seggi; delusione per l’estrema Destra del Front National che, dopo essere arrivato ai ballottaggio nelle presidenziali ed aver fatto tremare l’Europa, si ferma ad 8 seggi (ben lontani dai 15 che Marine Le Pen aveva previsto e che sono necessari per formare un gruppo parlamentare.

Il dato più pesante di questa tornata elettorale, però, è quello dell’astensione che, per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, ha superato la metà degli aventi diritto al voto: il 57,36% dei francesi non ha votato. Questo dato rappresenta qualcosa su cui riflettere per tutte le forze politiche in campo e proietta un’ombra lugubre sulla netta vittoria di Macron.

Anche Parigi, oggi, ha vissuto momenti di tensione quando, sugli Champs-Élysées, un veicolo ha colpito un mezzo delle Forze dell’Ordine prima di prendere fuoco. In un primo momento non era certo se si trattasse di un incidente o di un atto di terrorismo. I dubbi sono stati fugati quando l’aggressore è stato estratto vivo dalle lamiere in fiamme, per poi morire poco dopo: aveva con sé armi automatiche (tra cui un Kalašnikov), munizioni e tre bombole di gas. È probabile che il suo intento fosse di colpire con il con il veicolo per poi farlo esplodere con le bombole di gas: qualche cosa non ha funzionato e il mezzo ha preso fuoco subito dopo il primo impatto mettendo fine ai progetti dell’aspirante attentatore. L’uomo, un francese di trentuno anni, era noto alle Forze di Sicurezza in quanto soggetto radicalizzato. Anche se oramai è certo che si sia trattato di terrorismo, fortunatamente, non ci sono vittime ad eccezione dell’attentatore.

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